INDUSTRIA 4.0

L'APPROCCIO TEDESCO ALLA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E L'ESPERIENZA LUNGO LA VIA EMILIA

di Francesca Bisi

Mercoledì 13 febbraio nell’Aula K16 del Polo didattico Kennedy-D’Azeglio dell’Ateneo si è svolto il seminario di studi Industria 4.0: l’approccio tedesco alla quarta rivoluzione industriale e l’esperienza lungo la Via Emilia, organizzato dalla Cattedra Jean Monnet dell’Università di Parma e dalla Rappresentanza della Fondazione-Konrad-Adenauer in Italia.

La giornata si è aperta con gli indirizzi di saluto di Paolo Andrei, Rettore dell’Università di Parma, di Laura Pineschi, Presidente Centro Studi in Affari Europei e Internazionali dell’Università di Parma e Caroline Kanter, Direttrice Konrad-Adenaeur-Stiftung Italia.

Dopo che la Dottoressa Laura Pineschi ha parlato dell’importanza di ritrovare un’Europa che sappia dialogare, in un periodo in cui sembrano emergerne solo gli aspetti negativi, per avanzare verso nuovi modelli fondamentali per la crescita economica, la Direttrice Caroline Kanter si è soffermata sulla ricerca e l’importanza della formazione delle nuove generazioni. Il processo di digitalizzazione non deve essere percepito con timore, ma come opportunità: Germania e Italia si stanno sempre di più riavvicinando con un impegno comune per le sfide finanziarie e commerciali per la crescita economica poiché “L’Europa è la chiave che ci rende competitivi”.

“La nostra fondazione crede nella ricerca e nella formazione del nuove generazioni”

La giornata si è composta di tre sessioni.

La prima sessione è iniziata con l’introduzione a cura di Franco Mosconi, titolare della Cattedra Jean Monnet in Economia Industriale Europea e responsabile scientifico del Seminario. Il professor Mosconi ha spiegato come è nata l’idea di questo seminario congiunto italo-tedesco: “La robusta base manifatturiera e la spiccata propensione all’export rendono l’Emilia-Romagna assai simile, nella sua struttura economica di fondo, ai grandi Länder manifatturieri tedeschi, a cominciare dal Baden-Württemberg. In particolare, Emilia-Romagna e Veneto si contendono la palma della regione più manifatturiera. Tuttavia, la base tecnologica emiliana è maggiore rispetto a quella veneta."

“C’è sempre qualcosa da fare e migliorare: investimenti in R&S. Un paese che investe una fetta di torta importante in R&S pensa al domani e al dopodomani”

Infatti, l’Emilia-Romagna detiene il record italiano delle esportazioni pro-capite, ma deve investire di più in R&S. Laboratori, aziende e Università sono un elemento chiave per questo sviluppo.

La parola poi è passata a Giovanni Notarnicola, Associate Partner di Porsche Consulting, che è entrato nel cuore del seminario trattando “La ricetta per una trasformazione di successo nell’era digitale” secondo il paradigma dell’Industria 4.0. Il suo intervento è iniziato con la storia della Porsche, nata con la volontà di costruire l’auto dei sogni nel Dopoguerra, seguita da una forte crisi negli anni ’90 che ne ha messo in discussione le basi. La rinascita è avvenuta con la fondazione di una società di consulenza il cui obiettivo è di migliorare la capacità di anticipare i cambiamenti, qualità ormai indispensabile per i manager di oggi.

“Porsche non è più solo un prodotto. Da automobile si sta estendendo a numerosi altri servizi”

Porsche è diventata un’azienda di mobilità in cui bisogna vedere tutto ciò che sta intorno all’automobile, comprese le possibili minacce, la cui trasformazione deve puntare sull’aumento del valore, della crescita e della digitalizzazione.

“Una crisi che ti mette in ginocchio ti dà in futuro la capacità di anticipare i cambiamenti, qualità che magari le nuove aziende di oggi non hanno”

Sfida ardua, ma riuscire a fare cose nuove mentre si continuano a fare quelle tradizionali è la base di questa sfida”.

