UBUNTU E IL MONDO OPEN SOURCE

UBUNTU E IL MONDO OPEN SOURCE

di Erica Lo Verso
Tempo di lettura: 3 minuti

Quindici anni fa nasceva il sistema operativo open source più scaricato al mondo: Ubuntu. Ideato da Mark Shuttleworth  e creato dalla comunità open source e dalla società Canonical, come nuova versione Linux basata su Debian, ha ottenuto sin dagli esordi un successo inarrestabile, diventando uno dei leader del settore.

Fonte: bhmpics.com

Per chi avesse poca familiarità con questo programma, sarebbe utile ricordare le sue caratteristiche principali: è un software prevalentemente libero, quindi accessibile a tutti perché è gratuito, facile da usare e collaborativo.
«Crediamo nell’informatica per tutti, veloce ed efficace» affermano i suoi collaboratori. Il software, infatti, presenta un’interfaccia semplice e intuitiva e una serie completa di toolsutili per operare in ambienti sia domestici che aziendali, senza dover pagare diritti di licenza.

«Ubuntu: Linux per gli esseri umani» non è solo uno slogan avvincente ma una filosofia di vita. Il nome Ubuntu infatti nella cultura sub-sahariana significa letteralmente “Io sono perché siamo” e si basa sui più nobili rapporti umani di lealtà e reciprocità. Questi principi costituiscono il DNA del sistema operativo che favorisce appunto le relazioni interpersonali attraverso la condivisione e la collaborazione nelle attività di sviluppo, documentazione, traduzione e supporto orientate a migliorare il sistema.

Fonte: linuxday.it

Oggi celebriamo l’anniversario di un programma che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del software libero, che è presente su tutti i computer più popolari  (soprattutto sui computer desktop ma anche su server, smartphone, tablet, netbook e dispositivi IoT) ottenendo nel corso del tempo critiche positive e riconoscimenti significativi (migliore distribuzione nella LinuxWorld Conference and Expo nel 2005, Infoworld Bossie Award come miglior sistema operativo open source nel 2007, miglior distribuzione del Readers’ Choice Awards di Linux Journal nel 2011) e che oggi viene utilizzato ogni giorno da 20 milioni di persone in tutto il mondo.

Ogni quarto sabato di ottobre, dal 2001 a oggi, si celebra il Linux Day, attraverso vari eventi, per promuovere la libertà digitale, la condivisione e la cultura aperta veicolate dal software libero. Pertanto, quest’anno l’appuntamento è fissato per sabato prossimo, 26 ottobre e sul sito ufficiale vengono fornite indicazioni precise per organizzare un evento nella propria città. A proposito: sapevate che Torino è la città più open source d’Italia?!

Inoltre, questo è un mese di interessanti novità per l’azienda: sono in atto aggiornamenti per le versioni Ubuntu 18.04 LTS (Bionic Beaver) e Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) per aumentare la sicurezza del sistema e parallelamente è arrivato anche Ubuntu 19.10 (Eoan Ermine) introducendo i driver NVIDIA nell’immagine ISO (favorendo soprattutto gli appassionati di videogiochi), il file system ZFS, nuovi temi e impostazioni (es. luce notturna), GNOME 3.34(permette migliori  prestazioni anche su hardware meno recenti) e tanto altro che potrete cogliere e praticare acquisendo questa nuova versione. Non essendo però una LTS release, la nuova versione di Ubuntu sarà supportata per soli 9 mesi, quindi fino a luglio 2020. «Nei 15 anni dalla prima release, abbiamo visto Ubuntu crescere dal desktop sino a diventare una piattaforma di scelta attraverso il cloud pubblico, infrastrutture open, IoT e IA» ha affermato il CEO di Canonical, Mark Shuttleworth, che aggiungendo che «con la release 19.10, Ubuntu continua a offrire un forte supporto, sicurezza e una grande efficienza a imprese, sviluppatori e, in generale, a tutta la community». Nel frattempo si parla già della prossima release: Ubuntu 20.04 LTS (Focal Fossa), sempre con ZFS e il nuovo GNOME 3.36, che inizierà ad essere sviluppato il prossimo 24 ottobre e lanciato ufficialmente il 23 aprile 2020.

