OIKOSMOS INTERVISTA ANTONIO COPERCINI – BARILLA

OIKOSMOS INTERVISTA ANTONIO COPERCINI – BARILLA

“Il futuro sarà un mondo di persone molto più tecniche legate alla tecnologia industriale e digitale di automazione di quanto non sia stato negli ultimi decenni. Questa non è una trasformazione complessa e l’università ha un ruolo fondamentale di preparare i tecnici ma il percorso individuale e di sviluppo deve essere determinato in quella direzione da ogni nuova persona che entra nell’azienda.”

Intervista di Federica Montalbano ad Antonio Copercini, Chief Supply Chain Officer di Barilla, in occasione di INDUSTRIA 4.O, l’evento organizzato dalla Cattedra Jean Monnet dell’ Università degli Studi di Parma e dalla Rappresentanza della Konrad-Adenauer-Stiftung in Italia

 

OIKOSMOS INTERVISTA RANIERI NICCOLI – AUTOMOBILI LAMBORGHINI

OIKOSMOS INTERVISTA RANIERI NICCOLI – AUTOMOBILI LAMBORGHINI

In occasione di INDUSTRIA 4.0, l’evento organizzato dalla Cattedra Jean Monnet dell’ Università degli Studi di Parma e dalla Rappresentanza della Konrad-Adenauer-Stiftung in Italia, Ranieri Niccoli, Chief Manufacturing Officer di Automobili Lamborghini, ha risposto a qualche nostra domanda.
Se vuoi sapere il posizionamento di Lamborghini circa le soluzioni Industry 4.0 non perderti l’intervista di Francesca Bisi.

 

OIKOSMOS INTERVISTA GIOVANNI NOTARNICOLA – PORSCHE CONSULTING

OIKOSMOS INTERVISTA GIOVANNI NOTARNICOLA – PORSCHE CONSULTING

Giovanni Notarnicola, Associate Partner Porsche Consulting, ha risposto a qualche nostra domanda in occasione di INDUSTRIA 4.0, l’evento organizzato dalla Cattedra Jean Monnet dell’ Università degli Studi di Parma e dalla Rappresentanza della Konrad-Adenauer-Stiftung in Italia

Se vuoi sapere come l’industria 4.0 sta impattando sulle risorse umane aziendali, non perderti la nostra intervista di Alessio Artista

INDUSTRIA 4.0

INDUSTRIA 4.0

L’APPROCCIO TEDESCO ALLA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E L’ESPERIENZA LUNGO LA VIA EMILIA

di Francesca Bisi

Mercoledì 13 febbraio nell’Aula K16 del Polo didattico Kennedy-D’Azeglio dell’Ateneo si è svolto il seminario di studi Industria 4.0: l’approccio tedesco alla quarta rivoluzione industriale e l’esperienza lungo la Via Emilia, organizzato dalla Cattedra Jean Monnet dell’Università di Parma e dalla Rappresentanza della Fondazione-Konrad-Adenauer in Italia.

La giornata si è aperta con gli indirizzi di saluto di Paolo Andrei, Rettore dell’Università di Parma, di Laura Pineschi, Presidente Centro Studi in Affari Europei e Internazionali dell’Università di Parma e Caroline Kanter, Direttrice Konrad-Adenaeur-Stiftung Italia.

Dopo che la Dottoressa Laura Pineschi ha parlato dell’importanza di ritrovare un’Europa che sappia dialogare, in un periodo in cui sembrano emergerne solo gli aspetti negativi, per avanzare verso nuovi modelli fondamentali per la crescita economica, la Direttrice Caroline Kanter si è soffermata sulla ricerca e l’importanza della formazione delle nuove generazioni. Il processo di digitalizzazione non deve essere percepito con timore, ma come opportunità: Germania e Italia si stanno sempre di più riavvicinando con un impegno comune per le sfide finanziarie e commerciali per la crescita economica poiché “L’Europa è la chiave che ci rende competitivi”.

“La nostra fondazione crede nella ricerca e nella formazione del nuove generazioni”

La giornata si è composta di tre sessioni.

La prima sessione è iniziata con l’introduzione a cura di Franco Mosconi, titolare della Cattedra Jean Monnet in Economia Industriale Europea e responsabile scientifico del Seminario. Il professor Mosconi ha spiegato come è nata l’idea di questo seminario congiunto italo-tedesco: “La robusta base manifatturiera e la spiccata propensione all’export rendono l’Emilia-Romagna assai simile, nella sua struttura economica di fondo, ai grandi Länder manifatturieri tedeschi, a cominciare dal Baden-Württemberg. In particolare, Emilia-Romagna e Veneto si contendono la palma della regione più manifatturiera. Tuttavia, la base tecnologica emiliana è maggiore rispetto a quella veneta.”

