NEAM MARZO 2019

NEAM MARZO 2019

NEAM MARZO 📞
Yes guys, March is over!
Questo è un mese un po’ speciale per Neam e domani saprete il perchè!
Nel frattempo non perdetevi le notizie di questo mese.
Abbiamo scelto per voi:

1.Green Marketing: Floor Advertising e Street Marketing

2.Gran Cereale ad emissioni zero: ora è realtà

3.Il futuro in casa Apple

4.La blockchain approda nell’agroalimentare

5.Dalla via della seta a One Belt One Road

Buona lettura!

 

1. GREEN MARKETING: FLOOR ADVERTISING E STREET MARKETING

1. GREEN MARKETING: FLOOR ADVERTISING E STREET MARKETING

di Anna Lo Coco

Tempo lettura: 2 minuti

Il “Green marketing” viene definito come un insieme di attività ecosostenibili volti a promuovere un prodotto, per conciliare i bisogni dell’ambiente con quelli dei consumatori facendo così accrescere il valore dello stesso prodotto.

Fonte: https://www.euronews.com/2018/10/27/italy-graffiti-campaign-seeks-to-save-lesser-used-words-from-extinction

 

Un esempio di “Green marketing” lo ritroviamo nel “Floor Advertising”, una tipologia di pubblicità fatta tramite messaggi pubblicitari incollati sul pavimento, che permettono di ridurre i costi e di ottimizzare gli spazi all’interno del punto vendita, in quanto andrebbero a sostituire i normali cartelli pubblicitari.

Questo tipo di pubblicità è utilizzata principalmente nella Grande Distribuzione Organizzata per guidare il consumatore verso alcuni prodotti in promozione o semplicemente per fornire un percorso personalizzato all’interno del punto vendita.

Il pavimento pubblicitario viene realizzato tramite la stampa digitale su PVC (cloruro di polivinile – plastica riciclabile), che tramite le sue proprietà, consente al consumatore di poterci camminare sopra senza paura di scivolare. Inoltre utilizza delle applicazioni che permettono di modificare le immagini per personalizzarle.

Nonostante il “Floor Advertising” abbia un costo inferiore rispetto ai soliti cartelli pubblicitari, molte aziende si sono ritrovare a dover tagliare altri costi, per questo si è pensato di riadattarlo alla strada utilizzando la tecnica dello Street Marketing.

(Fonte: https://www.euronews.com/2018/10/27/italy-graffiti-campaign-seeks-to-save-lesser-used-words-from-extinction)

Uno dei più recenti esempi di Street Marketing è quello portato da Zanichelli, che ha lanciato l’iniziativa “La cultura si fa strada” per riprendere alcune parole italiane che si stanno per perdere.

L’azienda ha posizionato dei graffiti urbani, con l’hashtag #laculturasifastrada, in 50 città italiane, in prossimità di scuole e zone pedonali per colpire il proprio target di riferimento, ovvero i ragazzi.

(Fonte: https://corrieredelweb.blogspot.com/2017/12/jungle-firma-campagna-di-street-adv-per.html)

I graffiti sono stati realizzati con una miscela che aveva come base lo yogurt, preso da scarti industriali, e da gesso che si sarebbe cancellato, in due settimane circa, utilizzando solamente dell’acqua. In questo modo non vengono utilizzate sostanze tossiche e non viene prodotto alcun tipo di rifiuto.

Stessa tecnica è stata adottata da “Banca 5” che, grazie all’agenzia pubblicitaria Jungle, ha realizzato 240 graffiti green, sparsi in tutta Italia, temporanei ed ecosostenibili.

Possiamo, dunque, affermare che questa tipologia di marketing pubblicitario permette all’azienda di raggiungere il proprio target in minor tempo con messaggi originali che attirano l’attenzione, riducendo l’impatto ambientale e senza produrre rifiuti.

 

2.GRAN CEREALE AD EMISSIONI ZERO: ORA E’ REALTA’

2.GRAN CEREALE AD EMISSIONI ZERO: ORA E’ REALTA’

di Asia Bonaldi

Tempo di lettura: 2 minuti

Gran novità in casa Barilla! Il colosso parmense ha recentemente rivelato la prima linea di prodotti che sarà  totalmente prodotta a emissioni zero: i Gran Cereale.

Fonte: Barilla Group

Lo stabilimento coinvolto è quello di Wasa. E’ il più grande produttore svedese di pane croccante al mondo che è entrato a fare parte del Gruppo Barilla nel 1999.

E’ dal 2013 che questo stabilimento sta cercando di ridurre al minimo l’impatto nocivo che le fabbriche hanno sull’ambiente.