Fonte: ubuntubuzz.com

Che dire? Non c’è mai limite all’innovazione e Ubuntu ci dà la possibilità di essere protagonisti del cambiamento entrando a far parte della community in modo da contribuire allo sviluppo tecnologico e far godere tutti quanti dei benefici che ne derivano.

«Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?» (Nelson Mandela)

GIORNATA NAZIONALE DEL MERITO

GIORNATA NAZIONALE DEL MERITO

di Anna Lo Coco
Tempo di lettura: 3 minuti

Martedì 8 ottobre si è tenuta la Terza Giornata Nazionale del Merito presso la sede del Centro Filologico Milanese ideata dal Forum della Meritocrazia in collaborazione con CFMT– Centro di Formazione Management del Terziario.
Durante la giornata si è parlato di come il merito sia importante, anzi fondamentale, sia per le strategie di business delle varie aziende sia nel mondo della formazione.

Ad aprire il convegno è M. Cristina Origlia, presidente di FdM, che ha fatto presente come il destino dell’Italia è da costruire tramite delle strategie economiche e politiche accompagnate dalla trasformazione culturale, che sicuramente aiuta il paese a ricostruire le proprie virtù civiche.

Dopo una breve introduzione prende la parola Silvia Pugi, consigliere CFMT e direttore CSR di Manageritalia che ribadisce il ruolo della meritocrazia come uno dei fattori chiave per il successo di un’azienda.
L’obiettivo di quest’ultima, infatti, è innovare e l’innovazione porta dietro di sè merito e competenza, senza queste due parole chiave l’azienda non può avere successo.
Viene poi affrontato il tema della “fuga dei cervelli” che potrebbe essere evitata creando delle opportunità che permettono ai giovani di rimanere in Italia. A tal proposito vengono esposti i progetti portati avanti, uno di questi è Big, un business game che crea un confronto tra studenti e managers per dar vita a nuove idee.

In seguito prende la parola Mario Vanni, Capo di Gabinetto del Sindaco nel Comune di Milano, che elogia Milano come una città che compete e che si preoccupa che nessuno rimanga indietro. Milano come una città che accetta il merito.

Subito dopo M.Cristina Origlia dà il via ad una conversazione tra Alessandra Perrazzella, vice direttrice di Banca Italia, ed Enrico Cerreda, AD IBM Italia, sul tema del merito come mindset per innovare.

Alessandra Pezzarella si concentra su ciò che manca in Italia rispetto all’estero: l’entusiasmo, ovvero “la scintilla che scatta dentro”.
Per ritrovare questo bisognerebbe mettere da parte gli interessi individualisti ed agire per il bene comune, cercando di allargare lo sguardo e di superare una serie di egoismi che ogni individuo si porta dentro.

Enrico Cerreda sottolinea invece l’importanza dei dati, che sono al centro di ogni decisione aziendale ma anche formativa.

Entrambi parlano di innovazione e trasformazione tecnologica. Nel mondo bancario iniziano ad entrare degli ingegneri per riuscire a controllare questa trasformazione e per cercare dei nuovi spunti ed innovare grazie ad essa. IBM, dal suo canto, sta puntando alla creazione di centri europei che facciano da interfaccia tra clienti e le nuove tecnologie.

“ L’avvento della tecnologia cambia il modo di vigilare” – Alessandra Perrazzella

Inoltre Cereda afferma che bisognerebbe avere una maggiore consapevolezza delle competenze che gli italiani hanno rispetto al resto del mondo, perché possono fare la differenza.

“Dobbiamo avere la consapevolezza delle nostre capacità che sono uniche” – Enrico Cereda

Alessandra Perrazzelli apre il tema dell’inclusione affermando che il merito va di pari passo con essa.

“L’inclusione porta ricchezza all’azienda, perché la diversità porta ricchezza alle nostre aziende” – Enrico Cereda

A tal proposito IBM negli USA è riuscito a formare tantissimi ragazzi che non avevano la possibilità di iscriversi all’università, dandogli l’opportunità di inserirsi all’interno di aziende.

La parola passa a Mattia Adani, consigliere FdM, che tramite la misurazione di determinati indicatori, come il meritometro, e confrontandola con gli altri paesi europei, ha dimostrato come l’Italia debba ancora lavorare per diminuire la disuguaglianza e concentrarsi sul merito.
Sicuramente la meritocrazia è sempre più urgente ed è una battaglia di lungo termine.