La seconda sessione è proseguita con le testimonianze di tre eccellenze produttive emiliano-romagnole - Barilla, Automobili Lamborghini, System Ceramics - rappresentate, rispettivamente, da Antonio Copercini (Chief Supply Chain Officer), Ranieri Niccoli (Chief Manufacturing Officer) e Franco Stefani (Chairman).

Ognuno di loro ci ha raccontato la sua interpretazione di Industry 4.0.

Antonio Copercini, partendo dell’origine dell’innovazione che ritrova negli scrittori di fantascienza, capaci di immaginare macchine intelligenti e robot in grado di interagire tra loro.

"Uno dei pensieri forti che abbiamo in azienda è che il futuro non deve essere qualcosa che accadrà; il futuro è oggi"

Cosa c’entra tutto questo con Barilla? C’entra moltissimo” Per Barilla è fondamentale che avvenga il passaggio dalle tecnologie dei film fantascientifici a quelle reali, che possono essere utili e abilitanti.

Ranieri Niccoli ha raccontato della crescita di Lamborghini grazie all’acquisizione da parte del gruppo Audi-Volskwagen che ha permesso la nascita del progetto Urus nello stabilimento di Sant’Agata a Bologna.

“Il Dna della sfida e dell’innovazione è rimasto dentro il marchio fin dalla sua nascita”

Da allora è partito un processo di trasformazione che nel tempo ha fatto di Lamborghini un esempio di industria 4.0, o di “manifattura 4.0” come ha affermato Niccoli, in cui applichiamo paradigmi di digitalizzazione all’artigianalità, fondendo manualità e innovazione attraverso la sostenibilità, la flessibilità e la modularità dei processi produttivi”.

Franco Stefani parla di “Modula” come iniziativa innovativa di intra logistica, un chiaro esempio di integrazione verso i nuovi sistemi digitali.

“Ho sempre voluto esplorare nuovi mondi, nuovi mercati. Esplorare cose nuove è bellissimo, quando si riesce a creare qualcosa di nuovo è ancora più bello.”

Modula è un esempio di Industria 4.0 grazie all’applicazione di “Internet of Things” che permette di collegare in modo rapido tra loro macchine e uomini attraverso una rete virtuale con l’obiettivo di scambiarsi informazioni rilevanti sui prodotti e sul mercato.

La terza sessione ha avuto come oggetto il confronto fra il “modello di capitalismo tedesco”, conosciuto in tutto il mondo, e quello che anche nella letteratura economica internazionale è noto come “modello emiliano”. Il tema è stato affrontato grazie all’intervento di Patrizio Bianchi, Assessore della Regione Emilia-Romagna al Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, università, ricerca e lavoro, Peter Kurth, Presidente BDE, Federation of the German Waste, Water and Raw Materials Management Industry ed Erwin Rauhe, Presidente della Camera di Commercio Italo-Germanica.

Patrizio Bianchi ha spiegato il forte interesse della Germania verso le aziende italiane perché “ci sono competenze che non ci sono da altre parti”, nonostante l’interscambio tra Emilia-Romagna e Germania sia ancora troppo basso.

“Mai nella storia dell’umanità abbiamo avuto tanta potenzialità scientifica come in questo momento. Ma mai abbiamo avuto tanti problemi come quelli che abbiamo oggi.”

Ci sono però tanti casi di successo come ad esempio Chiesi che rappresenta la dimostrazione fondamentale del passaggio 4.0 dalla medicina alla terapia.

I tre temi cruciali della vita della nostra società sono educazione, crescita ed eguaglianza. Il 4.0 è passare dal volume al valore. L’asse Italia-Germania-Spagna-Francia deve mettere al centro le Università.

Per Peter Kurth comprendere l’industria 4.0 vuol dire sfruttare le risorse, non consumarle.

“Per creare un’economia circolare ci serve uno stato forte che formuli leggi chiare e obiettivi ambiziosi”

È necessario lo sviluppo di un’economia ambientale che sappia raggiungere risultati nel lungo termine, non solo per la Germania, ma con una prospettiva europea e mondiale.

