IL GRANDE BLUFF DEL BLUE MONDAY

IL GRANDE BLUFF DEL BLUE MONDAY

di Dario Consoli
tempo di lettura: 3 minuti

Ogni settimana un lunedì si sveglia e sa già che lo insulteranno tutti. Si sa, il lunedì non è mai stato il giorno più atteso della settimana, anzi! Si dice che ci siano due tipi di persone: quelli che odiano il lunedì… e quelli che sono in ferie. Oggi in particolare, se questa giornata non vi è andata proprio giù ed avete l’impressione di aver trascorso il lunedì più “lunedì” di sempre, non vi sbagliate affatto; gli anglosassoni lo hanno battezzato “Blue Monday”, letteralmente “lunedì triste”, indicando con tale nome il giorno in assoluto più deprimente dell’anno. Sì, proprio così, avete appena trascorso la giornata più triste per eccellenza. E non siamo noi a dirvelo, ma niente popò di meno che la scienza! L’individuazione di questa data, il terzo lunedì del mese di gennaio, viene attribuita a Cliff Arnall, psicologo presso l’Università di Cardiff, che nel 2005 tramite una formula matematica che incrociava variabili come il meteo, i sensi di colpa per i soldi spesi durante le festività natalizie, il calo di motivazione dopo le vacanze e la crescente necessità di darsi da fare, individuò il Blue Monday.

Non ci credete? Ecco a voi la famosa equazione

Continuate a non crederci? Beh, fate più che bene!

Dietro questa strana ricorrenza in realtà si cela una curiosa ed interessante strategia di Marketing. Il grande bluff del Blue Monday è stato infatti architettato dai creativi di Sky Travel, il canale Tv specializzato in viaggi, che per incentivare le vacanze post-Natale, decisero di fare leva su quella sensazione di malinconia che arriva dopo un periodo prolungato di feste. Un mix tra pseudoscienza e tecniche di comunicazione aggressive diedero vita ad una campagna pubblicitaria geniale trasformatosi in fenomeno virale. Vero o no infatti, gli esperti oggi fanno a gara per trovare la giusta ricetta per non essere schiacciati dalla tristezza del nuovo anno. Per superare il Blue Monday è necessario prendere consapevolezza che c’è bisogno di agire, fare qualcosa che ci renda felici, che ci faccia star bene.

E cosa c’è di meglio di una bella vacanza? La trovata pubblicitaria di Sky Travel funzionava più o meno così; prenotare il prossimo viaggio era la soluzione proposta dalla compagnia inglese per spronare i cittadini a fare le valigie e partire, abbandonando alle spalle tutti i malesseri… ed aumentare le vendite delle agenzie di viaggi in un periodo un po’ morto dell’anno.

Più che scienza quindi, una vera e propria bufala ben escogitata ed architettata. Secondo le ricostruzioni del Guardian, la storia della formula scientifica di Arnall era stata montata a tavolino da un’agenzia di marketing e comunicazione, e la firma dello studioso serviva solo per dare autorevolezza alla fantomatica teoria. Sembra infatti che prima dello psicologo della Cardiff Univeristy, furono offerti soldi ad altri scienziati e ricercatori affinché si intestassero la teoria scientifica del Blue Monday. Tuttavia, non si può negare che le basi sulla quale si fonda il lunedì più triste dell’anno non sono poi così tanto assurde. Ovviamente non esiste alcun calcolo scientifico o fondamento certo, ma le ragioni del malessere di inizio anno effettivamente sono solite presentarsi in ognuno di noi: l’inverno con le sue giornate fredde e ancora poco piene di luce, la consapevolezza che le prossime festività sono lontane, l’estratto conto della carta di credito in negativo a causa dei tanti regali di Natale.

Insomma, nonostante la consapevolezza che si tratti di un falso mito, la leggenda del Blue Monday ha creato un vero e proprio fenomeno popolare con ripercussioni al limite della credibilità, soprattutto nel Regno Unito, dove ogni lunedì di gennaio si tengono campagne per la prevenzione della depressione da Blue Monday, o dove molte persone chiedono ed ottengono dalle proprie aziende il giorno libero o una riduzione degli orari di lavoro.

L’alta viralità social del fenomeno non sfugge a chi si occupa di marketing e comunicazione; sono tanti i brand che cavalcano l’onda del “lunedì nero” attuando strategie di Real-Time Marketing, come in passato hanno fatto ad esempio Tempo ed Estathé.