Luca Peyrano, CEO di Elite, ha parlato di come la cultura imprenditoriale italiana sia forte ma non sempre aperta al cambiamento per questo si sta pensando di fare degli investimenti sugli imprenditori facendoli avvicinare sempre di più alla meritocrazia, mettendo a loro disposizione capacità e competenze che li aiutino a crescere.

“Meritocrazia è saper fallire per poi sapersi riprendere” – Roberta Guaineri
(Assessore al Turismo, Sport e Qualità della vita comune di Milano)

Si conclude con la squadra del forum della meritocrazia che ribadisce l’importanza della società civile per avere un impatto positivo, perché “più siamo, più contiamo!”.

 

1.  FACEBOOK INSIEME A LUXOTTICA PER REALIZZARE NUOVI SMART GLASSES

1. FACEBOOK INSIEME A LUXOTTICA PER REALIZZARE NUOVI SMART GLASSES

Di Lyubomir Lazarov
Tempo di lettura: 3 minuti

Facebook starebbe lavorando ormai da due anni, nei suoi stabilimenti di Redmond (Washington), alla realizzazione degli occhiali con realtà aumentata, però la difficoltà nel progetto ha spinto la società di Menlo Park a chiedere aiuto.
Ecco cosa ci faceva il CEO Mark Zuckerberg, nel Bellunese lo scorso maggio, alla corte di Leonardo del Vecchio, presidente di Luxottica.
Come riporta la CNBC, Facebook e la casa madre dei Ray-Ban avrebbero stretto una partnership per la realizzazione degli smart glasses con la realtà aumentata che dovrebbero essere pronti per il commercio tra il 2023 e il 2025, secondo fonti interne.
Facebook si è rifiutata di commentare mentre da parte di Luxottica, per ora, non giungono dichiarazioni ufficiali. Però le fonti sono molto affidabili quindi aspettiamo solo una conferma da parte delle due aziende che sicuramente vorranno tenere il progetto al più lungo possibile segreto, in modo da evitare fughe di informazioni. 

Smart Glasses innovativi con realtà aumentata

Fonte: Getty images

Il progetto, secondo fonti interne, è denominato “Orion” ma non sappiamo se verrà commercializzato con questo nome o se verrà trovato qualcosa di più accattivante.
Nel prossimo futuro, questi occhiali sostituiranno gli smartphone, consentendo di ricevere chiamate, mostrare informazioni agli utenti in un piccolo display montato direttamente sulla lente che sarà controllato e gestito da un assistente vocale di intelligenza artificiale. Infatti, all’inizio di quest’anno, è stato riferito che Facebook stava già lavorando a un proprio assistente vocale per competere con Alexa di Amazon, Siri di Apple e con l’Assistente di Google.
La società di Mark Zuckerberg è al lavoro da almeno due anni per sviluppare questo progetto nei suoi Reality Labs a Redmond. Lo sviluppo però non è di facile realizzazione proprio per questo  l’azienda si è affidata un partner molto più esperto nel settore.L’idea è che il prodotto non deve essere solo funzionale e innovativo, ma anche leggero, compatto e alla moda. Ed è qui che entra in campo Luxottica che vanta un’esperienza unica nel settore degli occhiali da sole/vista. 

Ragazza con occhiali smart

Fonte: psbprivacyesicurezza.it

Il mercato di questi weareble (dispositivo indossabile) però finora non è mai “esploso”, anzi si è mostrato molto schivo e diffidente. Tuttavia, Mark Zuckerberg ha un forte interesse a portare a termine il progetto tanto da chiedere al capo dell’hardware Andrew Bosworth di dare la priorità ad “Orion”.
Come andrà a finire? Per conoscere la risposta non ci resta che aspettare!

 

 

2. SPOTIFY LANCIA ” YOUR DAILY DRIVE”:  UN NUOVO MODO DI VIVERE LA RADIO

2. SPOTIFY LANCIA ” YOUR DAILY DRIVE”: UN NUOVO MODO DI VIVERE LA RADIO

Di Roberto Faraci
Tempo di lettura: 3 minuti

Quante volte ti sarà capitato di essere alla guida prima di recarti a lavoro, all’Università o magari al cinema, e trovare casualmente uno dei tuoi pezzi musicali preferiti proprio quando sei giunto a destinazione? E in quante occasioni non hai aperto lo sportello dell’auto fino alla fine della canzone? Se la tua risposta è stata “Sempre”, non ne siamo sorpresi, e neanche Spotify.