“Industria 4.0 vuol dire creare un’economia da lasciare in eredità ai nostri figli”

Erwin Rahue ha seguito l’onda di Kurth affermando la necessità di andare sempre di più verso processi di economia circolare in cui la manifattura deve essere la forza trainante per trovare modelli compatibili con l’industria e con l’ambiente all’insegna della Green Economy.

“Sono fiducioso sugli investimenti delle aziende. Non c’è un grande rallentamento economico, ma un grande interesse delle aziende italiane”

La conclusione del seminario è stata tenuta da Romano Prodi, Presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i popoli e già Professore ordinario di Economia e Politica Industriale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna.

Il professor Prodi ha raccontato come lo sviluppo italiano si sia ispirato a quello tedesco per cui anche nel modello emiliano troviamo molte imprese ben collegate anche se di modesta importanza.

“Il modello Emiliano è un esempio di forza economica dove piccoli pezzi collegati efficacemente creano una grande struttura"

Sia Italia che Germania hanno però un punto debole: vi è scarsa manodopera specializzata e se “ottimizziamo le nostre diversità e massimizziamo le nostre capacità possiamo fare molto progressi in avanti”.

 

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FINO A CHE PUNTO SI PARLERA' DI SHARING ECONOMY?

5. FINO A CHE PUNTO SI PARLERA' DI SHARING ECONOMY?                                                         tempo di lettura: 2 minuti

   di Francesca Cisternino

La parola del 2018 è condivisione, e non mi riferisco alle foto dei cenoni pubblicate nelle storie di instagram, ma all’ evoluzione del mondo dei servizi attraverso la sharing economy.

Grazie all’ ubiquità degli smartphone e alla diffusione di apposite applicazioni, è improvvisamente diventato possibile trasformare le città in una grande comunità. In poco tempo abbiamo iniziato a condividere: l’auto mediante app che utilizzano sistemi di car sharing, il nostro tempo libero, offrendo aiuto al vicinato dietro un piccolo pagamento, un posto letto per i turisti.

Tuttavia a giudicare dalle ultime news che riguardano i principali portavoce dello sharing, la risposta sarebbe negativa.

Perché? Semplicemente si è perso l’obiettivo iniziale e se n’è creato un altro secondo cui gli unici vincitori sono le tanto amate startup (con valutazioni da decine di miliardi di dollari), i cui guadagni finiscono nelle tasche di pochi venture capitalist.

Facciamo alcuni esempi: con Uber si è passati dalla condivisione di un’auto, a driver professionisti che svolgono un lavoro di fatto dipendente (ma senza godere di tutele lavorative), inoltre il colosso continua a lavorare alla sua flotta di auto autonome e nel giro di pochi anni potrà anche fare a meno dei driver. In questo modo Uber diventerà una normalissima compagnia di taxi.

Allo stesso modo anche le persone che ci portano la pizza a casa sono rider di Deliveroo o Glovo, privi di assicurazione e sottoposti ad un ranking feroce, in cui un punteggio basso può causare l’estromissione dalla piattaforma

Non ci dimentichiamo di Airbnb che nasce con l’idea di offrire un divano a qualche turista, per poi trasformarsi in un vero business per chi possiede diversi appartamenti e preferisce affittare per brevi periodi (causando l’espulsione di chi già abitava in quelle case e provocando un aumento dei prezzi dell’affitto). Oggi Airbnb è pronta a costruire le proprie case in collaborazione con Brookfield Property Partners, una delle più grandi agenzie immobiliari al mondo. Non si starà mica trasformando in un servizio alberghiero? Cosa condivideranno i turisti?

Insomma l’ideologia californiana che ha dato vita all’economia condivisa si è trasformata in una fortemente centralizzata, questo perché le piattaforme non sono state ben distribuite e indirizzate a comunità mirate (come si pensava all’inizio) ma sono diventati dei monopoli verticali in cui c’è spazio per una sola app nel settore.

