L’obiettivo di Kinder per il 2025

2. L'obiettivo di Kinder per il 2025

di Morena Fiku
Tempo di lettura: 3 minuti

L'obiettivo di Kinder per il 2025

L’obiettivo che si pone Kinder per il 2025 è quello di rendere tutti gli imballaggi riutilizzabili, riciclabili o compostabili.

Come parte di questo annuncio, Kinder ha sottoscritto il "New Plastics Economy Global Commitment" della Ellen MacArthur Foundation, che rispecchia le ambizioni di giocare un ruolo attivo nell'eliminare gli imballaggi di plastica non necessari attraverso il loro ridisegno e l’innovazione.

Questa tabella di marcia si concentra su:

  1. Lo sviluppo e il ridisegno degli imballaggi esistenti, per assicurarne riciclabilità e compostabilità attraverso materiali alternativi e imballi ridisegnati;
  2. Ricerca e sviluppo e open innovation sfruttando le nuove tecnologie, accelerandone l'implementazione attraverso partnerships globali ed esplorando la nuova generazione di materiali per imballaggi compostabili, soprattutto in ambiente marino, per contribuire alla salvaguardia dei nostri oceani;
  3. La collaborazione con gli addetti al riciclaggio e con i sistemi nazionali di smaltimento rifiuti, sviluppando soluzioni per i materiali difficili da riciclare ed esplorando nuovi modelli di business: promuovere il riutilizzo degli imballaggi in un ciclo chiuso;
  4. L'educazione dei consumatori per una riuscita transizione verso un'economia circolare e azioni volte a eliminare i rifiuti offrendo chiare informazioni per lo smaltimento degli stessi.
L’obiettivo di Kinder per il 2025
Fonte: kinder.com

Nell'ambito delle attività volte ad offrire alimenti e bevande della massima qualità, Kinder si assume un ulteriore impegno: aumentare la circolarità degli imballaggi.

A tal proposito, utilizzano dati basati sui fatti ed investono tempo e risorse nello sviluppo di progetti e nell'esplorazione di opportunità che facilitino l'adozione di imballaggi circolari.

LE 5 R

L’obiettivo di Kinder per il 2025
Fonte: kinder.com
L’obiettivo di Kinder per il 2025
Fonte: kinder.com

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San Benedetto e le sue nuove Energy Drink

3. San Benedetto e le sue nuove Energy Drink

di Maria Fragale
Tempo di lettura: 3 minuti

Conosciamo tutti le Energy Drink, da quelle di vecchia data e quelle più nuove sul mercato, ma San Benedetto, il noto brand che tutti conosciamo come compagno di bottigliette d’acqua, sbarca oggi nel mondo delle bevande energy e non solo.

San Benedetto e le sue nuove Energy Drink
Fonte: Il Messaggero

In Italia il mercato dell’Energy Drink vale ben 142 milioni di euro e San Benedetto cerca sia di entrare in questo mondo sia di ampliare il suo portafoglio prodotti grazie alle sue due bevande: SB Energy Super Boost e San Benedetto Fruit & Power.

Quest’ultima è una fresca e gustosa bevanda a base di caffeina e taurina, contiene ben il 33% di frutta, priva di zuccheri aggiunti  ed è l’ideale per una merenda (ma non solo) energizzante.

Il primo invece è un drink che principalmente si occupa di ridurre la stanchezza fisica e di contribuire al normale metabolismo energetico.

San Benedetto e le sue nuove Energy Drink
Fonte: beverfood.com

Ma le novità riguardano anche i packaging, la SB Energy Super Boost presenta un design colorato con grafiche che richiamano i supereroi, mentre la Fruit & Power ha un delicato design che vuole proporre e mostrare la bellezza della frutta.

Notiamo come questo grande cambiamento sia la conseguenza di un’attenta riflessione aziendale, di una valutazione che si prefigge di seguire la dinamicità del comportamento del consumatore e della flessibilità di un mercato in continua evoluzione.