Fonte: bigbizstudio.com

Un problema, una soluzione!
La piattaforma per lo streaming musicale più famosa al mondo, Spotify, ha analizzato un problema che probabilmente accomuna tutti noi: il bisogno fisiologico di ascoltare i nostri brani musicali o podcast preferiti durante i nostri viaggi quotidiani in auto, men che meno se la nostra destinazione è l’ufficio o l’azienda dove lavoriamo. Ognuno di noi ha quel bagaglio di brani o podcast che rappresenta un motivo di svago, relax o adrenalina prima di affrontare una lunga giornata lavorativa. L’idea è arrivata da una semplice intuizione di cui non parliamo mai, ma che accomuna tutti noi: proprio la voglia che la canzone finisca prima di iniziare qualunque altra cosa. Per questo, con il solito umorismo di Spotify, abbiamo voluto ricordare alla gente che anche guidare può essere una bella esperienza con la colonna sonora perfetta” – ha affermato Alex Bodman, direttore creativo di Spotify.

Fonte: adage.com

 

Tradizione e innovazione
Lo si sente dire spesso, il modo più immediato per avere successo è “un occhio al passato e uno al futuro”. Spotify ha ragionato proprio così. Quando ascoltiamo la radio, un ruolo chiave è giocato dalla fortuna: beccare il nostro brano preferito o una notizia che può interessare non è facile, e il più delle volte si rischia di trascorrere il viaggio in macchina con la speranza che quel momento arrivi, ma l’unica cosa a cui si giunge è la destinazione. Spotify, è noto, conosce esattamente i nostri gusti e le nostre preferenze: Daily Mix e Discover Weekly sono solo due degli esempi più conosciuti. Ma se fino ad ora abbiamo sempre pensato di non poter mai avere un mix creato appositamente per i nostri viaggi in auto, ci sbagliavamo di grosso: “Your Daily Drive” è come una radio creata apposta per noi.

Your Daily Drive
Uno dei punti di forza del colosso di streaming musicale è sicuramente la capacità di innovare e differenziarsi continuamente dalla concorrenza. Spotify non si accontenta mai, nemmeno dopo il primo trimestre di questo 2019, che ha registrato oltre 100 milioni di abbonamenti su un totale di più di 215 milioni di utenti in tutto il mondo. Ed ecco che la società continua a sperimentare, e lo fa creando continuamente playlist innovative e sempre più personalizzate: Your Daily Drive è l’ultima creazione di Spotify, attualmente disponibile solo negli Usa

Fonte: idownloadblog.com

 

Questo nuovo mix personalizzato di brani musicali e podcast, oltre a rendere unico, come già detto, un quotidiano viaggio in automobile, permette alla piattaforma di puntare in maniera dirompente proprio sui podcast, obiettivo dichiarato già da diversi anni. A livello economico, è previsto nel 2019 una spesa di ben 500 milioni di dollari.
Il nuovo esperimento sta riscuotendo un buon successo in America, e la nostra speranza è chiaramente la possibilità di sfruttare i suoi benefici anche in Italia, in quanto, come ha affermato il responsabile di Marketing di Spotify, June Sauvaget, “guidare e ascoltare musica o notizie è una routine universale per un grandissimo numero di persone“.

 

 

 

5. “ESCAPE THE CLOWN”: BURGER KING SFRUTTA IL FILM “IT” SBEFFEGGIA MC DONALD’S

5. “ESCAPE THE CLOWN”: BURGER KING SFRUTTA IL FILM “IT” SBEFFEGGIA MC DONALD’S

Di Simona Spoto
Tempo di lettura: 2 minuti

Tutti siamo a conoscenza dell’uscita del lancio del nuovo film “IT” di Stephen King che ha gettato le basi per la costruzione della nuova campagna pubblicitaria di Burger King.
Ancora una volta quest’ultimo non ha esitato a cogliere l’occasione per stuzzicare il suo diretto compettor Mc Donald’s attraverso la sua associazione ai clowns.
E’ così che nasce la campagna pubblicitaria #EscapeTheClown con lo scopo di attirare i clienti della catena rivale nei propri punti vendita. 

