Sergio Mattarella inaugura l'Anno Accademico a Parma

di Erica Lo Verso e Nunzio Salvatore Minissale
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Sostenere l'utopia è un dovere morale.

Giornata di grande emozione venerdì 29 novembre a Parma, dove una platea di autorità, docenti, studenti e semplici cittadini si è riunita presso l’Auditorium Paganini per celebrare, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’inizio dell’Anno Accademico.

Era dal giugno 2018 che Parma non ospitava la più Alta Carica dello Stato: comprensibile quindi la massiccia risposta della città, con i posti disponibili in platea esauriti in pochissime ore. L’attesa per l’ingresso del Capo di Stato si è sciolta in uno scrosciante applauso da parte degli 800 presenti, mentre il PdR veniva accolto al proprio arrivo dal sindaco Pizzarotti, dal Presidente della Regione Bonaccini e da quello della provincia Rossi. 

Ripercorriamo passo dopo passo i momenti salienti della giornata: dopo la proiezione di immagini legate a varie esperienze di cui è stato protagonista l’Ateneo, la Cerimonia è iniziata ufficialmente con la consegna della Mazza Rettorale dell’Università di Parma da parte di Edoardo Scotti (giovane matricola di Biologia e campione europeo under 20 dei 400 metri piani); si sono poi susseguiti - intervallati dai canti del Coro Universitario “Ildebrando Pizzetti” (diretto dal maestro Ilaria Boldi) - l’ingresso del Corteo Accademico, dove erano presenti rappresentanti di diversi Atenei, e quello degli ospiti principali della giornata: Yuri Ferrari (Presidente del Consiglio degli Studenti), Rita Ollà (Presidente del Consiglio del Personale tecnico-amministrativo), Enrico Giovannini (Professore ordinario di Statistica Economica e Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). In ultimo, l’ingresso del Magnifico Rettore Paolo Andrei ha preceduto di qualche istante quello dell’ospite più atteso, prima che la cerimonia cominciasse con l’esecuzione dell’Inno di Mameli.

Mattarella saluta

Il tema principale della giornata ha senz’altro riguardato la sostenibilità ambientale, ma, durante la Cerimonia, non sono mancati i riferimenti all’importante ruolo dell’Ateneo nel contesto socio-economico territoriale e nazionale. In particolare, il Presidente della Provincia Diego Rossi e il sindaco Federico Pizzarotti hanno sottolineato da una parte i punti di forza del territorio riguardanti la presenza di alcuni settori produttivi trainanti e l’attrattività dell’Università, dall’altra la necessità di integrare il tema della sostenibilità in ogni ambito. Il Presidente regionale Stefano Bonaccini ha dato forza a questi aspetti riportando dati significativi (ad esempio l’aumento del 30% delle iscrizioni nelle quattro Università emiliane) e indicando i tre pilastri per la crescita sostenibile: manifatture, turismo e cultura. Ultimo (ma non meno importante) punto evidenziato riguarda l’importanza del tema dell’innovazione tecnologica, digitale e robotica. 

Nel proprio intervento, il Rettore Paolo Andrei si è interamente focalizzato sulla questione dello sviluppo sostenibile nel contesto di Ateneo "Non è un caso - ha spiegato - che proprio la sostenibilità sia il tema cardine scelto per quest'anno, dal momento che in questa direzione l'ateneo sta facendo passi importanti. Per la prima volta nel Piano strategico di ateneo 2020-2022 è stata dedicata un'intera area strategica trasversale allo sviluppo sostenibile, e per la prima volta è stato realizzato un rapporto di sostenibilità dell'ateneo di Parma, base di partenza per una nuova politica di azioni e di sviluppo sostenibile di tutta la comunità accademica, che sarà presentato a inizio dicembre in aula Magna". Questi risultati sono stati ottenuti basandosi su altri tre pilastri interdipendenti: centralità degli Studenti, rafforzamento del capitale umano e interazione con la Società. La Commissione Esperti di Valutazione Anvur nel 2019 ha collocato l’Università di Parma nella Fascia A e col punteggio più alto a livello nazionale, per cui il Rettore ha commentato tale risultato evidenziando due elementi di grande soddisfazione: “la passione e l’impegno di tutti coloro che hanno lavorato per il conseguimento di questo risultato” da un lato, e “l’apprezzamento dei valutatori per un’Università ricca di saperi diversi, che trova nella complessità non un limite ma una ricchezza” dall’altro. 

Striscioni per il presidente Mattarella

In seguito, si sono avvicendati sul palco il Presidente del Consiglio degli Studenti Yuri Ferrari e il Presidente del Consiglio del Personale tecnico-amministrativo Rita Ollà: il primo è stato portavoce di numerosi spunti di riflessione per la politica nazionale, affrontando il tema della centralità del diritto allo studio, le varie criticità che ancora oggi molti universitari, specialmente fuori sede, sono costretti ad affrontare, la necessità di una proficua collaborazione che permetta il continuo sviluppo e progresso dell’Ateneo, augurando infine agli studenti di “vivere l’Università come una seconda casa, non solo come luogo di impegno [...] ma anche come il luogo dove poter coltivare le passioni e vivere momenti indimenticabili”; la seconda ha rivendicato con orgoglio il risultato raggiunto dall’Università in seguito alla valutazione Anvur, reso possibile anche grazie al lavoro dell’organo che rappresenta, che ogni giorno con passione e impegno permette di svolgere le attività principali di didattica, ricerca e terza missione e di veicolare anche esternamente la cultura, contribuendo così all’accrescimento della società. Ha dichiarato inoltre che gli organi dell’Ateneo sono pronti a raccogliere la nuova sfida della sostenibilità diventando protagonisti attivi del cambiamento, relativamente all’uso consapevole e sostenibile di acqua ed energia, mobilità e gestione responsabile dei rifiuti. Infine ha sollevato al Presidente la necessità di rafforzare le normative attuali.