 

Che sia finzione o che sia realtà, l’invito è quello di non farsi condizionare più di tanto ed affrontare questo lunedì come tutti gli altri giorni della settimana, e se proprio lo reputate un giorno non tanto felice provate a guardare il bicchiere mezzo pieno: il lunedì d’altronde è il giorno della settimana più distante dal lunedì successivo! Quindi Keep Calm e buon inizio di settimana a tutti!

 

NEAM NOVEMBRE 2018

NEAM NOVEMBRE 2018

E’ l’ultima domenica di novembre e come ogni fine mese arriva puntualissimo NEAM.

Divano, cioccolata calda, copertina e … Buona lettura!

Abbiamo scelto per voi:

  1. La cybermoda oggi è realtà
  2. Dalla vendita all’affitto di mobili: Ikea e la sharing economy 
  3. Facebook apre i suoi pop-up store
  4. Da e-commerce a “banca”, la nuova strategia di crescita firmata “Amazon”
  5. Novità da Google Maps: arrivano le chat

 

LA CYBERMODA OGGI E’ REALTA’

LA CYBERMODA OGGI E’ REALTA’

di Asia Bonaldi

Tempo di lettura: 2 minuti

Si sa, la tecnologia è parte sempre più integrante della nostra vita quotidiana. Quello che sorprende è che la tecnologia stessa, oggi, sia in grado di creare linee di moda basate esclusivamente sui big data. Non ci credete? Continuate a leggere.

L’innovativo progetto lanciato dalla piattaforma online Yoox ha sfruttato l’intelligenza artificiale e un approccio data driven oriented per creare due nuove linee (autunno/inverno e primavera/estate), denominate Lifestyle Essential.

“I capi realizzati sono «matematicamente» creati per soddisfare le esigenze di un e-shopper curioso, appassionato e consapevole”, questo è il commento di Paolo Mascio (presidente di Yoox e The Outnet) al lancio della nuova linea.

Infatti, il software di intelligenza artificiale è stato in grado di riconoscere immagini del web tratte da influencer o magazine online mentre l’approccio basato sui dati ha analizzato dati di vendita del sito, feedback, recensioni, tendenze del momento. Il risultato è una collezione di capi, non solo attuali, ma addirittura senza tempo, che non vanno fuori moda non appena la tendenza del momento tende a scemare, ma che sono destinati a rimanere negli armadi dei clienti per molto, moltissimo tempo.

La collezione autunno/inverno di 8 by Yoox, composta da circa 200 capi, è stata presentata e lanciata online a Milano il 6 novembre. Il logo 8 by Yoox gioca sulla doppia «oo» del nome, che è stata scelta per rappresentare il codice binario, racchiuso da Y e X, ossia i cromosomi maschili e femminili. Fa quindi riferimento a una tecnologia sempre in dialogo con gli esseri umani e la loro sensibilità e talento.

Il connubio tra tecnologia e moda non è nuovo: Zara, Diesel, Ralph Lauren e altri giganti della moda stanno cercando di implementare nuovi approcci basati sui dati e sulla tecnologia che producano un’offerta specifica e personalizzata a ogni singolo consumatore, grazie ai dati che su di lui sono stati raccolti.

Se la tecnologia ha portato a tutto questo, chissà nei prossimi anni che cosa sarà in grado di fare. Non ci resta che rimanere sintonizzati per scoprirlo!

 

DALLA VENDITA ALL’AFFITTO DI MOBILI: IKEA E LA SHARING ECONOMY

DALLA VENDITA ALL’AFFITTO DI MOBILI: IKEA E LA SHARING ECONOMY

di Giulia Vecchi

Tempo di lettura: 2 minuto

Dopo la proposta di creare veri e propri piccoli negozi all’interno della vita cittadina, Ikea approda con una nuova idea. Già da qualche tempo per la casa svedese non si parla più solo di vendita di mobili. Dopo lo sviluppo del progetto di offerta dell’usato, l’azienda ha ulteriormente deciso di dare la possibilità ai propri clienti di affittare i mobili per un arco di tempo limitato.

Questa volta la scena vede come protagonista la Svizzera come punto di partenza di questo progetto, con l’obiettivo di sviluppare una sharing economy, attività che l’azienda vedrebbe come un mezzo utile per rimanere al passo con i tempi, colpendo per l’appunto un target prettamente giovanile e dinamico.

Dalle parole rilasciate a NZZ am Sonntag da Jesper Brodin, Ceo di Ikea, l’idea infatti sarebbe quella di rivolgersi, oltre che a un pubblico in cerca di risparmio, a un target composto da studenti e lavoratori fuori sede, i quali non hanno una vera e propria necessità di acquisto duraturo nel tempo, data la loro breve permanenza nei rispettivi luoghi di studio e lavoro.