Fonte:insidemarketing.it

Chi non avrebbe colto l’occasione di avere un Whopper a solo 1 centesimo?
L’unica condizione? Fuggire dal clown in pochissimo tempo.
Oltre a richiamare il personaggio mostruoso del film, chiaro era il riferimento alla nota mascotte del rivale, Ronald Mc Donald.
Burger King ha quindi inserito di nascosto un annuncio in una rivista a tema cinematografico che McDonald’s pubblica ed è disponibile nei suoi ristoranti.
I visitatori di McDonald’s ricevevano delle pubblicità geotargetizzate, tramite Facebook o Instagram, che li invitavano ad usare l’app MyBK per scansionare l’annuncio sulla rivista.
Dopodiché venivano portati in una realtà aumentata: sullo schermo appariva un pulsante con la scritta “Escape the Clown”, il quale una volta premuto avrebbe fatto scattare il countdown che li avrebbe fatti correre da Burger King a ritirare il Whopper prima della scadenza del tempo. Inoltre l’applicazione della catena mostrava all’utente i possibili percorsi più veloci per raggiungere il punto vendita Burger King più vicino così da arrivare in tempo davanti la cassa ed usufruire dell’offerta.

Ma già una volta Burger King ha usato il film per trollare il suo più famigerato concorrente, attraverso una strategia di publicity stunt messa in atto nel 2017 in occasione dell’anteprima di “IT”.
Alla fine del film, immediatamente prima dei titoli di coda, è apparso un messaggio sullo schermo: “La morale della favola è… non fidarti mai di un pagliaccio”, seguito dal logo di Burger King. 

Fonte: brand-news.it

 

1. IL FUTURO E’ IN STREAMING

1. IL FUTURO E’ IN STREAMING

di Federica Montalbano
Tempo di lettura: 3 minuti

Vi ricordate quando nel lontano 2007 la Wind offriva 4000 sms per 2 € al mese? Se sei del sud e a quell’epoca ti aprivi al mondo della telefonia mobile, in questo momento starai sorridendo pensando a tutti i messaggi che inviavi ai tuoi amici abbreviando con “XD” e “tvtttttb”. Per gli amici del nord invece la compagnia telefonica che dominava il mercato era la Vodafone con l’opzione Infinity o la Tim Young. La particolarità di queste offerte era che per poter usufruire di questi vantaggi tutti i tuoi amici dovevano avere la tua stessa compagnia telefonica, così al sud dominava la Wind e al nord la Vodafone. Se non eri Wind nel meridione eri uno sfigato isolato dal resto del mondo, viceversa se non eri abbonato con la Vodafone al settentrione non eri nessuno. L’Italia è sempre stata spaccata a metà per la cultura, le tradizioni e a quanto pare anche per la compagnia telefonica prediletta. Adesso quanti di noi utilizzano i vecchi e cari sms? I nativi digitali conoscono solo WhatsApp o Telegram e senza i nostri GB ci sentiamo persi. Così, fra qualche anno, noi ricorderemo con un po’ di malinconia quando ci sedevamo davanti la tv e guardavamo tutte le innumerevoli pubblicità di un film in prima visione.

Dopo l’arrivo di Netflix, i millennials e la nuova generazione Z, non fanno altro che guardare serie tv e film prodotti e distribuiti dal colosso dello streaming. Perché se nel 2007 eri fuori dal mondo se non avevi l’abbonamento per gli sms, nel 2019 sei fuori dal mondo se non hai l’abbonamento Netflix. Per tutta l’estate non si è fatto altro che parlare delle ultime stagioni cult prodotte dal colosso americano dello streaming: Stranger Things, La casa di Carta, Dark e qualche giorno fa è stata annunciata l’uscita del film “El Camino” tratto dalla serie cult Breaking Bad. Da almeno dieci anni il settore della distribuzione video in streaming on demand ha avuto una crescita repentina, tanto da essere considerato uno dei mercati con la crescita più rapida della storia dell’intrattenimento. Se prima venivamo intrattenuti da spettacoli televisivi, film e serie tv da una puntata a settimana, adesso invece abbiamo tutti i film che vogliamo, quando e dove ci viene più comodo e non dobbiamo aspettare una settimana per vedere la puntata della serie che stiamo seguendo. Amazon, il colosso dell’e-commerce, non è rimasto fuori da questo mercato e ha lanciato il servizio Amazon Prime Video. Questo servizio raccoglie oltre cento milioni di utenti derivanti dagli abbonamenti Amazon Prime.

