PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA 2019

PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA 2019

di Roberto Faraci
Tempo di lettura: 2 minuti

Oggi, lunedì 14 ottobre, a Stoccolma, è stato assegnato il premio Nobel per l’Economia a ben tre economisti, Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer, per l’approccio sperimentale nella lotta contro la povertà globale. I tre vincitori hanno diritto a 9 milioni di corone svedesi da dividersi tra loro.

I vincitori

L’indiano Abhijit Banerjee e la franco-americana Esther Duflo, marito e moglie, insegnano al Massachusetts Institute of Technology. L’americano Michael Kramer, invece, è docente ad Harvard. Stiamo parlando di tre “giovani” vincitori, in quanto tutti sotto i 60 anni. Ma il membro del trio che merita un occhio di riguardo è Esther Duflo. L’economista franco-americana non solo è la più giovane vincitrice di un premio Nobel per l’Economia, con i suoi 46 anni, ma è anche la seconda donna della storia a ricevere questo prestigioso riconoscimento. Proprio su questo tema ha deciso di soffermarsi la giovane economista: “Sono onorata. Questo premio è la dimostrazione che è possibile per una donna avere successo ed essere riconosciuta per i propri successi. Spero di poter essere un esempio per moltissime donne”.

La foto mostra i tre economisti che hanno vinto il premio nobel per l'economia

Fonte: repubblica.it

Lotta contro la povertà globale

Il Comitato per i Nobel, nell’annunciare i vincitori, ha sottolineato i grandi risultati ottenuti dalle ricerche dei tre giovani economisti, in grado di “migliorare enormemente la nostra capacità di lottare in concreto contro la povertà”. E ancora, è stato evidenziato “il grande contributo nell’introduzione di un nuovo approccio per ottenere risposte affidabili sui modi migliori per combattere la povertà globale”. Un ruolo chiave è stato giocato dai numerosi studi e ricerche sul campo. In particolare, Kramer ha dimostrato quanto possa essere efficace un approccio sperimentale, usando test sul campo per mettere alla prova una serie di interventi che avrebbero potuto migliorare i risultati scolastici nel Kenyaoccidentale“. Gli studi di Banerjee e Duflo, molto simili a quelli di Kramer, in quanto spesso condotti in collaborazione, sono stati effettuati in altri paesi, tra cui l’India. In sostanza, grazie ad uno di questi studi, più di 5 milioni di ragazzi indiani hanno beneficiato di programmi scolastici di tutoraggio correttivo.

GIORNATA NAZIONALE DEL MERITO

GIORNATA NAZIONALE DEL MERITO

di Anna Lo Coco
Tempo di lettura: 3 minuti

Martedì 8 ottobre si è tenuta la Terza Giornata Nazionale del Merito presso la sede del Centro Filologico Milanese ideata dal Forum della Meritocrazia in collaborazione con CFMT– Centro di Formazione Management del Terziario.
Durante la giornata si è parlato di come il merito sia importante, anzi fondamentale, sia per le strategie di business delle varie aziende sia nel mondo della formazione.

Ad aprire il convegno è M. Cristina Origlia, presidente di FdM, che ha fatto presente come il destino dell’Italia è da costruire tramite delle strategie economiche e politiche accompagnate dalla trasformazione culturale, che sicuramente aiuta il paese a ricostruire le proprie virtù civiche.

Dopo una breve introduzione prende la parola Silvia Pugi, consigliere CFMT e direttore CSR di Manageritalia che ribadisce il ruolo della meritocrazia come uno dei fattori chiave per il successo di un’azienda.
L’obiettivo di quest’ultima, infatti, è innovare e l’innovazione porta dietro di sè merito e competenza, senza queste due parole chiave l’azienda non può avere successo.
Viene poi affrontato il tema della “fuga dei cervelli” che potrebbe essere evitata creando delle opportunità che permettono ai giovani di rimanere in Italia. A tal proposito vengono esposti i progetti portati avanti, uno di questi è Big, un business game che crea un confronto tra studenti e managers per dar vita a nuove idee.

In seguito prende la parola Mario Vanni, Capo di Gabinetto del Sindaco nel Comune di Milano, che elogia Milano come una città che compete e che si preoccupa che nessuno rimanga indietro. Milano come una città che accetta il merito.

Subito dopo M.Cristina Origlia dà il via ad una conversazione tra Alessandra Perrazzella, vice direttrice di Banca Italia, ed Enrico Cerreda, AD IBM Italia, sul tema del merito come mindset per innovare.