Come riporta anche l’Huffinton Post, secondo Tilman Slembeck, professore di economia all’Università di Scienze Applicate di Zurigo, il fatto che questa possibilità si sia presentata così tardi è: “Una sorpresa. In America il noleggio dei mobili è storia vecchia”. In questo modo Ikea coprirebbe una grande fetta di mercato.
Ci sono anche degli svantaggi. Ad illustrarli è Christian Fichter, psicologo di business presso l’Università di Scienze Applicate di Kalaidos. Secondo lo studioso infatti il noleggio di mobili potrebbe essere alla lunga più costoso di quanto non lo sia l’acquisto diretto, soprattutto se l’affitto avviene in brevi periodi.

Al momento non sono state fornite ulteriori informazioni, se non la certezza che questa proposta prenderà piede al più presto ad ampio raggio. Non resta quindi che aspettare e vedere che risvolti avrà questa strategia.

Da e-commerce a “banca”, la nuova strategia di crescita firmata “Amazon”

Da e-commerce a “banca”, la nuova strategia di crescita firmata “Amazon”

di Alessio Artista

Tempo di lettura: 2 minuti

Amazon ha ben chiaro che il suo successo dipende anche dai suoi rivenditori, ed è così che nel 2011 nasce Amazon Lending, una piattaforma di erogazione di prestiti alle PMI (piccole e medie imprese) presenti in qualità di rivenditori sulla piattaforma Amazon degli Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone.

Siete una PMI e siete stati scelti dall’algoritmo di Amazon? Ora potrete chiedere il prestito a breve termine (massimo 12 mesi) che avete atteso, e che si tratti di 1000$ o di 750mila, questi saranno accreditati il giorno stesso.

E le garanzie? Le garanzie richieste, in caso di mancato pagamento, sono la congelazione della merce che il venditore detiene nel magazzino Amazon e il blocco della vendita fino al pagamento della rata dovuta.

L’ascesa di Amazon nel settore finanziario sembra solo agli inizi. Infatti, in attesa dell’ingresso in Italia della piattaforma di erogazione di prestiti, Amazon lancia “Amazon Pay”, un servizio di pagamenti digitali che permette di effettuare acquisti online pagando con il proprio account Amazon. Ciò significa che è possibile acquistare beni o servizi da siti esterni ad Amazon senza dover inserire i dati della carta di credito e l’indirizzo di spedizione.

“Amazon Pay” però non si ferma qui. Il gigante del web è già pronto ad inserire il portafoglio digitale come mezzo di pagamento negli store fisici, sfidando così “Apple Pay”.

Come si difenderanno i concorrenti di Amazon?

Novità da Google Maps: arrivano le chat

Novità da Google Maps: arrivano le chat

di Veronica Amato

Tempo di lettura: 2 minuti

“See your messages with local businesses in Google Maps”. Con un post su un blog aziendale, Google annuncia così la nuova funzione per Maps. Ma di cosa si tratta esattamente?

Fra non molto sarà reso disponibile dalle mappe di Google il servizio di chat che consentirà a tutti gli utenti di entrare direttamente in contatto con ristoranti, pasticcerie, negozi d’abbigliamento, cinema e altre attività aderenti.

L’implementazione pensata da Google è completa: partendo dall’app My Business, i gestori di attività commerciali potranno inviare e ricevere messaggi, ma non sarà solo questa l’unica novità apportata. Sarà infatti inserita una sezione recensioni riservata a tutti i clienti. Le aziende potranno così rispondere alle recensioni, vedere i clienti che seguono l’attivita e sviluppare quindi un’interazione a 360°.

Non è tutto: con il nuovo tasto Pubblica si potranno caricare foto, condividere le informazioni delle imprese commerciali, creare delle offerte e ricevere le notifiche ogni volta che il cliente interagisce con la scheda di Google. Il tutto grazie a My Business.

L’idea chiave secondo cui si basa Google nell’apportare innovazione tecnologica è che i singoli individui abbiano la necessità di autogestirsi, ed è proprio in quest’ottica che interviene la società nella ricerca di soluzioni alle esigenze dei propri clienti.

Una strategia customer oriented che vede il colosso tecnologico in continua crescita. Da Chrome a Maps, da Calendar a Drive e Fit, ecco dunque come Google continua ad ampliare l’assortimento di servizi offerti cercando di rendere le proprie piattaforme pratiche e facilmente utilizzabili da qualsiasi tipologia di utente, consumer o business che siano.

 

Powered by Oikosmos