NEAM FEBBRAIO 2019

NEAM FEBBRAIO 2019

Vi siete persi le notizie più importanti di Febbraio?

Don’t panic! C’è NEAM!

Questo mese abbiamo scelto per voi:

  1. Burger King vs McDonald’s: come fare pubblicità trollando lo storico rivale
  2. Cosa ha spinto Elon Musk a pubblicare i brevetti di Tesla Inc?
  3. Può un uovo crudo controllare la psicologia sociale?
  4. Pensavate mai di camminare su un asfalto fatto di plastica?
  5. Un nuovo centro medico apre a Milano. Dove? Da Esselunga ovviamente

 

Buona lettura!

 

1. BURGER KING VS MCDONALD’S: COME FARE PUBBLICITA’ TROLLANDO LO STORICO RIVALE

1. BURGER KING VS MCDONALD’S: COME FARE PUBBLICITA’ TROLLANDO LO STORICO RIVALE

Tempo di lettura: 1 minuto

di Roberto Faraci

Fonte: TPI

Fare una campagna pubblicitaria di successo e che allo stesso tempo crei scalpore è sicuramente geniale, ma se riesci anche a trollare il rivale di una vita sfruttando un momento imbarazzante della sua storia, lo è ancor di più. E’ quello che i dirigenti di Burger King sono riusciti brillantemente a fare ai danni di McDonald’s, sfruttando un’imperdibile occasione.

McDonald’s perde la proprietà del “Big Mac”

Anche se sei leader nel settore della ristorazione, non significa che si è legittimati a fare di tutto: è quello che è successo a McDonald’s. Perdendo clamorosamente la loro stessa causa, i dirigenti della storica catena di fast food hanno perso la proprietà del marchio “Big Mac”, dopo essersi scagliati contro la piccola catena irlandese Supermac’s. Un eccesso di sicurezza, o semplicemente una mossa avventata? Come la si voglia mettere, parliamo di un piccolo suicidio che, quando sei uno dei marchi più famosi al mondo, non puoi permetterti di fare, perché qualcuno potrebbe cogliere la palla al balzo!

Burger King approfitta della situazione!

Fonte: TPI

Con una campagna pubblicitaria originalissima, Burger King ha lanciato in Svezia un menù caratteristico, intitolato “Non sono Big Mac”. Basterebbe questo per rendere l’idea, ma è nei nomi dei singoli panini dove sta la trollata geniale: “Come un Big Mac ma grande per davvero”, “Tutto tranne che un Big Mac”, “Come un Big Mac ma più succulento e gustoso”. Questi sono solo alcuni dei nomi geniali che Burger King ha trovato per infierire ancora di più contro gli storici rivali. Come se non bastasse, la catena di fast food ha lanciato uno spot esclusivamente per deridere ancora di più McDonald’s. Iwo Zakowski, ceo di Burger King Svezia, in un comunicato stampa si giustifica così: “Non potevamo restare indifferenti di fronte ad una situazione così divertente”.

Una cosa è certa: i dirigenti di McDonald’s avrebbero dovuto lasciare al piccolo Supermac’s la propria versione del “Big Mac”.

2. COSA HA SPINTO ELON MUSK A PUBBLICARE I BREVETTI DI TESLA INC.?

2. COSA HA SPINTO ELON MUSK A PUBBLICARE I BREVETTI DI TESLA INC.?

Tempo di lettura: 2 minuti

di Alessio Artista

Il 18 gennaio 2019 sul sito della Tesla viene pubblicato un comunicato:

Fonte: Tesla

“Guardando avanti alla nostra missione di accelerare l’avvento dei trasporti e dell’energia sostenibili, che è importante per tutta la vita sulla Terra, affrontiamo una sfida estremamente difficile: rendere le nostre automobili, batterie e prodotti solari competitivi rispetto ai combustibili fossili. … Sfortunatamente non abbiamo altra scelta che ridurre l’organico a tempo pieno di circa il 7% … e trattenere solo i dipendenti più critici”. È così che il CEO di Tesla Inc (Elon Musk) annuncia il licenziamento di molti suoi dipendenti.