Questo lo notiamo, in generale, nella politica di San Benedetto, nelle azioni di sostenibilità intraprese e nei loro pilastri (definiti da loro stessi) di efficienza, sostenibilità e ambiente. Infatti sono già numerose le iniziative green intraprese da San Benedetto, spaziamo dalla creazione di un impianto di trigenerazione alimentato a gas naturale, alla riduzione del 40% della materia prima (PET) e degli sprechi. Tutte le macchine del comparto produttivo lavorano, per l’appunto, a basso consumo di energia e di emissioni.

L’obiettivo? Diventare sempre più green ed ora, con i nuovi prodotti energy, sempre più alla portata di un consumatore alla costante ricerca di qualcosa di nuovo.

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Chicken Big Mac Test

4. Chicken Big Mac Test

di Luca Rinaldi
Tempo di lettura: 3 minuti

Chicken Big Mac Test

Dopo il successo raggiunto in Gran Bretagna ad inizio 2022, McDonald’s ha deciso di lanciare anche a Miami la nuova versione di uno dei prodotti di maggior rilievo per il colosso del Fast Food: il Chicken BigMac.

Chicken Big Mac test
Fonte: burgerlad.com

Se questa nuova formula avrà successo nella zona di Miami, allora verrà poi diffuso in tutti gli Stati Uniti, in caso contrario il progetto verrà accantonato e non verrà diffuso ulteriormente.

Il panino sarà formato da due hamburger di pollo in tempura, una fetta di formaggio, lattuga, cetrioli e la famosissima salsa Big Mac.

Chicken Big Mac Test
Fonte: econotimes.com

Un elemento molto curioso che caratterizza questo panino è il fatto che, anche prima della disponibilità del Chicken Big Mac, molti clienti avevano già creato personalmente l’abbinamento tra pollo e il concept del classico Big Mac. Essi infatti acquistavano un Big Mac e due McChicken, togliendo i burger di carne e aggiungendo quelli di pollo: ecco fatto un Chicken BigMac artigianale!

Chicken Big Mac Test
Fonte:

Anche i giornalisti del Washington Post hanno recensito il panino utilizzando il metodo artigianale, spiegando che l’elemento che caratterizza e distingue il panino sono sostanzialmente gli elementi di contorno e non tanto la carne, proprio come in un classico Big Mac. Un fattore a vantaggio del Chicken Big Mac (se apprezzata) è la croccantezza aggiunta dal pollo in tempura.

Considerando il periodo di testing citato precedentemente, non sappiamo quando potremo provare un Big Mac Chicken in Italia, che ne dite di accorciare i tempi con il metodo fai-da-te?

Chicken Big Mac Test

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Super Nintendo World

5. Super Nintendo World

di Cristina Ghillani
Tempo di lettura: 2 minuti

Super Nintendo World

Dopo l’apertura del primo Super Nintendo World del mondo in Giappone, ci sono aggiornamenti da Hollywood.

Il colosso del videogioco ha infatti deciso di ampliare il proprio fronte nel campo dei parchi divertimento, preparandosi ad intrattenere i fan con un vero e proprio Regno dei Funghi, ispirandosi alla saga di Super Mario. Nonostante i rallentamenti derivanti dalla pandemia, i cantieri hanno recentemente ripreso i lavori con l’obiettivo di una data di apertura circa i primi mesi del 2023.

In particolar modo, rappresenta una partnership tra la società di videogiochi giapponese e Comcast Corporation.
Il nome ufficiale della principale attrazione è stato rivelato, “Mario Kart: Bowser’s Challange”.

In seguito a qualche interessante anticipazione pare che i visitatori avranno modo di salire a bordo di un veicolo stile “Mario Kart” a quattro posti, indossando il cappello di Mario e gli occhiali AR.

Super Nintendo World
Fonte: mariocastle.it

L'obiettivo

Come si può già dedurre, sarà quello di raccogliere più monete possibili e di sconfiggere il team nemico Bowser.

La Universal afferma che questa attrazione fonde alla perfezione la realtà aumentata con la tecnologia di mappatura di protezione e pezzi, lungo una pista in movimento. Uno spettacolo visivo di colori vivaci e ingegno architettonico.