Ad oggi Wasa è riuscito a ridurre non solo l’82% delle emissioni nocive di CO2 ma anche il 15% dei consumi di acqua per tonnellata di prodotto e si è sempre più avvicinato a imballaggi riciclabili, cercando di abbandonare poco alla volta la tanto discussa plastica.

Fonte: Barilla Group

Lo stabilimento svedese inoltre è alimentato interamente con elettricità proveniente da fonti rinnovabili e ha deciso di abbandonare i camion e le strade, per quanto riguarda il trasporto dei prodotti finiti dalla Svezia alla Germania, preferendo invece i treni (meno inquinanti rispetto ai camion).

L’insieme di queste operazioni a riduzione dell’inquinamento e degli sprechi, hanno contribuito a ridurre di 1.612 tonnellate l’anidride carbonica emessa in un solo anno.

Per quella che invece non si riesce a ridurre l’azienda ha deciso di avviare dei progetti ambientali che hanno l’obiettivo di catturare, e di eliminare, le emissioni di CO2 che non si riescono a ridurre nella produzione dei prodotti finiti.

 

«Si stanno valutando altre modalità per ridurre ulteriormente il consumo d’acqua negli stabilimenti. Lavoriamo inoltre con i fornitori per la coltivazione sostenibile della segale e tra qualche mese prenderanno il via i test per capire come introdurre il nuovo modello nei campi in Svezia» afferma il Responsabile Ambiente di Barilla Luca Ruini.

 

Tutto ciò è reso possibile dall’ingente investimento di Barilla in sostenibilità e innovazione, che ammonta a circa 1 miliardo di euro.

A supporto della riduzione dell’impronta ambientale c’è in atto un piano di investimenti per l’ammodernamento degli impianti produttivi e l’adozione di tecnologie ad alta efficienza.

Barilla si è prefissata poi l’obiettivo di ridurre del 30% le emissioni di CO2 e acqua rispetto a quelle registrate nel 2010.

 

Il colosso Barilla sta cercando di creare una filiera sempre più sostenibile tavola e si sta cimentando su più fronti per far sì che tutto ciò diventi realtà: dal migliorare l’efficienza dei processi produttivi per ridurre le emissioni di gas serra e i consumi idrici fino a promuovere nell’agricoltura e nell’allevamento best practice più sostenibili per tutte le filiere strategiche.

 

Ancora non è stato annunciato quando questa linea a zero emissioni entrerà in commercio e noi consumatori potremmo finalmente vederla a scaffale.

Non so voi ma quando vedrò Gran Cereale non mi resterà che pensare a tutto lo studio, alle risorse e alle energie che Barilla ha deciso di dedicare alla salvaguardia del nostro ambiente e alla riduzione dell’inquinamento.

3.IL FUTURO IN CASA APPLE: NOVITA’ DALL’EVENTO DI MARZO 2019

3.IL FUTURO IN CASA APPLE: NOVITA’ DALL’EVENTO DI MARZO 2019

di Alessio Lo Giudice

Tempo lettura: 2 minuti

Dopo il tonfo iniziale in apertura d’anno, a causa della saturazione del mercato degli smartphone, c’è fermento in casa Apple; l’azienda di Cupertino ha infatti deciso di puntare sui servizi, ed è ciò che servirà appunto per sostituire le entrate generate dai device che come sappiamo sono al ribasso, soprattutto per quanto riguarda gli iPhone.

Fonte:https://www.apple.com/it/newsroom/2019/03/highlights-from-apples-keynote-event/

Maggiori informazioni su questa nuova strategia sono pervenute dal primo evento Apple dell’anno; che si è tenuto questo mese allo Steve Jobs Theatre di Cupertino, qui, il CEO Tim Cook e il team aziendale, durante il keynote, hanno presentato i nuovi servizi di Apple che saranno disponibili in autunno.

Nessun dispositivo elettronico è stato dunque presentato, sono stati presentati invece nuovi servizi on demand e una carta di credito digitale. Ciò conferma una decisa virata verso il potenziamento del business dei servizi.

Apple ha infatti dichiarato di voler generare 50 miliardi di dollari all’anno esclusivamente dai propri servizi entro il 2020.

Ma vediamo adesso quali sono nel dettaglio le novità che ci aspettano.

Fonte: www.ispazio.net

La nuova app di Apple Tv

Presentata da Peter Stern e successivamente da Cindy Lin è l’applicazione che permette di avere attraverso un’unica app e in ogni dispositivo Apple, tutta la tua tv, scegliendo cosa e dove guardare sia online che offline. L’obbiettivo principale è quello di distribuire quest’app in più di 100 paesi al mondo. Sarà disponibile a maggio sull’ app store.

La Apple Tv+

Presentata da Zack Van Amburg e Jamie Erlicht, è il nuovo servizio di video streaming on-demand di Apple in abbonamento, disponibile solo sull’app di Apple Tv. Pensato e sviluppato dai migliori talenti del cinema e della televisione, potrebbe essere considerata una nuova rivale di Netflix per via dei contenuti esclusivi. Sarà disponibile in autunno.