Qualche giorno dopo (31 gennaio 2018), con un tweet Elon Musk sorprende tutti annunciando al mondo, come aveva fatto nel 2014, che i brevetti di Tesla Inc appartengono a tutti.

Il perché di questa decisione è sicuramente imputabile a diverse ragioni sia ecologiche che economiche.

Per quanto riguarda le ragioni ecologiche è bene ricordare la mission di Tesla: “accelerare l’avvento del trasporto sostenibile portando sul mercato al più presto automobili elettriche di massa convincenti.”; sul loro sito, infatti, possiamo trovare la quantità di CO₂ risparmiata da coloro che utilizzano l’auto elettrica prodotta da tesla (circa 3,5 milioni di tonnellate). Il tutto risulta chiaramente in linea con l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), che l’8 ottobre 2018 ha lanciato un ultimatum (di circa 12 anni) per riuscire a salvare la terra dal surriscaldamento globale, che da sempre più peso al tweet di Elon Musk.

Passando alle ragioni economiche dobbiamo ricordare l’alto livello ingegneristico di cui ogni auto marchiata “Tesla” dispone, tra cui l’hardware per la guida completamente autonoma. È quindi evidente che la struttura dei costi per produrre queste auto non può che essere elevata.

Fonte: Tesla

Per essere competitivi sul mercato bisogna utilizzare delle efficienti economie di scala (all’aumentare della produzione diminuisce il costo per produrre un’unità di quel prodotto); queste economie di scala diventano sempre più produttive all’aumentare della domanda e dei competitor.

Quando Tesla ha bisogno di una componente necessario alla fabbricazione dell’auto elettrica, deve crearla internamente o rivolgersi ad un basso numero di fornitori a causa della ridotta diffusione del prodotto.

Se l’auto elettrica diventasse comune come l’auto a benzina, ci sarebbero più industrie automobilistiche pronte a richiedere delle componenti necessarie alla produzione di auto elettriche e questo porterebbe Elon Musk ad abbassare la struttura dei costi di fabbricazione.

Dopo aver compreso quali sono gli obiettivi di Tesla e le ragioni economiche che possano spingere il colosso mondiale a rendere pubblici i brevetti, non possiamo non chiederci come, un domani non tanto lontano, Tesla riuscirà a difendersi dalle grosse case automobilistiche che decideranno di produrre auto elettriche. Elon Musk ci sorprenderà di nuovo?

 

 

 

3. PUO’ UN UOVO CRUDO CONTROLLARE LA PSICOLOGIA SOCIALE?

3. PUO’ UN UOVO CRUDO CONTROLLARE LA PSICOLOGIA SOCIALE?

Tempo di lettura: 2 minuti

di Francesca Cisternino

Indovinello: è un must dell’english breakfast. Ci piace cotto, crudo, fritto. E’ partito con un obiettivo obsoleto per poi rivelarsi più ambizioso e di impatto sociale.

Avete capito di chi stiamo parlando?

Fonte: The Verge

Dell’uovo più famoso del mondo, il più amato dal globo, insomma del nuovo record di like su instagram che in pochi giorni è riuscito a polverizzare il precedente record detenuto da Kylie Jenner, modella ventunenne con una foto che ritraeva la nascita della sua bimba.

Si fanno chiamare EGG GANG e il 4 Gennaio 2019 hanno postato sul profilo pubblico @world_record_egg l’immagine di un comune uovo crudo con un copy alquanto interessante: “Creiamo un record mondiale insieme e riceviamo il post più gradito su Instagram. Vincendo l’attuale record mondiale detenuto da Kylie Jenner ( 18 milioni)! Abbiamo ottenuto questo”.

Ma diciamocelo, può un uovo crudo o sodo che sia, prendere così tanti like solo perché un anonimo profilo (bianco,vuoto, privo di bellezza grafica) l’ha esplicitamente chiesto?

Eppure in cambio non ha promesso niente, non ha regalato codici sconto, promozioni, nessuna formula fake di bellezza like fitvia, ci ha solo chiesto di mettere un “mi piace”e noi l’abbiamo fatto, 53.144.753 di utenti l’hanno fatto.