Come da programma, la proclusione è stata affidata al Professor Enrico Giovannini, che è intervenuto sul tema “Salvare il pianeta e salvare l’umanità. Utopia o dovere morale?”: dopo una lucida analisi storica sugli “errori” commessi dalla Società moderna, che ha impattato sull’ambiente in maniera devastante, il Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ha lanciato il proprio appello: “Gli esperti chiamano questo periodo “l’antropocene”, ovvero la prima era geologica le cui condizioni sono determinate dall’uomo”; per il futuro, secondo Giovannini, ci sono dunque 4 alternative: credere che il modello di oggi possa ancora funzionare (sbagliando), cercare di accumulare ricchezze “per permettersi un bunker in nuova zelanda” (una palese provocazione), credere a una visione “retrotopica” dove, a parere dell’esperto “torniamo al passato, ai muri, alle divisioni” o infine credere e agire per una visione “utopica”, sostenibile, “come le nuove generazioni ci chiedono di fare”. Quale progresso vogliamo? sta a noi sceglierlo. Il principio di base dello sviluppo sostenibile è l’integrazione. Bisogna essere etici, che non significa buoni, ma razionali, per riuscire a definire comportamenti giusti, leciti. Disponiamo di un’etica dello sviluppo sostenibile? Stiamo veramente dando a tutti pari opportunità, come auspicato dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile? Con queste due questioni, Giovannini conclude il suo accorato intervento: "Proponiamo di inserire in Costituzione proprio il principio dello sviluppo sostenibile come giustizia tra generazioni. Non è una questione dell'ambiente che è già coperto dall'articolo 9, ma è qualcosa che garantisce le nuove generazioni dai danni e dagli errori come quelli che continuiamo a fare anche in questi giorni".

Mattarella parla con i ragazzi dell'Università di Parma

La prima risposta ai quesiti lanciati è arrivata, inevitabilmente, dal Capo di Stato. Salito sul palco per un breve intervento non programmato, Mattarella ha sottolineato "l'importanza degli obiettivi fissati dall'Agenda 2030 dell'Onu e l'importanza dell'obiettivo che si è data la nuova Commissione dell'Ue con l'intendimento dichiarato di fare dell'UE per il 2050 una realtà neutra dal punto di vista ambientale, una realtà che non contribuisca più in alcuna misura anche minima all'inquinamento del globo. È un obiettivo impegnativo, non semplice ma possibile, da sostenere in ogni modo". Prima di lasciare la sala tra gli applausi, il Presidente ha invitato a seguire la strada dell’utopia, poiché "tra utopia e dovere morale c'è una strettissima connessione". Ha inoltre rivolto un augurio a tutta la città, ribadendo come l’inaugurazione fosse "l'anticipazione di quello che fra poco più di un mese Parma vivrà come capitale italiana della Cultura, appuntamento che vedrà l'ateneo ricoprire un ruolo centrale". Il Capo di Stato tornerà infatti a Parma a gennaio 2020 per dare il via ufficiale all'anno della città come capitale italiana della cultura. 

Al termine dell’evento, il PdR ha ricevuto l’affetto di alcune classi elementari, che lo hanno accolto all’uscita dall’Auditorium con striscioni, cartelloni e bandiere tricolore. Soddisfatto il sindaco Pizzarotti: ”Mattarella ritornerà ancora a Parma, è un bel riconoscimento per la città. Si tratta di un’istituzione molto vicina ai sindaci, questo ci fa piacere. La città ha risposto benissimo, sono convinto che il 12 gennaio sarà un altro momento memorabile.”

 

 


La foto mostra i tre economisti che hanno vinto il Premio Nobel per l'Economia

PREMIO NOBEL PER L'ECONOMIA 2019

di Roberto Faraci
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Oggi, lunedì 14 ottobre, a Stoccolma, è stato assegnato il premio Nobel per l’Economia a ben tre economisti, Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer, per l’approccio sperimentale nella lotta contro la povertà globale. I tre vincitori hanno diritto a 9 milioni di corone svedesi da dividersi tra loro.

I vincitori

L’indiano Abhijit Banerjee e la franco-americana Esther Duflo, marito e moglie, insegnano al Massachusetts Institute of Technology. L’americano Michael Kramer, invece, è docente ad Harvard. Stiamo parlando di tre “giovani” vincitori, in quanto tutti sotto i 60 anni. Ma il membro del trio che merita un occhio di riguardo è Esther Duflo. L’economista franco-americana non solo è la più giovane vincitrice di un premio Nobel per l’Economia, con i suoi 46 anni, ma è anche la seconda donna della storia a ricevere questo prestigioso riconoscimento. Proprio su questo tema ha deciso di soffermarsi la giovane economista: “Sono onorata. Questo premio è la dimostrazione che è possibile per una donna avere successo ed essere riconosciuta per i propri successi. Spero di poter essere un esempio per moltissime donne”.