Alessandra Pezzarella si concentra su ciò che manca in Italia rispetto all’estero: l’entusiasmo, ovvero “la scintilla che scatta dentro”.
Per ritrovare questo bisognerebbe mettere da parte gli interessi individualisti ed agire per il bene comune, cercando di allargare lo sguardo e di superare una serie di egoismi che ogni individuo si porta dentro.

Enrico Cerreda sottolinea invece l’importanza dei dati, che sono al centro di ogni decisione aziendale ma anche formativa.

Entrambi parlano di innovazione e trasformazione tecnologica. Nel mondo bancario iniziano ad entrare degli ingegneri per riuscire a controllare questa trasformazione e per cercare dei nuovi spunti ed innovare grazie ad essa. IBM, dal suo canto, sta puntando alla creazione di centri europei che facciano da interfaccia tra clienti e le nuove tecnologie.

“ L’avvento della tecnologia cambia il modo di vigilare” – Alessandra Perrazzella

Inoltre Cereda afferma che bisognerebbe avere una maggiore consapevolezza delle competenze che gli italiani hanno rispetto al resto del mondo, perché possono fare la differenza.

“Dobbiamo avere la consapevolezza delle nostre capacità che sono uniche” – Enrico Cereda

Alessandra Perrazzelli apre il tema dell’inclusione affermando che il merito va di pari passo con essa.

“L’inclusione porta ricchezza all’azienda, perché la diversità porta ricchezza alle nostre aziende” – Enrico Cereda

A tal proposito IBM negli USA è riuscito a formare tantissimi ragazzi che non avevano la possibilità di iscriversi all’università, dandogli l’opportunità di inserirsi all’interno di aziende.

La parola passa a Mattia Adani, consigliere FdM, che tramite la misurazione di determinati indicatori, come il meritometro, e confrontandola con gli altri paesi europei, ha dimostrato come l’Italia debba ancora lavorare per diminuire la disuguaglianza e concentrarsi sul merito.
Sicuramente la meritocrazia è sempre più urgente ed è una battaglia di lungo termine.

Luca Peyrano, CEO di Elite, ha parlato di come la cultura imprenditoriale italiana sia forte ma non sempre aperta al cambiamento per questo si sta pensando di fare degli investimenti sugli imprenditori facendoli avvicinare sempre di più alla meritocrazia, mettendo a loro disposizione capacità e competenze che li aiutino a crescere.

“Meritocrazia è saper fallire per poi sapersi riprendere” – Roberta Guaineri
(Assessore al Turismo, Sport e Qualità della vita comune di Milano)

Si conclude con la squadra del forum della meritocrazia che ribadisce l’importanza della società civile per avere un impatto positivo, perché “più siamo, più contiamo!”.

 

TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI… LA CATENA DI MONTAGGIO COMPIE 106 ANNI!

TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI… LA CATENA DI MONTAGGIO COMPIE 106 ANNI!

di Samuela Maggio
Tempo di lettura: 2 minuti

“C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.”

Era questa la filosofia di Henry Ford, uno dei fondatori della Ford Motor Company e padre del fordismo. Ma facciamo un piccolo passo indietro… 

Chi è Henry Ford?
Henry Ford nasce il 30 luglio 1863 a Greenfield, Michigan, e si appassiona ai motori da giovanissimo. A soli 15 anni aveva già costruito il primo motore a vapore! Nel 1908, con l’introduzione della Model T, realizzò il suo sogno di produrre un’automobile dal prezzo concepibile, affidabile ed efficiente.

Fonte: thehenryford.org

Sebbene la catena di montaggio nacque con Frederick Taylor, è ad Henry Ford attribuito il merito  per l’effettiva applicazione di tale metodo, avvenuta il 7 ottobre 1913. Taylor intuì che, per ottimizzare il lavoro, sarebbe stato conveniente dividere il sistema produttivo in tante piccole unità, elementari e replicabili, che permettevano di risparmiare tempo ed energia. La giornata lavorativa degli operai della catena di montaggio consisteva, quindi, nel continuo svolgimento di determinati movimenti ed operazioni.