Qual è stata la necessità? Cosa ci ha portato a farlo? Abbiamo solo ubbidito ad un “ordine”?

Facciamo tutti, molto più spesso di quanto ci piace credere, ciò che gli altri ci dicono di fare e Vittorio Pelligra giornalista di “ilSole24ore”ce lo ha dimostrato tramite un esperimento condotto con i suoi colleghi : “Abbiamo arruolato novanta volontari e a ciascuno di essi abbiamo assegnato cinquanta palline. Ogni partecipante poteva mettere le palline in due contenitori, uno blu e uno giallo. Per ogni pallina messa nel contenitore blu ogni partecipante avrebbe ottenuto 2 punti, mentre per ogni pallina messa nel contenitore giallo ne avrebbe guadagnato 4. I punti sarebbero poi stati convertiti in denaro, denaro vero, sonante; più punti più denaro. Ogni partecipante poteva distribuire le palline a suo piacimento, senza vincoli di sorta. Semplicemente le istruzioni dell’esperimento dicevano ad un certo punto: “la regola è quella di mettere le palline nel contenitore blu”.

L’esperimento era in totale anonimato e non erano previste sanzioni, tantomeno c’era una scelta giusta e una sbagliata. I risultati del test sono stati sorprendenti: “Di tutte le palline messe a disposizione dei partecipanti [.. ] il 67% sono state messe nel contenitore blu”.

Questo vuol dire che molte persone hanno rinunciato a dei potenziali guadagni per seguire un suggerimento.

Fonte: Wikipedia

Tuttavia quest’esito non ha stupito alcuni osservatori, infatti la psicologia sociale ha documentato molti casi simili a questo: il “Milgram experiment” ne è un esempio. Milgram era uno psicologo statunitense che nel Seicento condusse un esperimento al fine di studiare le determinanti della disponibilità all’obbedienza, ordinando ai partecipanti di seguire delle azioni in conflitto con i valori etici e morali dei soggetti stessi.

“Il ricercatore (V) ordina al soggetto (L – insegnante) di punire con scosse elettriche, che quest’ultimo crede siano dolorose, un altro soggetto (S – allievo), che in realtà è un attore e complice. Molti soggetti hanno continuato a dare scosse elettriche nonostante le suppliche di misericordia da parte degli attori”

Siamo creduloni, e questo lo sappiamo, ma tornando al nostro uovo “tutto è ben quel che finisce bene”, l’account social ha continuano a postare immagini dell’uovo con crepe fino al 3 Febbraio 2019 quando l’autore ha svelato la sua identità: la mente creatrice è Chris Godfrey,  un pubblicitario britannico che lavora per l’agenzia The & Partnership.

Nel penultimo post ha promosso la visione del Super Bowl (la finale del campionato della National Football League che negli Stati Uniti viene considerato come l’incontro che assegna il titolo di campione del mondo di questo sport) su HULU (un servizio di video in streaming)  dove è stata trasmetta una pubblicità in cui l’uovo è stato usato per parlare di salute mentale come mostrato nell’ultimo post pubblicato dalla EGG GANG il 4 febbraio.

Anche se alla fine l’uovo non si è schiuso, almeno siamo certi che è stato usato per scopi socialmente utili.

 

 

 

 

4. PENSAVATE MAI DI CAMMINARE SU UN ASFALTO FATTO DI PLASTICA?

4. PENSAVATE MAI DI CAMMINARE SU UN ASFALTO FATTO DI PLASTICA?

Tempo lettura: 2 minuti

di Alessia Pizzuti

Nell’epoca in cui il consumatore è attratto da beni super funzionali e tecnologicamente avanzati la nuova sfida sta nell’inaspettato: si fa largo l’idea non solo di esibire automobili ecosostenibili quanto piuttosto nel “creare” strade con durata di vita più lunga, tempi di costruzione e manutenzione brevi e nel rispetto di standard ecosostenibili sempre più severi.

Fonte: Decor units

Questo è il punto di partenza di VolkerWessels per PlasticRoad.