La foto mostra i tre economisti che hanno vinto il premio nobel per l'economia
Fonte: repubblica.it

Lotta contro la povertà globale

Il Comitato per i Nobel, nell’annunciare i vincitori, ha sottolineato i grandi risultati ottenuti dalle ricerche dei tre giovani economisti, in grado di “migliorare enormemente la nostra capacità di lottare in concreto contro la povertà”. E ancora, è stato evidenziato “il grande contributo nell’introduzione di un nuovo approccio per ottenere risposte affidabili sui modi migliori per combattere la povertà globale”. Un ruolo chiave è stato giocato dai numerosi studi e ricerche sul campo. In particolare, Kramer ha dimostrato quanto possa essere efficace un approccio sperimentale, usando test sul campo per mettere alla prova una serie di interventi che avrebbero potuto migliorare i risultati scolastici nel Kenyaoccidentale". Gli studi di Banerjee e Duflo, molto simili a quelli di Kramer, in quanto spesso condotti in collaborazione, sono stati effettuati in altri paesi, tra cui l’India. In sostanza, grazie ad uno di questi studi, più di 5 milioni di ragazzi indiani hanno beneficiato di programmi scolastici di tutoraggio correttivo.


TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI... LA CATENA DI MONTAGGIO COMPIE 106 ANNI!

di Samuela Maggio
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“C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.”

Era questa la filosofia di Henry Ford, uno dei fondatori della Ford Motor Company e padre del fordismo. Ma facciamo un piccolo passo indietro… 

Chi è Henry Ford?
Henry Ford nasce il 30 luglio 1863 a Greenfield, Michigan, e si appassiona ai motori da giovanissimo. A soli 15 anni aveva già costruito il primo motore a vapore! Nel 1908, con l’introduzione della Model T, realizzò il suo sogno di produrre un'automobile dal prezzo concepibile, affidabile ed efficiente.

Fonte: thehenryford.org

Sebbene la catena di montaggio nacque con Frederick Taylor, è ad Henry Ford attribuito il merito  per l’effettiva applicazione di tale metodo, avvenuta il 7 ottobre 1913. Taylor intuì che, per ottimizzare il lavoro, sarebbe stato conveniente dividere il sistema produttivo in tante piccole unità, elementari e replicabili, che permettevano di risparmiare tempo ed energia. La giornata lavorativa degli operai della catena di montaggio consisteva, quindi, nel continuo svolgimento di determinati movimenti ed operazioni.

Henry Ford, forte della sua innovativa mente imprenditoriale, oltre ad aver applicato il metodo del collega Taylor nell’industria automobilistica, incentivò i suoi operai innalzando i salari. Il risultato si tradusse in un benessere mai conosciuto tra le classi operaie, a cui venne permesso di diventare i consumatori del bene da loro stessi prodotto. Bastò soltanto un’ora per la realizzazione di un’automobile, al contrario delle 12 precedenti. Questo fenomeno, spesso definito anche come “ideologia”, passò alla storia come fordismo e, grazie alla sua efficacia, si diffuse rapidamente nel mondo dell’industria di ogni settore.

Fonte: ansa.it

Oggi la catena di montaggio continua ad esistere e a dare grandi risultati, influenzata dall’odierno progresso tecnologico: si è infatti evoluta, automatizzandosi al punto da essere popolata da robot industriali, i nuovi sostituti degli operai.

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo” - Henry Ford

 


AMAZON, FACEBOOK, DAZN E GLI ALTRI: LA MORTE ANNUNCIATA DELLO SPORT IN TV?

di Nunzio Salvatore Minissale
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C’era una volta un duopolio. Una scelta che molti italiani appassionati di sport dovevano compiere, ogni anno, per poter seguire la propria squadra del cuore: Sky o Mediaset Premium? C’erano (e ci sono ancora) molti altri italiani che per risolvere il dilemma preferivano la “terza via”: lo streaming. Illegale, certo, spesso di bassa qualità e con il commentario in improbabili lingue di dubbia origine, ma che dava la possibilità, con il semplice ausilio di una connessione ad internet, di seguire i principali eventi sportivi di tutto il mondo.

Oggi quel mondo non c’è più. Da qualche anno, infatti, i colossi del web hanno cominciato a presidiare il mercato dei diritti di trasmissione dello sport tramite piattaforme esistenti o create appositamente. Una torta che cresce sempre di più e della quale tutti vogliono un pezzetto. L’ultimo in ordine di tempo ad averla addentata è stato Amazon: è notizia di pochi giorni fa l’accordo tra il colosso di Seattle e la Federtennis francese che consentirà, dal 2021, la messa in onda di alcuni match del celeberrimo Roland Garros (uno degli eventi tennistici più seguiti al mondo) sulla piattaforma Prime Video, interrompendo un dominio, quello del canale televisivo Eurosport, che durava da 27 anni. Questo accordo, che riguarda (almeno per adesso) solo il mercato francese, produrrà presumibilmente un aumento di sottoscrizioni ad Amazon Prime, il servizio di spedizioni veloci e gratuite che include anche l’accesso alla sopracitata Prime Video, e consentirà alla Federtennis un incremento degli introiti televisivi del 25%. Un accordo “win-win”, dunque. Tranne che per Eurosport.