Super Nintendo World
Fonte: nintendon.it

L’innovativa giostra e le aree interattive saranno inoltre accompagnate da negozi e ristoranti a tema al fine di migliorare e rendere unica l’esperienza. Un vero sogno ad occhi aperti.

Ci saranno però differenze rispetto al parco nipponico o questo verrà ricalcato all’interno dei confini americani?
E tu sei pronto ad inserirlo tra le tue prossime mete?

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NEAM LUGLIO 2022

Il sale sulla pelle, l'odore del mare, il vento tra i capelli... Luglio ci ha fatti immergere nel pieno dell'estate e ci fa ricordare che le ferie non sono poi così lontane! Nel frattempo, però, fa sempre bene tenersi informati su cosa accade nel mondo del Marketing e dell'Economia... ma non solo!

Scopri le cinque notizie che abbiamo selezionato per te:

1. Adidas x Gucci: una collaborazione tra sport e lusso
2. La protesta sui social da parte dei creators sulla "Tiktotizzazione" di Instagram
3. Esselunga sbarca su TikTok
4. Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia
5. Il rebranding nel calcio: da squadre a vere e proprie aziende

Buona lettura!


Adidas x Gucci: una collaborazione tra sport e lusso

1. Adidas x Gucci: una collaborazione tra sport e lusso

di Andi Rama
Tempo di lettura: 3 minuti

Adidas x Gucci: una collaborazione tra sport e lusso

 Adidas x Gucci: una collaborazione tra sport e lusso
Fonte: www.gucci.it

Adidas x Gucci è la collaborazione del momento. Ma qual è la strategia comunicativa che accompagna la partnership?

La collaborazione nasce come fusione di simboli e stili diversi, dalla voglia di creare una collezione sensazionale. Ad unire Adidas e Gucci, però, c’è anche un altro elemento, ovvero il motivo a tre strisce, segno distintivo da entrambi i brand.

POP-UP STORE

Per il lancio della collezione Adidas x Gucci la promozione ha previsto anche la creazione di store temporanei in vari luoghi del mondo: Los Angeles, Londra, Sydney, Seoul, Miami, New York, Toronto, Parigi, Amburgo.

Il primo pop-up annunciato via Instagram è stato quello di Los Angeles, al 8400 Melrose Avenue. Con una facciata in stile vegetale, lo store mette in primo piano il logo Adidas accompagnato dalla scritta “Gucci”. Tale unione porta il cliente in un fantastico universo in cui convergono l’unicità di Gucci e la fama di Adidas.

I due grandi brand internazionali hanno richiamato l’attenzione di migliaia e migliaia di persone. E questo lo dimostrano le oltre 600 mila interazioni raggiunte dal post Instagram sul profilo ufficiale Gucci che ritrae il Pop-up store di Los Angeles.

I pop-up store nascono per una missione: stupire il cliente, attraverso un design creativo, sbalorditivo, d’impatto. Ciò crea curiosità nel pubblico. E la curiosità focalizza l’attenzione, suscita interesse, fa parlare.

Fonte: Instagram.com

I MURALES

Anche le strade si sono dipinte dei colori della partnership infatti, insieme al lancio degli store temporanei, vi è stata un’altra strategia di promozione: lo Street Marketing.

Si tratta infatti di una forma di marketing non convenzionale che si esplica esclusivamente per le strade vere e proprie di una città.

A Milano e a New York è stata inaugurata la Gucci Art Wall. Si tratta di murales realizzati da artisti dal talento straordinario, i quali hanno trasformato i muri della città in chiave Adidas x Gucci.

La realizzazione dei murales è stata, inoltre, documentata tramite reel su instagram su entrambi i profili dei brand.

Adidas x Gucci: una collaborazione tra sport e lusso
Fonte: Instagram Reel

CONCLUSIONE

Qual è la novità dietro la nuova collaborazione? Sicuramente l’incontro di due brand noti al pubblico mondiale.