L’azienda olandese, dapprima sostenitrice del più grande progetto di pulizia globale “the Ocean Cleanup”, ha infatti intuito che le migliaia di tonnellate di plastica provenienti dai mari potrebbero trovare nuova vita come plastica riciclata trasformando così il canonico rifiuto e adattandolo ad una nuova catena produttiva.

PlasticRoad si presenta come un fabbricato dotato di uno spazio vuoto interno che può essere utilizzato per vari scopi: per immagazzinare temporaneamente acqua durante precipitazioni estreme, per il transito di cavi e tubi evitando danni all’escavazione e numerose applicazioni ancora sperimentabili tra cui l’installazione di sensori o sistemi di ricarica elettrica per veicoli di ultima generazione. Tra le caratteristiche di maggiore di rilievo va segnalato anche il peso del materiale con cui il fabbricato stesso è assemblato, fino a quattro volte più leggero di quello che viene in genere utilizzato per rivestire i percorsi ciclabili. L’ innovazione più importante risiede nel fatto che il prodotto non è soggetto alla corrosione: la nuova struttura stradale gestisce temperature da -40° a +170° senza problemi, coinvolge i più disparati tipi di plastica che vengono categorizzati in differenti impianti produttivi, prevedendo una durata di vita triplicata.

I primi a credere in questa rivoluzione ecologica furono i Paesi Bassi.

A Rotterdam il primo caso di installazione dell’intero impianto che ha facilmente tenuto fede al buon proposito sulla riduzione del riscaldamento globale e, allo stesso tempo, ha rappresentato un buon punto di riferimento per i Paesi che si fanno promotori della stessa causa.

Ciò che ha maggiormente invogliato Paesi come UK a seguire il progetto, sono perlopiù vantaggi dal punto di vista operativo: le varie parti infatti possono essere prefabbricate nello stabilimento aziendale e, una volta pronti, portati sul luogo di posa; sono materiali leggeri il cui trasporto può essere fatto velocemente senza l’utilizzo di cantieri stradali permanenti che ostacolino il traffico automobilistico.

Fonte: Mikeshouts

Il 14 febbraio 2019 il governo della città di Cilegon, in Indonesia, ha firmato per la costruzione di una strada lunga 10 km che possa essere da monito per una realtà più ampia in futuro, un piano significativo che rappresenta un buon punto di partenza per combattere le circa 3,22 milioni di tonnellate di plastica nei mari circostanti e le ingenti quantità disperse nei quattro maggiori fiumi indonesiani Brantas, Solo, Serayu e Progo, oggi tra i 20 fiumi più inquinati al mondo.

Questo caso aziendale mostra come il modello della Green Economy non sia più un concetto astratto ma piuttosto qualcosa che può essere applicato realmente intorno a ciascun cittadino globale.

Non mancano però pecche al sistema.

Nonostante sia noto il duplice approccio positivo della Green Economy sulla vita dell’uomo in termini di maggiore benessere e migliore qualità della vita e sulla tutela della biodiversità in termini di riduzione ai rischi ambientali, non è di così semplice applicazione. È importante infatti che progetti come PlasticRoad vengano promossi dalle autorità stesse attraverso cospicui investimenti iniziali ma che vengano congiuntamente supportati da coraggiose riforme politiche e veri e propri regolamenti istituzionali.

Il trend dell’ecosostenibilità è nato dalla critica nei confronti del modello di economia tradizionale che non ha tenuto conto dei danni ambientali che esso recava nel tempo, soprattutto nei settori come l’agricoltura, la pesca, il turismo, l’allevamento.

Nonostante le notevoli difficoltà economiche fronteggiate negli ultimi anni, l’Italia è riuscita ad affermarsi nella Green Economy e anche il consumatore italiano ha capito che è una filosofia di vita che fa bene tanto a sè stesso quanto all’ambiente. Ed è così che mentre si ridefiniscono nuovi progetti di vita, ci si attende un cambio anche delle strategie dell’offerta. Uno degli interrogativi che ci si pone adesso è se le istituzioni e le imprese siano in grado di dare ciò che le persone richiedono.

 

 

 

 

 

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