Fonte: hwupgrade.it

Questo è solo l’ultimo morso di Amazon alla grande torta dello sport live: rimanendo sempre in ambito tennistico, negli ultimi tempi ha acquisito, per la Gran Bretagna, i diritti di trasmissione di US Open, Masters 1000, ATP 500 e circuito donne (WTA). Negli USA invece, il gigante guidato daJeff  Bezos ha pagato, nel 2017, 50 milioni di dollari per trasmettere 10 gare di NFL (il campionato professionistico di football americano, un torneo che accoglie all’interno 7 dei 20 brand sportivi più ricchi al mondo secondo Forbes). L’intento sembra chiaro: invogliare l’utenza alla sottoscrizione dell’abbonamento Prime offrendo un ampio ventaglio di servizi, tra cui anche importanti eventi sportivi. Questo potrebbe configurarsi come un embrionale tentativo di sostituirsi alle classiche emittenti televisive a pagamento, che, per loro stessa natura, si limitano a trasmettere gli incontri, risultando così “limitate”; pensiamo invece alle potenzialità di una piattaforma come Amazon, in un mondo in piena rivoluzione digitale, con devices “always connected”: al gol della propria squadra del cuore, si potrebbe ricevere un messaggio sul proprio account Amazon che ci ricorda la possibilità di acquistare la divisa sullo stesso sito, e (sempre grazie al servizio di consegne veloci di Prime) riceverla il giorno dopo. Magari con un piccolo sconto per festeggiare il gol segnato.

Fonte: techxplore.com

Tornando al presente e a ciò che sta già rivoluzionato il modo di “vedere” lo sport, è del 2016 l’accordo tra NFL(sempre loro) e Twitter per la trasmissione, gratuita e disponibile su più devices, della partita del giovedì sera, il “Thursday Night”. Jack Dorsey, Ceo di Twitter, affermò:“Questo accordo trasformerà il modo di seguire il football da parte degli appassionati”. E sempre più spesso, infatti, i vertici delle leghe professionistiche dei più disparati sport decidono di affidarsi, per la trasmissione dei match cosiddetta “in chiaro” (ossia gratuita) a piattaforme online, piuttosto che ad emittenti televisive. Il caso da citare qui è quello di Facebook: il colosso di Zuckerberg ha scelto per sé una fetta sostanziosa della famosa torta, sottoscrivendo, un anno fa, un accordo con la UEFA per la trasmissione in chiaro di alcune partite della Champions League (triennio 2018-21) in tutta l’America latina. Gli utenti argentini, cileni o paraguayani potranno quindi vedere 32 matches a stagione direttamente dalla pagina Facebook della UEFA Champions League. “Come la più grande piattaforma di social media online a livello mondiale, Facebook garantirà un’ampia copertura in chiaro della competizione di club più prestigiosa al mondo. Attendiamo con impazienza il lancio di questa nuova partnership che garantirà di raggiungere l’ampia comunità di tifosi locali di calcio in un modo altamente innovativo e accessibile”; queste parole, pronunciate da Guy-Laurent Epstein, direttore marketing di UEFA, chiariscono le motivazioni dietro alla scelta: un unico accordo con una piattaforma accessibile da tutti significa più pubblico e più facilmente raggiungibile. E ancora una volta, la televisione rimane il grande sconfitto di questa partita.

Questi piccoli esempi disegnano un mercato globale che sembra aver virato in una direzione precisa; e per quanto riguarda l’Italia, invece? anche nel bel paese, da un anno a questa parte, l’utenza media ha imparato a familiarizzare con il concetto di “sport (legale) in streaming”. L’assegnazione di 4 partite di Serie A a settimana a Perform ed al suo servizio di eventi live on-demand DAZN ha aperto la strada, anche in Italia, ad un nuovo modo di seguire lo sport, più “smart” e accessibile senza tv. Si potrebbe continuare citando anche le iniziative dei singoli club calcistici ( la AS Roma è stata la prima società in Europa a trasmettere, nel 2016, un’intera partita in diretta sulla propria pagina Facebook) o dei tornei “minori” e federazioni di sport meno seguiti (sempre su Facebook). Il messaggio che se ne ricava, banalmente, è che la rivoluzione digitale ha prodotto conseguenze importanti anche nel mondo dello sport: ha dato l’opportunità (gratuita) a molti tornei di raggiungere un pubblico più vasto, e ha permesso a nuovi player (le piattaforme online, per l’appunto) di entrare in un mercato che, fino a pochi anni fa, viveva in una situazione di oligopolio che sembrava impossibile da scardinare. Ne saranno felici gli utenti, che potranno tendenzialmente pagare di meno per la visione di un Federer-Nadal o di un Barcellona-Real Madrid; e sarà interessante vedere come i grandi colossi televisivi come Sky reagiranno a questo cambio di paradigma. Pochi anni e capiremo se vedere lo sport in tv sarà rimasta una piacevole abitudine, o soltanto un dolce ricordo d’infanzia.


Tra Ambush e Viral Marketing: il caso di Kinsey Wolansky

di Alessio Lo Giudice

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Voi tutti saprete, appassionati di calcio e non, cosa è successo la notte del primo Giugno al Wanda Metropolitano di Madrid. Durante la finale di Champions League tra Tottenham e Liverpool, al 17’ minuto del primo tempo, una giovane e prestante ragazza, Kinsey Wolansky ha, eludendo i controlli, fatto un’invasione di campo, cogliendo di sorpresa tutti i presenti.