Senza fare di tutta l’erba un fascio, continuano ad esistere ancora realtà che conservano l’idea originaria di condivisione: BlaBlaCar consente di trovare un passaggio dovendo solo dividere le spese, Enjoy, Car2Go o le biciclette di Mobike sono effettivamente dei mezzi condivisi.

 


Novità da Google Maps: arrivano le chat

di Veronica Amato

Tempo di lettura: 2 minuti

"See your messages with local businesses in Google Maps". Con un post su un blog aziendale, Google annuncia così la nuova funzione per Maps. Ma di cosa si tratta esattamente?

Fra non molto sarà reso disponibile dalle mappe di Google il servizio di chat che consentirà a tutti gli utenti di entrare direttamente in contatto con ristoranti, pasticcerie, negozi d’abbigliamento, cinema e altre attività aderenti.

L'implementazione pensata da Google è completa: partendo dall'app My Business, i gestori di attività commerciali potranno inviare e ricevere messaggi, ma non sarà solo questa l’unica novità apportata. Sarà infatti inserita una sezione recensioni riservata a tutti i clienti. Le aziende potranno così rispondere alle recensioni, vedere i clienti che seguono l'attivita e sviluppare quindi un'interazione a 360°.

Non è tutto: con il nuovo tasto Pubblica si potranno caricare foto, condividere le informazioni delle imprese commerciali, creare delle offerte e ricevere le notifiche ogni volta che il cliente interagisce con la scheda di Google. Il tutto grazie a My Business.

L’idea chiave secondo cui si basa Google nell’apportare innovazione tecnologica è che i singoli individui abbiano la necessità di autogestirsi, ed è proprio in quest'ottica che interviene la società nella ricerca di soluzioni alle esigenze dei propri clienti.

Una strategia customer oriented che vede il colosso tecnologico in continua crescita. Da Chrome a Maps, da Calendar a Drive e Fit, ecco dunque come Google continua ad ampliare l'assortimento di servizi offerti cercando di rendere le proprie piattaforme pratiche e facilmente utilizzabili da qualsiasi tipologia di utente, consumer o business che siano.

 


INSTAGRAM E SHOPPING: ARRIVANO 3 NUOVE FUNZIONI

di Federica Montalbano
tempo di lettura: 2 minuti

Nella settimana più frenetica dell’anno per quanto riguarda gli acquisti, Instagram lancia tre nuove funzioni per lo shopping che renderanno più visibili i prodotti che i profili Business vogliono promuovere.

Il Black Friday è il giorno più atteso per tutte le attività commerciali, online e offline, è una giornata di shopping sfrenato a caccia dell’acquisto perfetto prima dei grandi saldi invernali.

Instagram non poteva perdere l’occasione per ricordare ai suoi utenti che oltre ad essere una piattaforma di condivisione di esperienze ed immagini è anche una piattaforma di business.

Fra le nuove funzioni di Instagram vi è la lista acquisti. Con questa nuova feature gli utenti avranno un’opzione simile a quella dei siti degli acquisiti online, potendo salvare i prodotti che gli interessano.

Ma come funziona? Semplicemente, basta toccare il tag di un prodotto in una storia o in post del proprio feed. Attraverso l’icona di salvataggio nell’angolo in basso a destra dell’immagine vi sarà l’opzione “Salva in acquisti”. In questo modo l’user potrà accedere alla raccolta acquisti dal proprio profilo sfogliando gli elementi salvati.

Un’altra funzione è acquista tramite video. In questo modo sarà possibile acquistare i prodotti direttamente dai video, grazie al pulsante shopping posto nell’angolo in basso a sinistra del video stesso. Premendo il pulsante si potranno visualizzare i prodotti sponsorizzati, il loro prezzo e accedere alla scheda prodotti che fornirà una descrizione più accurata.

Inoltre, i profili Business avranno una sezione Shopping in cui mostrare i prodotti, totalmente rinnovata. Con ciò si punta a facilitare la visione di tutti i prodotti presenti all’interno di un post, di un video o di una storia. Attraverso questa funzione gli utenti potranno sfogliare l’intero catalogo dell’azienda che ha chiesto la sponsorizzazione. La sezione del negozio includerà un feed di immagini dei prodotti sulle quali è possibile fare clic per visualizzare le informazioni.