Apple Arcade

Ann Thai ha presentato, durante l’evento, Apple Arcade, si tratta di un nuovo servizio di game in abbonamento che sarà anch’esso disponibile in autunno. L’azienda californiana ha collaborato con alcuni degli sviluppatori più innovativi al mondo per offrire una nuova esperienza di gaming per i suoi utenti. Ci saranno oltre 100 titoli disponibili per tutti i dispositivi.

Apple News+

Roger Rosner e Wyatt Mitchel hanno presentato Apple News+, è un nuovo servizio in abbonamento che offre un’esperienza personalizzata all’interno dell’app Apple News. La peculiarità di questo servizio è quella di poter avere in un’unica app e con un unico abbonamento tutti i quotidiani preferiti dal lettore, inoltre questo nuovo servizio punta a migliorare la                                user experience legata alla lettura.

Apple Card

Presentata da Jennifer Bailey durante l’evento, Apple Card sarà una nuova carta di credito creata da Apple. È stata realizzata con la collaborazione di Goldman Sachs e aderirà al circuito MasterCard, sarà profondamente integrata nell’ecosistema iOS e connessa alla tecnologia Apple Pay. Sarà possibile ottenere un cashback per recuperare parte del denaro speso con un ritorno diretto fino al 3% per i clienti. Uno dei punti di forza sarà la sicurezza infatti la carta non presenterà segni identificativi e il codice CVV sarà generato di volta in volta.

 

Come abbiamo avuto modo di vedere, decisiva è stata la virata di Apple verso il mondo dei servizi, è questa la scelta giusta nel lungo periodo per recuperare margine sul calo delle vendite, nell’attesa in cui esca dal cilindro dell’azienda di Cupertino un nuovo prodotto che sostituisca lo smartphone?

 

 

 

4. LA BLOCKCHAIN APPRODA NELL’AGROALIMENTARE

4. LA BLOCKCHAIN APPRODA NELL’AGROALIMENTARE

di Veronica Amato

Tempo lettura: 2 minuti

Fonte:http://www.authentico-ita.org/

In un contesto in cui il consumatore tende a limitare gli sprechi e a prendere scelte più consapevoli, selezionando la migliore offerta in termini di comunicazione, trasparenza e tracciabilità del prodotto/servizio, s’inserisce l’affidabile blockchain.

La blockchain è come un registro digitale pubblico, distribuito e condiviso tra i diversi partecipanti (nodi), del network “Peer to Peer”, dove per P2P s’intende sistemi informatici collegati tra loro via internet. I file possono poi essere condivisi direttamente, senza la necessità di un server centrale. Pertanto, ogni computer connesso su una rete P2P diventa file server e cliente.

La blockchain, con la Marca Temporale, ossia una sequenza specifica di caratteri che identificano in modo univoco e immutabile una data e/o un orario per fissare e accertare l’effettivo avvenimento di un certo evento, riesce ad impedire che l’operazione, una volta effettuata, venga cambiata o annullata. Questo meccanismo permette alle aziende di garantire al consumatore che il prodotto rispetti l’origine di provenienza, le caratteristiche organolettiche, oltretutto diventa un modo per stimolare la fiducia del brand.

Fonte:http://www.spinosaspa.com/

Proprio su queste caratteristiche, l’azienda Spinosa S.p.A., specializzata nel settore lattiero-caseario per la produzione di Mozzarella di Bufala Campana Dop ha sviluppato la tecnologia blockchain.

L’obiettivo è di assicurare un percorso di trasparenza dell’intera filiera, dall’allevamento al prodotto in tavola. Per di più, essendo la Mozzarella di bufala campana Dop tra i primi 10 posti di prodotti esportati al mondo è spesso soggetta a contraffazioni da marchi Italian sounding, che fanno sì che il marchio Dop non basti a tutelare il vero “Made in Italy”.

L’intera filiera produttiva è esplorabile dalla confezione del prodotto, la quale riporterà il bollino “Certificato Blockchain-Quality”e un codice QR.

Attraverso una scansione del QR, l’utente sarà indirizzato a una pagina web nel quale potrà osservare l’intera filiera: gli allevamenti, la trasformazione, il confezionamento e tutti gli standard di qualità.

E se è vero che per creare una fiducia con tutti gli stakeholder che interagiscono alla filiera produttiva, bisogna comunicare ciò che si fa, la tecnologia blockchain sembra essere un ottimo strumento per la creazione di una strategia volta a sviluppare la creazione di valore del prodotto e del brand identity contestualmente all’accrescimento del brand awareness agli occhi del cliente-consumatore.

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