Fonte: repstatic.it

Complice un primo tempo fin lì non piuttosto brillante tra le due squadre, l’attenzione su questa invasione di campo è stata massima. La Uefa di solito tende a non riprendere le invasioni di campo per policy contro i fenomeni di ambush marketing.

Dal punto di vista social l’accaduto è stato ri-condiviso quasi istantaneamente da varie pagine sul web, ed è subito venuto fuori tra i vari commenti degli utenti il nome della ragazza e il suo profilo Instagram, come avviene spesso nel caso di fenomeni virali sul web. Al momento dell’accaduto il suo profilo Instagram contava meno di 300 mila followers; analizzandolo tramite il sito Ninjalitics, abbiamo monitorato la crescita esponenziale dello stesso che da quel momento ha avuto una crescita vertiginosa. In questo momento il profilo conta 2,6 milioni di followers ed è allo stato attuale in continua crescita.

Fonte: trends.google.it

Come possiamo vedere dalle immagini che seguono, la curva del grafico di analisi dei followers ha avuto un andamento esponenziale tra la la notte in cui è avvenuto l’evento e il giorno seguente.

La crescita è stata però interrotta da Instagram che, riscontrando un aumento del tutto anomalo dei followers, ha temporaneamente bloccato l’account. Analizzando il profilo giorno per giorno, questi sono i dati raccolti.

Fonte: ninjialitics.it

Come è possibile vedere, da quando il profilo è stato inserito sulla piattaforma Ninjalitics, (prima di quel giorno l’account non era ancora stato monitorato dal sito) a giorno 1, l’incremento è stato di 557543 followers. Il giorno successivo non risultano dati raccolti per via del blocco, mentre invece quando il profilo è stato riaperto ha avuto un incremento netto di più di 1,5 milioni di followers. Ma quanti seguaci ha potenzialmente perso la giovane modella a causa del blocco del profilo subito?

Questo non si può sapere, è possibile notare però come la popolarità che nasce e si sviluppa sui social network sia comunque sotto il controllo di chi lo gestisce.

Fonte: trends.google.it

Di seguito, analizzando il profilo, possiamo ancora notare come, oltre al numero dei followers, sia aumentato in modo proporzionale anche il numero dei like e il numero di interazioni nei post pubblicati successivamente all'invasione. Questo ci dimostra la totale autenticità delle interazioni e soprattutto la potenza mediatica che ha ancora la TV.

Fonte: ninjialitics.it
Fonte: ninjialitics.it

Ovviamente nei giorni a seguire, il numero di nuovi followers è andato a scemare, a dimostrazione del fatto che la popolarità ottenuta sul social è stata una conseguenza dovuta a quanto accaduto; sarà adesso abilità della modella continuare a crescere, o almeno mantenere questi numeri, creando contenuti in linea con il target di riferimento. Ma andrà realmente cosi? O la modella godrà soltanto dei famosi «15 minuti di popolarità» di cui parlava Andy Warhol?

Se pensate però che quanto accaduto sia solo una mossa per far crescere la popolarità della modella sui social vi sbagliate. La ragazza in questione infatti, si è scoperto essere la compagna di Vitaly Zdorovetskiy, noto Youtuber (il suo canale ha quasi 10 milioni di followers) ed ex attore a luci rosse, il quale risulta essere proprietario del sito web per adulti Vitaly Uncensored, che compariva sul costume indossato dalla ragazza durante l’invasione. Lo scopo principale della ragazza era appunto la promozione (in questo caso ovviamente illecita) al sito web in questione, che addirittura è andato in crash per il numero esorbitante di visite registrate dopo i fatti del 1 giungo.

Considerato, infatti, il vasto interesse e l’audience per un evento del genere, se l’avvenente modella ha guadagnato oltre 2 milioni di followers su Instagram, la crescita ottenuta da Vitaly Uncensored in termini di followers sui vari social, senza tener conto di quanto abbia “girato” il nome del sito in sé, ha un valore di circa 3,5 milioni di euro. A riferirlo è stato una nota società di marketing, Apex Group Marketing; dunque rispetto alla multa di 15.000 euro ricevuta e una notte in questura per la giovane ragazza, il piano escogitato è andato a buon fine, generando una piccola fortuna  alla giovane coppia.

Un ultimo aspetto da analizzare che però chiarisce i due fatti precedentemente osservati, è la viralità del fenomeno. Infatti, come visibile su Google Trends, la sera stessa dell’accaduto e nei giorni a seguire, il nome della modella e del brand sponsorizzato sul costume della ragazza, hanno avuto un picco massimo di ricerche online in quasi tutto il mondo.

Fonte: trends.google.it
Fonte: trends.google.it
Fonte: trends.google.it

Addirittura la sera stessa dell’evento il brand è stato più cliccato della modella stessa.

Fonte: trends.google.it

Da quanto analizzato in questo articolo emergono diverse considerazioni in merito: senza dubbio, nella sua totale scorrettezza, questa mossa di marketing, o come la si voglia chiamare, è stata ben pianificata e soprattutto risulta essere andata a buon fine, avendo generato click, visite e abbonamenti al sito stesso.