In questo modo Instagram da vetrina fotografica diventa una vetrina per i rivenditori i quali possono liberamente mostrare i loro prodotti senza effettuare molti sforzi. Tutte queste funzioni così intuitive per l’utente alla fine non sono altro che soluzioni pratiche per apportare benefici ai marchi rendendo ancor più visibile il loro portafoglio prodotti.

 


strategy funnel marketing

ALLA BASE DEL FUNNEL MARKETING

di Mario Francese
tempo di lettura: 3 minuti

Il mondo, oggigiorno, si evolve molto velocemente, e con lui anche tutti noi.

Siamo quotidianamente bombardati da advertising, pubblicità varie, sistemi di vendita più o meno efficaci, e questo ci porta passivamente ad “abituarci”, nel corso del tempo, alle strategie del mercato, seppur senza conoscerle.

Il Marketing è, nel business, l’elemento che si evolve più velocemente di tutti, proprio per rispondere in maniera efficace al nostro adattamento.

Uno dei sistemi di Marketing più efficaci attualmente è sicuramente il Funnel Marketing. Ma che cos’è esattamente?

Il Funnel Marketing è un approccio di marketing finalizzato alla generazione di contatti, alla loro conversione e alla loro fidelizzazione con il fine di aumentarne il Life Time Value.

Ciò significa, per i “non addetti ai lavori”, creare contatti e trasformarli in clienti che spendano ripetutamente presso la nostra azienda.

Ma l’elemento fondamentale che distingue il funnel marketing dalle altre strategie è uno: è un sistema. La maggior parte delle aziende ha un’attività di marketing online finalizzata solo alla sponsorizzazione: pagano per farsi vedere sui social o sui motori di ricerca. Ma questo senza generare contatti, senza vendere, senza coinvolgere l’utente. La differenza tra un’azienda “normale” e un’azienda che applica il funnel marketing è che la prima gode solo di presenza online, la seconda ha attivo un sistema.

Il Posizionamento 

Prima di sviluppare un funnel, l’azienda deve avere chiaro il proprio Posizionamento. Questo significa conoscere il proprio cliente ideale, le sue abitudini, i suoi bisogni, dove vive, per cosa pagherebbe. Senza conoscere il proprio cliente, un’azienda “spara nel mucchio”. È fondamentale invece essere dei cecchini, per ottimizzare ogni singolo euro investito nel marketing.

Successivamente, bisogna conoscere i propri concorrenti: cosa offrono? A chi si rivolgono? Che bisogni soddisfano?

Infine, l’impresa deve sapersi distinguere. Deve quindi chiedersi “Cosa succede acquistando il mio servizio? Cosa faccio di diverso rispetto alla concorrenza? Cosa si perde il cliente che non acquista presso di me?”

Questi sono processi fondamentali per iniziare a sviluppare un proprio sistema.

La Strategia

Il secondo aspetto da considerare è la Strategia: qual è il mio core product? Come posso accompagnare il mio cliente verso l’acquisto del mio prodotto? Come posso fare up-selling e cross-selling? Come posso monetizzare da ogni singolo cliente? 

La strategia prevede la costruzione di una “mappa” che rappresenti l’intero ecosistema di prodotti che posso offrire al mio cliente ideale, con il fine di massimizzare le mie entrate.

La Big Idea

Il terzo passo consiste nel definire la Big Idea: la promessa che offro al mio cliente, la trasformazione che gli garantisco tramite il mio meccanismo. Deve essere veicolata attraverso un messaggio originale che incuriosisca il mio cliente.

Marketing Storyboard

Per veicolare il mio messaggio in maniera efficace, entra in gioco il quarto elemento: Marketing Storyboard. Questo consiste nella “storia” che accompagna il mio utente ad acquisire consapevolezza e che lo converta da contatto a cliente pagante.