Il mercato dello streaming on demand non gode di concorrenza perfetta e si fa a gara a chi ha il prezzo più basso e a chi riesce ad accaparrarsi la fetta maggiore della torta degli innumerevoli clienti ormai stufi di essere interrotti dalla pubblicità mentre si stanno rilassando sul loro divano al termine di una giornata stressante. Il colosso di Cupertino non è rimasto a guardare i mutamenti che il settore dell’intrattenimento sta effettuando e si prepara a scendere in campo.

theweek.com

Da quanto riportato dal Financial Times, Apple, avrebbe deciso di creare una nuova piattaforma video in cui lanciare i contenuti originali prodotti da loro alla modica cifra di 6 miliardi di dollari. Agli albori di questa idea, Apple avrebbe dovuto investire 1 miliardo per i contenuti della nuova piattaforma, l’aumento dell’investimento presume che il colosso di Cupertino guidato da Tim Cook, voglia imporsi nel breve tempo nel mercato dello streaming come protagonista. La prima serie originale prodotta per la nuova piattaforma, “The Morning Show”, vedrà come protagonisti Jennifer Aniston, Reese Witherspoon e Steve Carell; secondo il Financial Times è già costata diverse centinaia di migliaia di dollari alla Apple. Per un singolo episodio di questo show, la società avrebbe messo a disposizione più di quanto pagato da Hbo per ogni puntata del Trono di Spade. Un investimento importante quello della Apple, che punta a conquistare anche il mercato dello streaming on demand, offrendo sempre più servizi ai suoi clienti. La piattaforma di streaming della Apple dovrebbe debuttare negli Stati Uniti ad un costo di 9,99 dollari al mese e il lancio dovrebbe avvenire nei prossimi due mesi. Il tutto due mesi prima del lancio della piattaforma streaming della Disney prevista per il 12 novembre in tutto il Nord America al costo di 6,99 dollari al mese.

smartworld.it

Ebbene sì, anche la Disney si lancia in questo nuovo mercato dello streaming giocando sull’emotività dei suoi consumatori nel poter rivivere i bei momenti dell’infanzia con i propri cartoni preferiti o, anche grazie all’acquisizione della Fox, nel rivivere le avventure degli eroi della Marvel. Disney+ dopo la sua presentazione il 12 novembre, sarà disponibile da subito negli Stati Uniti, Canada e Olanda. The Walt Disney Company più che sul prezzo, fa leva sulla library che oltre ai contenuti storici della casa d’animazione cinematografica, conta anche i film della Marvel, della Pixar, Star Wars di cui controlla i diritti e i documentari di National Geographic. Il lancio della piattaforma in Nuova Zelanda e Australia avverrà il 19 novembre, mentre in Italia dovremo aspettare ancora un altro po’. La pagina italiana di Disney+, ha invitato i clienti ad iscriversi alla loro newsletter per restare aggiornati sul lancio della nuova piattaforma streaming prevista per il 2020.

Dal lancio di Netflix ad oggi, è cambiato il modo di intrattenerci davanti alla tv e di gustarci i film in compagnia. I consumatori richiedono servizi e non vogliono perdere tempo davanti alle pubblicità su cui spesso abbassiamo il volume della tv. Le aziende si sono dovute adattare e sulla scia del colosso americano dello streaming, anche gli altri partono alla conquista di questo nuovo mercato. Chi sarà il Re indiscusso di questo settore di business? Resterà Netflix a dominare la scena come la Nutella con i suoi competitor o si farà spodestare dagli altri che puntano sull’emotività dei propri clienti? Perché alla fine, ciò che spinge i consumatori all’acquisto è l’emozione di vivere momenti magici o di rivivere momenti che fanno riaffiorare in noi la nostra giovinezza. Quanti alla vista del remake del Re Leone al cinema non sono tornati indietro negli anni e si sarebbero messi a cantare noncuranti delle persone intorno a sé? Dal 2020 potremo tranquillamente cantare a casa tutte le canzoni che ci hanno sempre accompagnato al prezzo di 6,99 dollari al mese.

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