di Dario Iudice

tempo di lettura: 3 minuti

Il settore automobilistico sta vivendo un profondo cambiamento negli ultimi anni. Si parla sempre di più di elettrificazione dei veicoli, di veicoli interconnessi, di sistemi che aiutano il conducente ad essere maggiormente attento alla guida e quindi di correggere gli errori umani.

Fonte: Polymaker

Tra le rivoluzioni del settore, non può mancare la prima auto stampata in 3D. La start up italocinese XEV sta lavorando a Torino ad un prototipo di e-car realizzata con la tecnologia dell’«additive manufacturing», processo attraverso il quale si possono unire dei materiali per fabbricare oggetti da modelli 3D computerizzati, di solito uno strato sopra l’altro. Con questo metodo si stima un taglio dei costi del 70% e tempi di produzione dell’80% poiché si taglia completamente il set up della linea di produzione e di allestimento.

La produzione inizierà a fine anno, ma cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Il progetto che ha un’impronta “Made In Italy”, è stato ideato da una start up fondata da Lou Tik, il manager che per dieci anni ha gestito il centro di ricerca e di design del colosso cinese Auhui Jianghuai Automobile, al Torino Jac Italy.

Tra gli angel investor italiani ci sono: Moschini, la holding di Franco Moschini, presidente di Poltrona Frau, Teoresi, società di ingegneria nata nel 1987 e Comec, l’azienda di componentistica del presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz, il quale ha fornito gli spazi per “stampare” i primi prototipi dell’e-car.

Fonte: Polymaker

Lo stesso Alberto Dal Poz, spiega che questa è la vera rivoluzione tecnologica: «questo nuovo approccio in futuro trasformerà le regole del gioco: il numero dei componenti passerà infatti da tremila a meno di duecento»

Diverso è anche l’approccio all’utilizzo che segue il processo di transizione all’elettrico nella mobilità e al cambio di modello d’uso delle auto, da status symbol di proprietà a servizio da condividere. Con Xev, la e-car sarà personalizzabile in ogni minimo dettaglio (un po’ come accade oggi per le sneakers) sarà una vera e propria city car a impatto zero.

Diego Tornese, Chief Corporate Development Officer di Teoresi, aggiunge «Sarà infatti un piccolo mezzo dotato di un’autonomia e prestazioni sufficienti per muoversi con agilità in un contesto urbano (si parla di una velocità massima di 70 chilometri orari per un’autonomia di circa 150 chilometri, ndr), in un’ottica di car sharing e trasporto multimodale»

Fonte: Polymaker

Dal punto di vista industriale, poi, Lou Tik e il suo staff sembrano avere le idee abbastanza chiare: la produzione dovrebbe iniziare già alla fine di quest’anno e nel 2020 si dovrebbe raggiungere la soglia psicologica dei 10 mila veicoli per poi passare a un obiettivo ben più ambizioso, vale a dire i 50 mila veicoli nel 2021 e gli 80 mila a partire dal 2022. I pre-ordini hanno tuttavia già superato quota settemila solo in Europa (ci sarebbe l’interessamento di Poste Italiane e di Bnp Paribas).

Il  prezzo di vendita finale, che si stima sarà attorno ai 10.000€, di gran lunga inferiore alle altre macchine elettriche della stessa categoria ad oggi sul mercato.

Quindi non ci resta che aspettare e scoprire questo nuovo modello di auto stampata in 3D e soprattutto elettrica. Possiamo dire di essere testimoni di una nuova rivoluzione industriale, che vede protagonista ancora una volta l’auto!

 

La tua opinione conta, lascia un commento!

Condividilo sui social!

Powered by Oikosmos