L'offerta

La consapevolezza crescente del mio utente trascina quest’ultimo a desiderare il mio prodotto o servizio, lasciando spazio al quinto aspetto chiave: l’Offerta. La mia offerta è ciò che mi garantisce la conversione del contatto in cliente.

Questi aspetti sono chiaramente da modellare in base all’azienda che adotta il sistema. Va da sé che il Funnel Marketing può essere applicato praticamente in ogni business, il che è l’elemento più interessante e che dimostra la sua efficacia.


Linkontro 2018: intelligenza artificiale e consumatori

Come stanno impattando le nuove tecnologie sul mercato?

 

Dal 17 al 20 maggio si è svolto l’annuale incontro organizzato da Nielsen, Linkontro, che ha riunito 527 manager, 33 giornalisti e 28 relatori provenienti dalle realtà del largo consumo: dalla distribuzione all’industria di marca, dalla comunicazione alla tecnologia.

Il focus quest’anno era sull’impatto della tecnologia sull’uomo. Si è parlato con molto ottimismo – ma anche un po’ di paura – di strategie per l’integrazione, della creazione di modelli di business ad hoc per prendere il meglio da questa rivoluzione digitale. Temi come la CryptoCurrency e la sempre più richiesta Cyber-security, la robotica e l’intelligenza artificiale. Si parla anche delle nuove competenze richieste, il life-long learning e il reverse mentoring (non più solo parole che si sentono a livello accademico, ma realtà e approcci tangibili che potrebbero  - se usate nel modo giusto - impattare in modo significativo sulle performance aziendali e sulla loro sopravvivenza).

Si parla anche di frammentazione dei canali e dei device, dei modelli dei consumatori, della polarizzazione e del dinamismo tra essi. Christian Centonze, FMCG Solutions Leader di Nielsen, ci riporta i dati del Nielsen Consumer Panel (Febbraio 2018) e ci spiega i due nuovi stili emergenti di consumatori: i Golden e i Low price. I Golden (4,3 milioni e dal 2015 sono cresciuti del 49%) cercano benessere e puntano ai prodotti premium. I Low price – 4,3 milioni di consumatori, cresciuti dal 2015 di circa il 19% – sono invece quelli che cercano convenienza (trovate qualche informazione in più a riguardo qui).

Nel suo intervento, Centonze sottolinea anche il grande – e implicito – trend emergente, ovvero la richiesta di semplificazione. Con il digitale si moltiplica la quantità di informazioni, creando un contesto di overload, e la sfida rimane quella di come impattare sull’attenzione del consumatore, risorsa che rimane comunque scarsa. Sempre uno studio Nielsen, rileva che il 40% delle categorie acquistate non sono pianificate e più del 60% delle persone scopre nuovi prodotti e fa scelte di brand all’interno del punto vendita. Il punto vendita quindi diventa sempre di più un media, il posto in cui si comunica in modo più significativo sul consumatore: come si valorizza il prodotto, come si posiziona e ciò che si vuole comunicare.

E’ finita quindi l’era dello ZMOT? Basta davvero presidiare il punto vendita per affrontare questo cambiamento del consumatore? Quale sarà il vero impatto della rivoluzione digitale?

Centonze conclude il suo intervento sottolineando una cosa imprescindibile: “E’ evidente che viviamo e vivremo in un mondo in cui l’intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più importante. Ma io davvero credo che l’ultimo miglio per il successo sarà sempre garantito dalla capacità di parlare alla parte più umana della nostra intelligenza.


Neam - news of economy and more

NEAM : News of Economy And More

   

Il  team di Oikosmos  è pronto a partire con un nuovo progetto!

NEAM è una rivista online mensile che troverete su questo sito. Selezioneremo e commenteremo per voi le notizie più interessanti del mese dal mondo dell'economia, finanza, marketing, comunicazione, cultura, social media.

L'obiettivo di NEAM è quello di informare, divertire e sensibilizzare i nostri lettori sugli eventi che quotidianamente influenzano le scelte del consumatore.

Siamo pronti a sorprendervi!

