di Laura Marina Popa
Tempo di lettura: 3 minuti

L’esigenza di ridurre l’uso della plastica è ormai sempre più urgente all’interno delle aziende di tutto il mondo. Lo chiedono i consumatori, lo chiede il nostro ambiente. Siamo sommersi dalla plastica, 10 milioni di tonnellate vengono riversate nei nostri oceani ogni anno.

Situazione dell'inquinamento marino

Fonte: blog.zonageografica.deascuola.it

Il problema del packaging è un fenomeno enorme e globale. La ricerca per trovare soluzioni sostenibili continua e sta trovando soluzioni sperimentali come imballi alimentari edibili e compostabili.

Secondo un nuovo rapporto il mercato globale del packaging sostenibile raggiungerà un valore di circa 440 miliardi di dollari entro il 2025.
I consumatori si sono resi conto del grande potere che possiedono, il potere d’acquisto, con le loro scelte sono in grado di influenzare le strategie commerciali delle imprese tramite il consumo critico, che valuta effetti sociali ed ambientali dell’intero ciclo di vita del prodotto che si estende anche al packaging che a primo impatto è la prima cosa che scorgono e che influenza il processo decisionale d’acquisto.

Il packaging è considerato dalle aziende di qualsiasi tipologia merceologica un elemento molto importante per la percezione del marchio da parte dei consumatori con un impatto positivo sul suo valore e sulla sua riconoscibilità. La sua funzione va al di là dell’aspetto pratico di proteggere e trasportare il prodotto, ma ha anche una funzione estetica.

In tendenza i tra i produttori è la progressiva e generale uso di materiali rinnovabili da fonti sostenibili, di materie plastiche biologiche e biodegradabili e di cartone proveniente da foreste certificate. 

Qui sotto alcune delle soluzioni più innovative trovate dalle aziende:

Packaging idrosolubile

Dissolve è un imballaggio per lo spazzolino da denti realizzato dal designer canadese Simon Laliberté in PVA, un composto polivinilico non tossico e biodegradabile al 100%, mescolato a pasta cellulosica.
L’imballo, stampato con inchiostro a base di soia, vuole ridurre gli scarti a zero, è infatti completamente idrosolubile in acqua in appena 10 secondi, senza lasciare alcuna traccia. 

Imballaggio per ridurre gli sprechi

Fonte: packaging designarchive.org

Aaron Mickelson, per la sua tesi di laurea ha messo a punto The disappearing package, un progetto volto a ridurre al minimo la produzione di rifiuti attraverso cinque idee di packaging alternativi e sostenibili per altrettanti prodotti di uso comune. Fra queste, la scatola della saponetta che si scioglie completamente, senza lasciare residui, sotto l’acqua della doccia. Anche in questo caso il materiale utilizzato è totalmente naturale e non tossico.

Eliminazione packaging sotto la doccia

Fonte: inhabitat.com

Packaging riutilizzabile e multifunzione. 

Steve Halsip, designer newyorkese, ancora studente ideò Hangerpack, un imballaggio da spedizione che si trasforma in stampella per gli abiti, cambiando funzione per ridurre gli sprechi ed evitare la produzione di rifiuti. Hangerpack non è in commercio, ma ha vinto il premio D&AD Student Award nel 2007.

Imballaggio che si trasforma in stampella per abiti

Fonte: designerblog.it

Packaging organico. 

Naturally Clicquot 3  è un packaging organico e sostenibile per il noto marchio beverage, composto di un materiale derivato dagli scarti di lavorazione dell’uva.
Oltre all’impiego di questo materiale ecologico, le vernici utilizzate per la grafica sono prive di solventi ed è stato usato un composto a base di canna da zucchero per incollare l’etichetta.

Packaging sostenibile derivante dagli scarti dell'uva

Fonte: veuveclicquoto.com

Packaging usa-e-pianta. 

‘Eat your food, grow a plant, save a planet’: è questo lo slogan che campeggia sul contenitore per alimenti ideato dal designer slovacco Michal Marka, che dopo l’uso si trasforma in una ciotola adatta a coltivare piante.
I materiali utilizzati sono tutti biodegradabili e sotto l’etichetta adesiva si trovano i semini da piantare.

Packaging in cui troviamo i semi da piantare sotto l'etichetta adesiva

Fonte: pinterest.it

Packaging commestibile: E se oltre al contenuto si potesse mangiare anche il suo contenitore? 

Scoff-ee Cup è una tazzina da caffè commestibile pensata dal team del Robin Collective per la catena americana KFC.
Scoff-ee Cup è composta da un biscotto avvolto in un rivestimento di zucchero e uno strato di cioccolato bianco resistente al calore, che si scioglie in bocca ma non in mano. Le tazzine hanno diverse essenze come olio di cocco, erbe e fiori.

tazzina da caffè commestibile

Fonte: telegraph.co.uk

Nati da un’idea di due designer, Loliware Edible Cups sono bicchieri commestibili prodotti a partire da un materiale a base di alga agar-agar ed essenze naturali a base di frutta.
I bicchieri si presentano in diversi gusti: 

  • Yuzu Citrus, 
  • Tart Cherry, 
  • Matcha Green Tea, 
  • Vanilla Bean 
  • naturale senza aromi.

Possono contenere liquidi ma anche cibo, sia a temperatura ambiente sia freddi o caldi. Una volta gustato l’interno, Loliware si può mangiare o compostare nell’umido, essendo naturale al 100% e totalmente biodegradabile.

Tazza commestibile

Fonte: designindaba.com

Un packaging sperimentale, udibile e compostabile 

La designer polacca Roza Janusz per il suo progetto di laurea presso l’istituto di design School of form di Poznań, in Polonia, ha creato un imballaggio per alimenti sperimentale e alternativo alla plastica realizzato con materiale organico che può essere consumato dopo l’uso o compostato

Una volta compostati, i batteri formano uno strato sottile e malleabile che funge da barriera contro l’ossigeno, il componente principale della decomposizione degli alimenti. 

Ed ora non ci resta che aspettare nuove innovazioni dal mondo packaging!

 

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