Henry Ford, forte della sua innovativa mente imprenditoriale, oltre ad aver applicato il metodo del collega Taylor nell’industria automobilistica, incentivò i suoi operai innalzando i salari. Il risultato si tradusse in un benessere mai conosciuto tra le classi operaie, a cui venne permesso di diventare i consumatori del bene da loro stessi prodotto. Bastò soltanto un’ora per la realizzazione di un’automobile, al contrario delle 12 precedenti. Questo fenomeno, spesso definito anche come “ideologia”, passò alla storia come fordismo e, grazie alla sua efficacia, si diffuse rapidamente nel mondo dell’industria di ogni settore.

Fonte: ansa.it

Oggi la catena di montaggio continua ad esistere e a dare grandi risultati, influenzata dall’odierno progresso tecnologico: si è infatti evoluta, automatizzandosi al punto da essere popolata da robot industriali, i nuovi sostituti degli operai.

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo” – Henry Ford

 

NEAM SETTEMBRE 2019

NEAM SETTEMBRE 2019

Il rientro dalle vacanze estive, l’inizio della dieta, la ripresa della solita routine, si sa Settembre non è un mese molto facile, ma per fortuna c’è NEAM!

Come ogni mese abbiamo selezionato per voi 5 notizie molto interessanti:

1.Facebook insieme a Luxottica per realizzare nuovi smart glasses
2.Spotify lancia “Your Daily Drive”: un nuovo modo di vivere la radio
3.Capi verdi e trasparenti, le nuove frontiere dell’eco-fashion
4.Diesel: soltanto l’ennesima provocazione?
5.”Escape the clown”: Burger King sfrutta il film “IT” e sbeffeggia McDonald’s

Buona lettura!

1.  FACEBOOK INSIEME A LUXOTTICA PER REALIZZARE NUOVI SMART GLASSES

1. FACEBOOK INSIEME A LUXOTTICA PER REALIZZARE NUOVI SMART GLASSES

Di Lyubomir Lazarov
Tempo di lettura: 3 minuti

Facebook starebbe lavorando ormai da due anni, nei suoi stabilimenti di Redmond (Washington), alla realizzazione degli occhiali con realtà aumentata, però la difficoltà nel progetto ha spinto la società di Menlo Park a chiedere aiuto.
Ecco cosa ci faceva il CEO Mark Zuckerberg, nel Bellunese lo scorso maggio, alla corte di Leonardo del Vecchio, presidente di Luxottica.
Come riporta la CNBC, Facebook e la casa madre dei Ray-Ban avrebbero stretto una partnership per la realizzazione degli smart glasses con la realtà aumentata che dovrebbero essere pronti per il commercio tra il 2023 e il 2025, secondo fonti interne.
Facebook si è rifiutata di commentare mentre da parte di Luxottica, per ora, non giungono dichiarazioni ufficiali. Però le fonti sono molto affidabili quindi aspettiamo solo una conferma da parte delle due aziende che sicuramente vorranno tenere il progetto al più lungo possibile segreto, in modo da evitare fughe di informazioni. 

Smart Glasses innovativi con realtà aumentata

Fonte: Getty images

Il progetto, secondo fonti interne, è denominato “Orion” ma non sappiamo se verrà commercializzato con questo nome o se verrà trovato qualcosa di più accattivante.
Nel prossimo futuro, questi occhiali sostituiranno gli smartphone, consentendo di ricevere chiamate, mostrare informazioni agli utenti in un piccolo display montato direttamente sulla lente che sarà controllato e gestito da un assistente vocale di intelligenza artificiale. Infatti, all’inizio di quest’anno, è stato riferito che Facebook stava già lavorando a un proprio assistente vocale per competere con Alexa di Amazon, Siri di Apple e con l’Assistente di Google.
La società di Mark Zuckerberg è al lavoro da almeno due anni per sviluppare questo progetto nei suoi Reality Labs a Redmond. Lo sviluppo però non è di facile realizzazione proprio per questo  l’azienda si è affidata un partner molto più esperto nel settore.L’idea è che il prodotto non deve essere solo funzionale e innovativo, ma anche leggero, compatto e alla moda. Ed è qui che entra in campo Luxottica che vanta un’esperienza unica nel settore degli occhiali da sole/vista. 

Ragazza con occhiali smart

Fonte: psbprivacyesicurezza.it

Il mercato di questi weareble (dispositivo indossabile) però finora non è mai “esploso”, anzi si è mostrato molto schivo e diffidente. Tuttavia, Mark Zuckerberg ha un forte interesse a portare a termine il progetto tanto da chiedere al capo dell’hardware Andrew Bosworth di dare la priorità ad “Orion”.
Come andrà a finire? Per conoscere la risposta non ci resta che aspettare!

 

 

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