#staytuned #staystrong


Amazon e l’approdo al settore sanitario

L’impero di Amazon non poteva certo fermarsi all’elettronica, alle librerie o ai supermercati. L’approdo nel settore sanitario era prevedibile ma da bravo americano Jeff Bezos lo ha fatto in grande stile.

Nel mondo del business non si parla d’altro: con un’alleanza senza precedenti, Amazon, Berkshire Hathaway e JP Morgan hanno deciso di dar vita a una società indipendente che avrà la missione esplicita di ridurre gli oneri assistenziali a carico dei dipendenti e migliorare i servizi.

Come rivela il Sole 24 Ore, la società, con sede ancora da decidere, sarà nei fatti una no-profit  «libera dalle restrizioni di generare utili», guidata da executive prestati dal prestigioso triumvirato e dedicata anzitutto allo sviluppo e adozione di tecnologie in grado di aumentare la trasparenza e semplificare iI labirinto dei servizi medici statunitensi.

«La crescita a dismisura dei costi della sanità è un affamato verme solitario all’interno dell’economia americana … Non ci poniamo questo problema avendo risposte pronte. Ma neppure lo accettiamo come inevitabile». Così Warren Buffet giustifica l’azione che segna una svolta potenzialmente epocale.

Il tema sanitario in America è di grande attualità. Gli sforzi per abbattere i costi della sanità c’erano già stati sia in politica (Obamacare) sia in tecnologia (l’impegno di Google, Microsoft e Cisco per digitalizzare la medicina e renderla più efficiente) ma i dati mostrano chiaramente come la spesa media degli americani sia in realtà aumentata. Vedremo quindi se i colossi americani riusciranno nell’impresa welfare e se veramente l’aspetto filantropo prevarrà sugli affari.

Fonte: Il Sole 24 Ore


Resto al sud: la soluzione agli aspiranti imprenditori

 

1250 milioni. Questo è quanto il governo ha messo a disposizione per rilanciare l’economia nel meridione e promuovere così l’occupazione. Resto al Sud è infatti il nuovo incentivo rivolto agli under 36 che vogliono aprire un’impresa nelle regioni del centro-sud per la produzione di beni o servizi.

Ma come funziona?

Le agevolazioni coprono il 100% delle spese.

Ogni soggetto richiedente può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro.

Nel caso in cui la richiesta arrivi da più soggetti, già costituiti o costituendi, il finanziamento massimo è pari a 200 mila euro.

Sono finanziabili:

  • Interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa)
  • Impianti, attrezzature, macchinari nuovi
  • Programmi informatici e servizi TLC (tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione)
  • Altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa)

Sono escluse dal finanziamento solo le attività libero professionali e il commercio.

Per richiedere il finanziamento è sufficiente candidarsi nell’apposita sezione di invitalia.it , l’ente gestore del bando. Non sono previste scadenze o graduatorie come ribadito da Domenico Arcuri,  amministratore delegato di Invitalia. Tutte le proposte infatti verranno esaminate e, se coerenti con i requisiti, finanziate.

La misura, promossa dal Ministro per la Coesione territoriale ed il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, dovrebbe consentire quindi di avviare attività nel Mezzogiorno fungendo anche da 'traino' per i territori coinvolti. "Il Mezzogiorno ha ripreso a crescere, ma c'è bisogno ora di consolidare i risultati raggiunti negli ultimi tre anni”.

Per chi ha idee, voglia di fare e di mettersi in gioco, per tutti gli aspiranti imprenditori è arrivata finalmente la soluzione.


Samsung sfida Apple in un video

Se ne sta parlando tanto in questi giorni, i contatori delle views di YouTube stanno letteralmente impazzendo ed in rete si è scatena la guerra.

E' successo: Samsung in un video di soli 60 secondi prende in giro senza troppi giri di parole non solo il gigante americano Apple, ma anche (e soprattutto)  i suoi clienti più affezionati.

Dalla mancanza di memoria espandibile, all’impermeabilità, passando per ricarica induttiva e dongle per il jack audio. Samsung non ha paura di mostrare i suoi punti di forza sviluppati negli anni.

Come reagirà Apple?

Ci sarà da divertirsi. :)