 

 

 


IL GRANDE BLUFF DEL BLUE MONDAY

di Dario Consoli
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Ogni settimana un lunedì si sveglia e sa già che lo insulteranno tutti. Si sa, il lunedì non è mai stato il giorno più atteso della settimana, anzi! Si dice che ci siano due tipi di persone: quelli che odiano il lunedì… e quelli che sono in ferie. Oggi in particolare, se questa giornata non vi è andata proprio giù ed avete l’impressione di aver trascorso il lunedì più “lunedì” di sempre, non vi sbagliate affatto; gli anglosassoni lo hanno battezzato “Blue Monday”, letteralmente “lunedì triste”, indicando con tale nome il giorno in assoluto più deprimente dell’anno. Sì, proprio così, avete appena trascorso la giornata più triste per eccellenza. E non siamo noi a dirvelo, ma niente popò di meno che la scienza! L’individuazione di questa data, il terzo lunedì del mese di gennaio, viene attribuita a Cliff Arnall, psicologo presso l’Università di Cardiff, che nel 2005 tramite una formula matematica che incrociava variabili come il meteo, i sensi di colpa per i soldi spesi durante le festività natalizie, il calo di motivazione dopo le vacanze e la crescente necessità di darsi da fare, individuò il Blue Monday.

Non ci credete? Ecco a voi la famosa equazione

Continuate a non crederci? Beh, fate più che bene!

Dietro questa strana ricorrenza in realtà si cela una curiosa ed interessante strategia di Marketing. Il grande bluff del Blue Monday è stato infatti architettato dai creativi di Sky Travel, il canale Tv specializzato in viaggi, che per incentivare le vacanze post-Natale, decisero di fare leva su quella sensazione di malinconia che arriva dopo un periodo prolungato di feste. Un mix tra pseudoscienza e tecniche di comunicazione aggressive diedero vita ad una campagna pubblicitaria geniale trasformatosi in fenomeno virale. Vero o no infatti, gli esperti oggi fanno a gara per trovare la giusta ricetta per non essere schiacciati dalla tristezza del nuovo anno. Per superare il Blue Monday è necessario prendere consapevolezza che c’è bisogno di agire, fare qualcosa che ci renda felici, che ci faccia star bene.

E cosa c’è di meglio di una bella vacanza? La trovata pubblicitaria di Sky Travel funzionava più o meno così; prenotare il prossimo viaggio era la soluzione proposta dalla compagnia inglese per spronare i cittadini a fare le valigie e partire, abbandonando alle spalle tutti i malesseri… ed aumentare le vendite delle agenzie di viaggi in un periodo un po' morto dell’anno.

Più che scienza quindi, una vera e propria bufala ben escogitata ed architettata. Secondo le ricostruzioni del Guardian, la storia della formula scientifica di Arnall era stata montata a tavolino da un’agenzia di marketing e comunicazione, e la firma dello studioso serviva solo per dare autorevolezza alla fantomatica teoria. Sembra infatti che prima dello psicologo della Cardiff Univeristy, furono offerti soldi ad altri scienziati e ricercatori affinché si intestassero la teoria scientifica del Blue Monday. Tuttavia, non si può negare che le basi sulla quale si fonda il lunedì più triste dell’anno non sono poi così tanto assurde. Ovviamente non esiste alcun calcolo scientifico o fondamento certo, ma le ragioni del malessere di inizio anno effettivamente sono solite presentarsi in ognuno di noi: l’inverno con le sue giornate fredde e ancora poco piene di luce, la consapevolezza che le prossime festività sono lontane, l’estratto conto della carta di credito in negativo a causa dei tanti regali di Natale.

Insomma, nonostante la consapevolezza che si tratti di un falso mito, la leggenda del Blue Monday ha creato un vero e proprio fenomeno popolare con ripercussioni al limite della credibilità, soprattutto nel Regno Unito, dove ogni lunedì di gennaio si tengono campagne per la prevenzione della depressione da Blue Monday, o dove molte persone chiedono ed ottengono dalle proprie aziende il giorno libero o una riduzione degli orari di lavoro.

L’alta viralità social del fenomeno non sfugge a chi si occupa di marketing e comunicazione; sono tanti i brand che cavalcano l’onda del “lunedì nero” attuando strategie di Real-Time Marketing, come in passato hanno fatto ad esempio Tempo ed Estathé.

 

Che sia finzione o che sia realtà, l’invito è quello di non farsi condizionare più di tanto ed affrontare questo lunedì come tutti gli altri giorni della settimana, e se proprio lo reputate un giorno non tanto felice provate a guardare il bicchiere mezzo pieno: il lunedì d'altronde è il giorno della settimana più distante dal lunedì successivo! Quindi Keep Calm e buon inizio di settimana a tutti!

 


Novità da Google Maps: arrivano le chat

di Veronica Amato

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"See your messages with local businesses in Google Maps". Con un post su un blog aziendale, Google annuncia così la nuova funzione per Maps. Ma di cosa si tratta esattamente?

Fra non molto sarà reso disponibile dalle mappe di Google il servizio di chat che consentirà a tutti gli utenti di entrare direttamente in contatto con ristoranti, pasticcerie, negozi d’abbigliamento, cinema e altre attività aderenti.

L'implementazione pensata da Google è completa: partendo dall'app My Business, i gestori di attività commerciali potranno inviare e ricevere messaggi, ma non sarà solo questa l’unica novità apportata. Sarà infatti inserita una sezione recensioni riservata a tutti i clienti. Le aziende potranno così rispondere alle recensioni, vedere i clienti che seguono l'attivita e sviluppare quindi un'interazione a 360°.