“C’è sempre qualcosa da fare e migliorare: investimenti in R&S. Un paese che investe una fetta di torta importante in R&S pensa al domani e al dopodomani”

Infatti, l’Emilia-Romagna detiene il record italiano delle esportazioni pro-capite, ma deve investire di più in R&S. Laboratori, aziende e Università sono un elemento chiave per questo sviluppo.

La parola poi è passata a Giovanni Notarnicola, Associate Partner di Porsche Consulting, che è entrato nel cuore del seminario trattando “La ricetta per una trasformazione di successo nell’era digitale” secondo il paradigma dell’Industria 4.0. Il suo intervento è iniziato con la storia della Porsche, nata con la volontà di costruire l’auto dei sogni nel Dopoguerra, seguita da una forte crisi negli anni ’90 che ne ha messo in discussione le basi. La rinascita è avvenuta con la fondazione di una società di consulenza il cui obiettivo è di migliorare la capacità di anticipare i cambiamenti, qualità ormai indispensabile per i manager di oggi.

“Porsche non è più solo un prodotto. Da automobile si sta estendendo a numerosi altri servizi”

Porsche è diventata un’azienda di mobilità in cui bisogna vedere tutto ciò che sta intorno all’automobile, comprese le possibili minacce, la cui trasformazione deve puntare sull’aumento del valore, della crescita e della digitalizzazione.

“Una crisi che ti mette in ginocchio ti dà in futuro la capacità di anticipare i cambiamenti, qualità che magari le nuove aziende di oggi non hanno”

Sfida ardua, ma riuscire a fare cose nuove mentre si continuano a fare quelle tradizionali è la base di questa sfida”.

La seconda sessione è proseguita con le testimonianze di tre eccellenze produttive emiliano-romagnole – Barilla, Automobili Lamborghini, System Ceramics – rappresentate, rispettivamente, da Antonio Copercini (Chief Supply Chain Officer), Ranieri Niccoli (Chief Manufacturing Officer) e Franco Stefani (Chairman).

Ognuno di loro ci ha raccontato la sua interpretazione di Industry 4.0.

Antonio Copercini, partendo dell’origine dell’innovazione che ritrova negli scrittori di fantascienza, capaci di immaginare macchine intelligenti e robot in grado di interagire tra loro.

“Uno dei pensieri forti che abbiamo in azienda è che il futuro non deve essere qualcosa che accadrà; il futuro è oggi”

Cosa c’entra tutto questo con Barilla? C’entra moltissimo” Per Barilla è fondamentale che avvenga il passaggio dalle tecnologie dei film fantascientifici a quelle reali, che possono essere utili e abilitanti.

Ranieri Niccoli ha raccontato della crescita di Lamborghini grazie all’acquisizione da parte del gruppo Audi-Volskwagen che ha permesso la nascita del progetto Urus nello stabilimento di Sant’Agata a Bologna.

“Il Dna della sfida e dell’innovazione è rimasto dentro il marchio fin dalla sua nascita”

Da allora è partito un processo di trasformazione che nel tempo ha fatto di Lamborghini un esempio di industria 4.0, o di “manifattura 4.0” come ha affermato Niccoli, in cui applichiamo paradigmi di digitalizzazione all’artigianalità, fondendo manualità e innovazione attraverso la sostenibilità, la flessibilità e la modularità dei processi produttivi”.

Franco Stefani parla di “Modula” come iniziativa innovativa di intra logistica, un chiaro esempio di integrazione verso i nuovi sistemi digitali.

“Ho sempre voluto esplorare nuovi mondi, nuovi mercati. Esplorare cose nuove è bellissimo, quando si riesce a creare qualcosa di nuovo è ancora più bello.”

Modula è un esempio di Industria 4.0 grazie all’applicazione di “Internet of Things” che permette di collegare in modo rapido tra loro macchine e uomini attraverso una rete virtuale con l’obiettivo di scambiarsi informazioni rilevanti sui prodotti e sul mercato.

La terza sessione ha avuto come oggetto il confronto fra il “modello di capitalismo tedesco”, conosciuto in tutto il mondo, e quello che anche nella letteratura economica internazionale è noto come “modello emiliano”. Il tema è stato affrontato grazie all’intervento di Patrizio Bianchi, Assessore della Regione Emilia-Romagna al Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, università, ricerca e lavoro, Peter Kurth, Presidente BDE, Federation of the German Waste, Water and Raw Materials Management Industry ed Erwin Rauhe, Presidente della Camera di Commercio Italo-Germanica.

Patrizio Bianchi ha spiegato il forte interesse della Germania verso le aziende italiane perché “ci sono competenze che non ci sono da altre parti”, nonostante l’interscambio tra Emilia-Romagna e Germania sia ancora troppo basso.

“Mai nella storia dell’umanità abbiamo avuto tanta potenzialità scientifica come in questo momento. Ma mai abbiamo avuto tanti problemi come quelli che abbiamo oggi.”

Ci sono però tanti casi di successo come ad esempio Chiesi che rappresenta la dimostrazione fondamentale del passaggio 4.0 dalla medicina alla terapia.