Due brand che raccontano modi diversi di intendere la moda. Ma non per questo lontani tra loro.

Sono riusciti a fondersi, dando vita a capi unici nel loro genere.

La loro collaborazione è stata infine ben valorizzata anche grazie ad un‘importante strategia comunicativa, che è stata alla base della campagna pubblicitaria ed un marketing che ha coinvolto a pieno l’utente grazie ai social network, i negozi Pop up e l’arte espressa in strada.

 Adidas x Gucci: una collaborazione tra sport e lusso
Fonte: Gucci.it

Adidas x Gucci: una collaborazione tra sport e lusso

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2. La protesta sui social da parte dei creators sulla "Tiktotizzazione" di Instagram

di Yassmin Moumine
Tempo di lettura: 3 minuti

La protesta sui social da parte dei creators sulla "Tiktotizzazione" di Instagram

Negli ultimi giorni avrete sicuramente visto che su Instagram gira questa immagine con scritto “make Instagram, Instagram again”: una petizione per far tornare Instagram com’era prima ed evitare che si muova sempre di più nella direzione di TikTok.

“L'obiettivo di questa petizione è portare l'attenzione su ciò che i consumatori vogliono da Instagram” si legge nella petizione lanciata dalla fotografa Tati Bruening, nota su Instagram come @illumitati.

LA PROTESTA SUI SOCIAL DA PARTE DEI CREATORS SULLA “TIKTOTIZZAZIONE” DI INSTAGRAM
Fonte: instagram.com

In sostanza, cosa si chiede con questa petizione?

  1.  Di riprendere il feed cronologico
  2.  Essere semplicemente Instagram e non muoversi più nella direzione di TikTok
  3.  Ritornare ad un algoritmo che favorisca le foto
  4.  Essere una piattaforma che ascolta i creator

L’esperienza sul social network sta mutando considerevolmente: si vedono più post sponsorizzati e vengono consigliati sempre più reel (video brevi) di account non seguiti. Per alcuni utenti sta arrivando anche un nuovo layout, dark mode (quindi sfondo nero), video a schermo intero, e scrolling proprio come TikTok.

A sostenere questa petizione vi sono anche personaggi noti come Chiara Ferragni, Kylie Jenner e Kim Kardashian che condividono l’idea secondo cui Instagram sta sempre diventando un’omologazione di TikTok e si chiede di ritornare al feed in ordine cronologico: il bello dell’app era poter seguire quasi in tempo reale gli aggiornamenti fotografici dei propri amici.

Quindi, Instagram è morto?

Per The Verge:  "Instagram is over. Facebook è in una posizione difficile. Ha perso 10 mld $ per la nuova policy privacy di Apple; si è rinominato “Meta”, per inseguire qualcosa che ancora non esiste, e deve capire come tenere alta l’attenzione mentre costruisce ‘sto metaverso o qualsiasi cosa sarà.

Cosa aspettarci?

Come abbiamo già visto in passato, le dinamiche di internet e dei social sono spesso imprevedibili. Sicuramente per come li abbiamo conosciuti finora, i social non saranno più gli stessi.

La protesta sui social da parte dei creators sulla "Tiktotizzazione" di Instagram

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ESSELUNGA SBARCA SU TIKTOK

3. Esselunga sbarca su TikTok

di Arianna di Bella
Tempo di lettura: 3 minuti

Esselunga sbarca su TikTok

Esselunga sbarca su TikTok
Fonte: www.esselunga.it

“Esselunga è un love brand universalmente riconosciuto e per definizione “pop”. In questo senso TikTok è un canale fondamentale per esprimerne al meglio questa essenza e la vicinanza alla community.”

Con queste parole Massimo Bellato, Head of Digital Marketing di Esselunga, sancisce l’ingresso dell’insegna commerciale nella community di TikTok.

L’azienda, dopo aver riscontrato un grande successo con le pagine ufficiali di Facebook, Instagram e LinkedIn, ha deciso di continuare questo processo di digital transformation presidiando questa nuova piattaforma.