Non è tutto: con il nuovo tasto Pubblica si potranno caricare foto, condividere le informazioni delle imprese commerciali, creare delle offerte e ricevere le notifiche ogni volta che il cliente interagisce con la scheda di Google. Il tutto grazie a My Business.

L’idea chiave secondo cui si basa Google nell’apportare innovazione tecnologica è che i singoli individui abbiano la necessità di autogestirsi, ed è proprio in quest'ottica che interviene la società nella ricerca di soluzioni alle esigenze dei propri clienti.

Una strategia customer oriented che vede il colosso tecnologico in continua crescita. Da Chrome a Maps, da Calendar a Drive e Fit, ecco dunque come Google continua ad ampliare l'assortimento di servizi offerti cercando di rendere le proprie piattaforme pratiche e facilmente utilizzabili da qualsiasi tipologia di utente, consumer o business che siano.

 


Quando un’esperienza divertente può diventare la base di un business. È Flying Tiger mania!

di Roberta Signorino Gelo
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Temperamatite a forma di naso, cartelle a pois, pupazzi di forma quadrata e caramelle all’ananas e liquirizia. Questi e molti altri, sono gli oggetti venduti dall’eccentrica azienda a marchio Flying Tiger, danese di nascita e ormai affermata in tutta l’Europa e oltre nel settore dell’oggettistica. Da pochi giorni è approdata anche a Parma e si può ancora osservare una fila interminabile di persone di tutte le età davanti allo store della trafficata via D’Azeglio.

Ma qual è l’elemento che rende questa catena di negozi irresistibile? Quello che Flying Tiger fa sostanzialmente è divertire i clienti con una filosofia che si basa sul regalare un’esperienza attraverso la semplice visita dei loro punti vendita. Per far ciò, questi ultimi presentano un’accurata strutturazione che consente di riunire in una composizione organica la numerosità dei piccoli prodotti venduti che solo apparentemente sembrano non aver nulla in comune. Tutto è dominato da un arredamento tipicamente scandinavo e vi è una perfetta fusione tra il bianco delle attrezzature espositive e gli accesi colori della merce esposta, risaltata ulteriormente da numerose luci.

Le varie leve di visual merchandising utilizzate hanno comunque un altro obiettivo finale, che è quello di stimolare gli acquisti d’impulso puntando sulla parte emozionale che incide sulla decisione di acquisto. Il motore che consente tutto questo è dato anche dal layout del punto vendita che crea un percorso obbligato per il consumatore, il quale avrà la possibilità di ammirare ogni angolo e soffermarsi per provare ogni piccolo e divertente gadget. L’aspetto esperienziale è inoltre connesso alla spensierata musica di sottofondo, spesso collegata alle festività del momento (ad esempio le melodie natalizie a dicembre) e ad accurati elementi di layout merceologico che raggruppano i prodotti per occasione di consumo: l’insieme “bicchieri colorati, bandierine, piattini, e stampini per biscotti” evocherà l’idea di una festa, e così via con gli articoli di cancelleria, sportivi, per l’arredamento, per il bagno e gli alimentari. Immerso in questo mix, il consumatore non può che rimanere attratto e divertito da questi stravaganti oggettini e si ritroverà probabilmente, alla fine del suo percorso, ad aver acquistato articoli che non avrebbe mai immaginato prima del suo ingresso.

Quello che rende Flying Tiger un business ampiamente differenziato è la scelta voluta di andare controcorrente: essa ha deciso infatti, e proprio su questo si fonda il suo punto forte, di operare esclusivamente offline in un’era in cui gli e-commerce costituiscono margini di profitto rilevanti per la maggior parte delle grandi imprese affermate nei mercati internazionali.

Inoltre, fino agli inizi del 2016, i suoi top marketer non avevano la minima idea di come l’azienda avesse avuto un tale successo anche sulle piattaforme social; Klauss Vemmer, Head of Global Marketing del brand per l’appunto affermò «Abbiamo 1.4 milioni di followers e non sappiamo chi siano. È senz’altro un bene ma come dovremmo comunicare con loro? Abbiamo intrapreso campagne, ci stiamo spingendo in nuovi mercati, ma non stiamo realmente lavorando in maniera strutturata e non stiamo imparando nulla». Tale circostanza scaturiva dal fatto che il vantaggio competitivo creato era frutto di una strategia non intenzionale, scaturita dall’irresistibilità dei piccoli oggetti venduti, dal design, dal loro prezzo imbattibile e da un passaparola generale da parte dei clienti che venivano completamente conquistati dai punti vendita. Fortunatamente, nel corso dello stesso anno, Flying Tiger ha compiuto dei passi da gigante tramite adeguati piani di social media marketing che l’hanno resa attiva sulle piattaforme online, un processo di re-branding e ulteriori rafforzamenti dell’identità aziendale.

Flying Tiger è un caso di successo che dimostra come ancora oggi nel 2018 il canale fisico abbia ancora la sua importanza e come un’esperienza divertente possa risiedere alla base di un business.
E tu sei già stato rapito da questo brand?