I tre temi cruciali della vita della nostra società sono educazione, crescita ed eguaglianza. Il 4.0 è passare dal volume al valore. L’asse Italia-Germania-Spagna-Francia deve mettere al centro le Università.

Per Peter Kurth comprendere l’industria 4.0 vuol dire sfruttare le risorse, non consumarle.

“Per creare un’economia circolare ci serve uno stato forte che formuli leggi chiare e obiettivi ambiziosi”

È necessario lo sviluppo di un’economia ambientale che sappia raggiungere risultati nel lungo termine, non solo per la Germania, ma con una prospettiva europea e mondiale.

“Industria 4.0 vuol dire creare un’economia da lasciare in eredità ai nostri figli”

Erwin Rahue ha seguito l’onda di Kurth affermando la necessità di andare sempre di più verso processi di economia circolare in cui la manifattura deve essere la forza trainante per trovare modelli compatibili con l’industria e con l’ambiente all’insegna della Green Economy.

“Sono fiducioso sugli investimenti delle aziende. Non c’è un grande rallentamento economico, ma un grande interesse delle aziende italiane”

La conclusione del seminario è stata tenuta da Romano Prodi, Presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i popoli e già Professore ordinario di Economia e Politica Industriale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna.

Il professor Prodi ha raccontato come lo sviluppo italiano si sia ispirato a quello tedesco per cui anche nel modello emiliano troviamo molte imprese ben collegate anche se di modesta importanza.

“Il modello Emiliano è un esempio di forza economica dove piccoli pezzi collegati efficacemente creano una grande struttura”

Sia Italia che Germania hanno però un punto debole: vi è scarsa manodopera specializzata e se “ottimizziamo le nostre diversità e massimizziamo le nostre capacità possiamo fare molto progressi in avanti”.

 

Guarda tutte le foto dell’evento in questo link

 

 

WELCOME HOME | Caffeina

WELCOME HOME | Caffeina

di Manuela Fiku
tempo di lettura: 2 minuti

Caffeina è nota a tutti come digital agency. Quello che tutti magari non sanno però è la storia, tra passato, presente e futuro. 


Cosi come per le persone, conoscere la storia di un’azienda ti permette di capirne e apprezzarne l’identità. Caffeina ha una bellissima storia e una meravigliosa identità ed entrambe sono state raccontate e valorizzare al meglio dai tre soci fondatori Tiziano Tassi, Henry Sichel e Antonio Marella oltre che dagli special guest che si sono alternati: dal sindaco Federico Pizzarotti, a Nicola Rosi, passando per Andrea Amico, Alessandro Casu, Francesco Orlando, Daniele Chieffi, Maria Cristina Origlia e Mauro Del Rio.


Quello che è emerso è stato un percorso in salita, fatto di sacrifici, idee persone e valori, concretizzati oggi nel rebranding con il nuovo logo e soprattutto il nuovo Head Quarter.

Abbiamo centinaia di foto scattate all’inaugurazione dell’HQ di Caffeina | Ideas Never Sleep. ma credo che questa sia una delle più significative.

È la foto di una scritta su una delle pareti degli uffici e racchiude probabilmente i concetti chiave che stanno alla base di quest’azienda.

Crescita.
Perché Caffeina è una startup nata nel 2012 che è riuscita a crescere in maniera sostenibile arrivando ad avere oggi più di 110 dipendenti e un portafoglio clienti da far invidia. Questa crescita prevede evoluzioni, alleanze e nuove idee.

Idee.
Come dicono sempre loro “ideas never sleep” e dopo una giornata intera passata in quest’azienda posso confermare: non si fermano mai. Hanno ridefinito il concetto di agenzia digitale ma non solo. Tante le novità presentate, tra queste la digital academy.

Impatto.
Il loro modo di operare mira alla creazione di valore per i dipendenti, i clienti, l’azienda stessa e persino la comunità. Caffeina investe in formazione, in creazione (in quanti hanno provato la VR?), in sostenibilità ambientale e satisfaction sia dei dipendenti sia dei clienti.

Amazing.
(non lo traduco perché in inglese rende di più). La prima cosa che ho pensato quando sono entrata nell’HQ è stata “tutto questo è pazzesco” e ora, post evento, posso riconfermare che tutto ciò che fanno e che sono è veramente pazzesco.

L’evento, suddiviso tra speech e party, tra ufficio e rooftop, è stato qualcosa di incredibile, un’occasione per far incontrare dipendenti e clienti, amici e parenti.

 

Il team di Oikosmos ha partecipato cercando nel suo piccolo di contribuire a qualcosa di grande e siamo grati ai fondatori di Caffeina per averci dato questa opportunità.

Auguriamo un enorme in bocca al lupo a Tiziano, Henry, Antonio e a tutti i coloro che contribuiscono a rendere Caffeina unica.

E mi raccomando, #NeverSleep.

 

 

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