LA STRATEGIA

In un'ottica di avvicinamento alla piattaforma social, Esselunga ha già da diversi mesi, in collaborazione con l’agenzia The Story Lab (Dentsu Creative), pianificato e realizzato campagne media focalizzate su tematiche come la quotidianità della spesa e la ricerca della convenienza.

La visione che accomuna la partnership tra questi due attori è racchiusa nella parola: POP.

Come spiega l’agenzia il pop è:

“Quell’ingrediente misterioso alla base di tutti i progetti e delle strategie di brand più efficaci, quell’elemento che riesce a essere ‘coraggioso, ma reale’, ‘fuori di testa, ma furbo’, ‘potente nella sua normalità'".

In tal senso l'azienda, aprendo questo canale, si racconta per la prima volta in uno stile del tutto nuovo, fresco, diretto e ironico, pensato per ampliare la comunicazione verso altri territori e arricchire lo storytelling del brand.

Questo nuovo percorso sarà supportato dal partner strategico-creativo Uasabi che si affiancherà a TikTok nel percorso di pianificazione e sviluppo quotidiano della content strategy.

Una scelta strategica molto rilevante è stata quella rivestita da Max Angioni, volto scelto per inaugurare la pagina ufficiale del brand. Il comico, con oltre 400.000 follower e reduce da Italia’s Got Talent, Zelig e Lol2, incarna perfettamente lo stile e il modello comunicativo ironico e fresco in grado di raggiungere l’audience di TikTok o meglio ancora, dei nuovi shopper.

L’ingresso sulla nuova piattaforma social non indica solo un ampliamento della strategia digitale ma anche la possibilità di raggiungere un nuovo target.

La generazione Z sono coloro che non hanno mai fatto la spesa ma che ben presto entreranno nel mondo degli adulti trovandosi a decidere i luoghi e i formati della propria shopping mission.

Il gruppo leader della gdo italiana consapevole del bacino di utenza di TikTok non perde occasioni di godere della potenzialità dei social a 360 gradi per accrescere la propria brand awareness e per affondare le radici verso nuove opportunità.

E voi inizierete a seguire il nuovo canale TikTok di Esselunga?

Esselunga sbarca su TikTok

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Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia

4. Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia

di Annaluce Ferrari
Tempo di lettura: 5 minuti

Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia

In Finlandia si compie un nuovo passo verso la transizione energetica!

Nella centrale elettrica di Vatajankoski, a poche ore da Helsinki, un team di giovani ingegneri dell’azienda Polar Night Energy ha portato a termine la prima installazione al mondo di una batteria termica commerciale realizzata con la sabbia.

Questa “batteria di sabbia” immagazzina in modo stabile e conveniente il surplus di energia generato da fonti rinnovabili sotto forma di calore, che potrà essere utilizzato successivamente sia negli impianti di teleriscaldamento cittadino, sia nei processi industriali.

Si tratta di un’istallazione unica nel suo genere che potrebbe fornire una potenziale soluzione al problema dell’intermittenza delle fonti rinnovabili.

Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia
Fonte: www.bbc.com

Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia

Il funzionamento delle batterie

L’idea della “batteria di sabbia” è stata sviluppata per la prima volta a Tampere, in Finlandia, ricevendo fondi e aiuti dall’amministrazione comunale per lo sviluppo di un impianto pilota.

A Kankaanpää, sempre in Finlandia, Polar Night Energy è riuscita a costruire un dispositivo di accumulo di calore maggiore, con una capacità di 8MWh, connessa alla rete di teleriscaldamento di Vatajankoski e in grado di riscaldare edifici residenziali e commerciali, abitazioni famigliari e la piscina comunale per tutto l’anno.

Dentro il semplice silo grigio alto sette metri e largo quattro dell’impianto sono state accumulate 100 tonnellate di sabbia grezza ed economica: sfruttando il fenomeno del riscaldamento resistivo, il surplus di energia generato dalle fonti rinnovabili riscalda la sabbia fino a 500°C (dato variabile a seconda delle dimensioni del dispositivo).

Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia
Fonte: www.bbc.com

Questo processo genera aria calda che viene fatta circolare nella sabbia mediante un apposito scambiatore di calore.

Perché la sabbia è così importante? Questo materiale granulare è:

  • poco costoso,
  • abbondante
  • e può essere riscaldato oltre i 1000°C, perfetto per le necessità della batteria.

Altri gruppi di ricerca, come l’US National Renewable Energy Laboratory, la stanno infatti valutando come un efficiente mezzo di storage per le energie verdi, ma i finlandesi sono i primi con un sistema commerciale attivo e ben performante.

Il dispositivo non richiede nessun intervento particolare - a parte l’eliminazione di possibile sporcizia e umidità dal materiale - rendendone il funzionamento semplice ed economico. Le emissioni di CO2 dell’accumulatore di calore, inoltre, dipendono dai materiali e dalla fase di costruzione. Nel caso dell’impianto di PNE queste emissioni sono relativamente minime, di conseguenza le emissioni generali derivano principalmente dalla fonte di energia che alimenta l’impianto stesso. Si può dire che il calore proveniente da queste batterie è pulito quanto lo è l’energia che l’alimenta.

L’importanza del riscaldamento in Finlandia

Il riscaldamento è un tema estremamente importante per la sopravvivenza di un paese come la Finlandia dove gli inverni sono lunghi, freddi e scuri e durante i quali l’energia rinnovabile scarseggia criticamente rispetto alla domanda. Le “batterie di sabbia” possono immagazzinare il surplus delle rinnovabili per attingervi nei momenti di necessità, a costi inferiori.

Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia
Fonte:"www.bbc.com"

Se ci sono poche centrali elettriche che funzionano per qualche ora d’inverno, quando c’è più freddo, i prezzi saranno estremamente elevati”, dice Elina Seppänen, specialista di energia e clima per la città di Kankaanpää, “ma se abbiamo questo tipo di soluzione che permette flessibilità all’uso, e storage per il calore, questo aiuterebbe molto in termini di riduzione costi”.

La recente decisione della Russia di tagliare i rifornimenti di gas ed elettricità in risposta alla volontà della Finlandia di entrare nella NATO ha creato crescenti preoccupazioni e ha portato il problema dell’energia verde nuovamente al centro dell’attenzione.

Sviluppi futuri

Uno dei più grandi ostacoli, ora, è applicare questa tecnologia in contesti più ampi e utilizzarla anche per immagazzinare elettricità, oltre al calore. Il calore immagazzinato in queste batterie potrebbe eventualmente essere convertito in elettricità attraverso l’utilizzo di apposite turbine.

Questo processo richiederebbe investimenti aggiuntivi e la conversione del calore in elettricità comporterebbe delle perdite, riducendo l’efficienza e la convenienza dell’impianto, che deve essere quindi ulteriormente sviluppato.

Al momento, il prossimo obiettivo dell’azienda è quello di aumentare la scala, installando batterie di sabbia da almeno 20 GWh e in grado di arrivare fino a 1.000 °C.

Il problema delle rinnovabili

Gli sviluppatori di PNE ritengono che le loro “batterie di sabbia” potrebbero risolvere il problema della fornitura annuale delle rinnovabili.
Il “difetto” principale delle rinnovabili riguarda la loro intermittenza: cosa succede quando il sole non splende o il vento non soffia? La risposta più immediata a questo problema è il potenziamento delle batterie a grande scala per lo stoccaggio dell’energia in eccesso, per far fronte ai periodi di scarsità. Al momento, la maggior parte delle batterie sono fatte con il litio, sono molto costose, hanno un’elevata impronta ambientale e permettono di immagazzinare solamente con una quantità limitata di energia in eccesso. Al contrario, le “batterie di sabbia” sono più economiche, utilizzano materiali facilmente reperibili, sono sostenibili e permettono l’accumulo di grandi quantità di surplus energetico sotto forma di calore.