INSTAGRAM E SHOPPING: ARRIVANO 3 NUOVE FUNZIONI

di Federica Montalbano
tempo di lettura: 2 minuti

Nella settimana più frenetica dell’anno per quanto riguarda gli acquisti, Instagram lancia tre nuove funzioni per lo shopping che renderanno più visibili i prodotti che i profili Business vogliono promuovere.

Il Black Friday è il giorno più atteso per tutte le attività commerciali, online e offline, è una giornata di shopping sfrenato a caccia dell’acquisto perfetto prima dei grandi saldi invernali.

Instagram non poteva perdere l’occasione per ricordare ai suoi utenti che oltre ad essere una piattaforma di condivisione di esperienze ed immagini è anche una piattaforma di business.

Fra le nuove funzioni di Instagram vi è la lista acquisti. Con questa nuova feature gli utenti avranno un’opzione simile a quella dei siti degli acquisiti online, potendo salvare i prodotti che gli interessano.

Ma come funziona? Semplicemente, basta toccare il tag di un prodotto in una storia o in post del proprio feed. Attraverso l’icona di salvataggio nell’angolo in basso a destra dell’immagine vi sarà l’opzione “Salva in acquisti”. In questo modo l’user potrà accedere alla raccolta acquisti dal proprio profilo sfogliando gli elementi salvati.

Un’altra funzione è acquista tramite video. In questo modo sarà possibile acquistare i prodotti direttamente dai video, grazie al pulsante shopping posto nell’angolo in basso a sinistra del video stesso. Premendo il pulsante si potranno visualizzare i prodotti sponsorizzati, il loro prezzo e accedere alla scheda prodotti che fornirà una descrizione più accurata.

Inoltre, i profili Business avranno una sezione Shopping in cui mostrare i prodotti, totalmente rinnovata. Con ciò si punta a facilitare la visione di tutti i prodotti presenti all’interno di un post, di un video o di una storia. Attraverso questa funzione gli utenti potranno sfogliare l’intero catalogo dell’azienda che ha chiesto la sponsorizzazione. La sezione del negozio includerà un feed di immagini dei prodotti sulle quali è possibile fare clic per visualizzare le informazioni.

In questo modo Instagram da vetrina fotografica diventa una vetrina per i rivenditori i quali possono liberamente mostrare i loro prodotti senza effettuare molti sforzi. Tutte queste funzioni così intuitive per l’utente alla fine non sono altro che soluzioni pratiche per apportare benefici ai marchi rendendo ancor più visibile il loro portafoglio prodotti.

 


WELCOME HOME | Caffeina

di Manuela Fiku
tempo di lettura: 2 minuti

Caffeina è nota a tutti come digital agency. Quello che tutti magari non sanno però è la storia, tra passato, presente e futuro. 


Cosi come per le persone, conoscere la storia di un’azienda ti permette di capirne e apprezzarne l’identità. Caffeina ha una bellissima storia e una meravigliosa identità ed entrambe sono state raccontate e valorizzare al meglio dai tre soci fondatori Tiziano Tassi, Henry Sichel e Antonio Marella oltre che dagli special guest che si sono alternati: dal sindaco Federico Pizzarotti, a Nicola Rosi, passando per Andrea Amico, Alessandro Casu, Francesco Orlando, Daniele Chieffi, Maria Cristina Origlia e Mauro Del Rio.


Quello che è emerso è stato un percorso in salita, fatto di sacrifici, idee persone e valori, concretizzati oggi nel rebranding con il nuovo logo e soprattutto il nuovo Head Quarter.

Abbiamo centinaia di foto scattate all’inaugurazione dell’HQ di Caffeina | Ideas Never Sleep. ma credo che questa sia una delle più significative.

È la foto di una scritta su una delle pareti degli uffici e racchiude probabilmente i concetti chiave che stanno alla base di quest’azienda.

Crescita.
Perché Caffeina è una startup nata nel 2012 che è riuscita a crescere in maniera sostenibile arrivando ad avere oggi più di 110 dipendenti e un portafoglio clienti da far invidia. Questa crescita prevede evoluzioni, alleanze e nuove idee.

Idee.
Come dicono sempre loro “ideas never sleep” e dopo una giornata intera passata in quest’azienda posso confermare: non si fermano mai. Hanno ridefinito il concetto di agenzia digitale ma non solo. Tante le novità presentate, tra queste la digital academy.

Impatto.
Il loro modo di operare mira alla creazione di valore per i dipendenti, i clienti, l’azienda stessa e persino la comunità. Caffeina investe in formazione, in creazione (in quanti hanno provato la VR?), in sostenibilità ambientale e satisfaction sia dei dipendenti sia dei clienti.

Amazing.
(non lo traduco perché in inglese rende di più). La prima cosa che ho pensato quando sono entrata nell’HQ è stata “tutto questo è pazzesco” e ora, post evento, posso riconfermare che tutto ciò che fanno e che sono è veramente pazzesco.

L’evento, suddiviso tra speech e party, tra ufficio e rooftop, è stato qualcosa di incredibile, un’occasione per far incontrare dipendenti e clienti, amici e parenti.

 

Il team di Oikosmos ha partecipato cercando nel suo piccolo di contribuire a qualcosa di grande e siamo grati ai fondatori di Caffeina per averci dato questa opportunità.

Auguriamo un enorme in bocca al lupo a Tiziano, Henry, Antonio e a tutti i coloro che contribuiscono a rendere Caffeina unica.

E mi raccomando, #NeverSleep.