Le “batterie di sabbia” arriveranno in Italia

Ad inizio luglio 2022 RINA, multinazionale di consulenza, ispezione e certificazione ingegneristica, ha avviato una collaborazione con la Magaldi Green Energy, startup del gruppo Magaldi specializzata nella ricerca, produzione e commercializzazione di tecnologie per la generazione e lo stoccaggio di energia rinnovabile.

Questa collaborazione prevede l’utilizzo della tecnologia MGTES (Magaldi Green Thermal Energy Storage) per lo stoccaggio di energia termica proveniente da fonti rinnovabili. La MGTES sfrutta un letto fluido di particelle di sabbia silicea che è in grado di trasformare l’energia elettrica ricevuta e di trasmettere questo calore all’esterno quando richiesto, in un procedimento molto simile alle “batterie di sabbia” della PNE. Secondo Mario Magaldi, presidente di Magaldi Green Energy, il loro storage può rilasciare calore fino a 600°C con un’efficienza prossima al 90%.

L’impianto pilota verrà costruito e messo in funzione presso l’Innovation Hub di Castel Romano, di proprietà di RINA.

Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia
Fonte: magaldigreenenergy.com

Superando alcuni limiti delle rinnovabili, la diffusione di queste “batterie di sabbia” è un grande passo verso la transizione ecologica e la riduzione delle emissioni, sia nel rispetto degli impegni internazionali, sia nella tutela del benessere dei cittadini e nel contrasto alla crisi climatica.

Rivoluzione energetica: le batterie di sabbia

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Il rebranding nel calcio: da squadre a vere e proprie aziende

5. Il rebranding nel calcio: da squadre a vere e proprie aziende

di Marco Rovere
Tempo di lettura: 3 minuti

Il rebranding nel calcio: da squadre a vere e proprie aziende

club calcio, con il passare degli anni, stanno diventando sempre più delle vere e proprie aziende: brand con obiettivi di marketing, mercati di riferimento, target da raggiungere, offrendo servizi e prodotti in tutto il mondo. Molte squadre dei principali campionati del mondo, Serie A compresa, stanno investendo nella comunicazione (principalmente social e online), partendo dal branding o restyling della propria identità visiva. 

I CASI DI JUVE E PSG

La prima in Italia è stata la Juve nel 2017. In particolare, è da ricordare la presentazione nel 2019 della nuova collezione firmata da Palace in collaborazione con Adidas. Oltre all’aspetto commerciale (tutti i pezzi della collezione sono andati sold out in pochissime ore dalla loro uscita) aveva anche l’obiettivo di allargare ulteriormente la fan base del club a livello mondiale.

Il rebranding nel calcio: da squadre a vere e proprie aziende
Fonte: www.footballnerds.it

Un altro caso significativo di collaborazione con famosi brand dello sport/streetwear è stata quella del PSG con Jordan. Questa collaborazione non solo ha raddoppiato i ricavi del merchandising della società negli ultimi 5 anni (nell’ultima stagione hanno raggiunto quota 60,4 milioni di euro) ma ha anche ampliato il bacino di utenza del club parigino sul mercato asiatico e USA proprio grazie alla cooperazione con il brand americano.

CAMBIARE NON È SEMPRE FACILE

Nel calcio però cambiare non è passeggiata (come in altri ambiti), perché il tifo e l’attaccamento a ciascuna squadra possono ostacolarlo. Ad esempio il Manchester City nel 2015 rifece il restyling. Un cambio che all’epoca – ora altamente metabolizzato – fece infuriare i tifosi, tanto che il club inglese decise di pagare i costi di rimozione a chi aveva tatuato il vecchio logo.

Quel che è certo, è che sempre più squadre, anche di serie minori - vedi come ultimo caso il Modena, appena promosso in Serie B - si stanno “modernizzando” per rimanere al passo, crescere e rendersi più attrattive sotto ogni punto di vista.

Il rebranding nel calcio: da squadre a vere e proprie aziende
Fonte: Gianlucadimarzio.com

«Uno sguardo al futuro per legarci al passato» - Le parole del Presidente del Modena (e di Stone Island) Carlo Rivetti.

Il rebranding nel calcio: da squadre a vere e proprie aziende

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