di Federica Montalbano

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Le persone che hanno cambiato il nostro modo di agire, pensare ed acquistare, nel corso della storia dell’uomo, sono poche. I millennials potranno attribuire questo merito a Steve Jobs co-fondatore di Apple, Jeff Bezos fondatore di Amazon o Marck Zuckerberg co-fondatore di Facebook, ma negli anni ’70 chi poteva cambiare il mondo?

Fonte: Corriere della Sera

Avvertita l’esigenza dei giovani di poter ascoltare musica ovunque si trovassero Akio Morita, co-fondatore di Sony, sfidò la sua azienda e senza effettuare precedenti ricerche di mercato, cambiò il modo di ascoltare musica, cambiò lo stile di vita dei giovani dell’epoca e lanciò sul mercato il Walkman.

Il TPS-L2, un parallelepipedo blu e argento dotato di cuffie con spugnette colorate, aveva la capacità di poter essere agganciato alla cintura e di poter portare sempre con sé la musica che più piaceva.

Per noi nativi digitali che oggi grazie al nostro smartphone possiamo ascoltare musica in qualsiasi momento della giornata, mentre camminiamo, siamo in viaggio, siamo in palestra o corriamo al parco, è la quotidianità, ma negli anni ’70 non era così. Grazie a questo lettore musicale, tutti potevano ricavarsi un momento di intimità personale, cosa che prima di allora non era possibile.

Antecedente questa rivoluzionaria svolta vi era il Sony TC-D5, ingombrante mangiacassette, che insieme al Walkman viene celebrato in tutti i musei di design come prodotti che hanno caratterizzato un’epoca.

Fonte: Corriere della Sera

Quando si lancia un nuovo prodotto sul mercato bisogna avere ben chiaro il target di riferimento e questo Morita lo aveva già identificato. “Questo prodotto soddisferà i giovani che vogliono ascoltare musica tutto il giorno, lo porteranno sempre con loro e non gli interesseranno le funzioni di registrazione. Se lo dotiamo di un sistema per la riproduzione solo tramite cuffia, sarà un successo”, disse nel 1979 e così fu.

Il 1° luglio 1979 venne lanciato sul mercato il Walkman venduto a 39.433,58 yen, ovvero 400 € di oggi. Sony prevedeva di vendere 5mila unità nel primo mese ma si accorse subito di aver sbagliato le previsioni, perché nei primi due mesi vennero venduti 50mila pezzi. Non c’è da stupirsi di questi risultati visto che nel 2007 dopo un anno dal lancio, Steve Jobs aveva venduto 1,4 milioni di iPhone.

Il Walkman è il precursore del vecchio iPod della Apple, ormai superato dall’iPhone, ma ciò che accomuna questi due prodotti è il fatto di aver segnato un’epoca, di aver cambiato il modo di vivere, gli stili di vita e la visione che i giovani del tempo avevano. Chi si sarebbe mai potuto immaginare di poter leggere le e-mail direttamente dal proprio cellulare in qualsiasi posto si trovasse? Di poter ascoltare i brani che più piacciono senza dover per forza acquistare l’intero cd? In passato sembrava utopia, oggi invece è realtà.

Fonte: Corriere della Sera

Ciò che queste due aziende hanno venduto ai giovani è stata l’esperienza. Oggi come allora il consumatore ricerca esperienze, vuole vivere emozioni, momenti nuovi e unici e le aziende che vendono questo sono quelle che hanno maggior successo sul mercato. Amazon non vende beni, vende la comodità di poter acquistare un prodotto e vederselo consegnare a casa nel minor tempo possibile. Apple non vende iPhone, offre uno status, una community di appartenenza a tutti quei giovani che nelle giornate di lancio dei singoli prodotti campeggiano davanti agli Apple store, ma anche a quei giovani meno wild che acquistano il proprio smartphone successivamente alla data di uscita in store. Così la Sony nel lontano 1979 non vendette un semplice lettore musicale, ma la possibilità di portare la musica allacciata alla propria cintura, di poterla condividere con le persone che ci stavano accanto o semplicemente poter vivere un momento unico da soli  permettendo di estraniarsi dal contesto.

Il Walkman ha segnato un’era, è stato protagonista delle migliori storie d’amore come quella di Vic e Mathieu ne “Il tempo delle mele” (1980). Chi non ricorda quella scena in cui lui le mette le cuffie e ballano insieme sulle note di Reality di Richard Sanderson? Quanti giovani ragazze non hanno sognato una scena del genere dopo aver inserito la cassetta della colonna sonora del film nel loro walkman?

Fonte: Corriere della Sera

Questo rivoluzionario” strumento” ha rappresentato intere generazioni, rivoluzionato il mondo musicale ed è stato per un paio di decenni “l’oggetto” maggiormente ricercato, icona indiscussa delle giovani generazioni che ne facevano un culto di aggregazione.

Ma come ogni importante invenzione del nostro secolo, la strada non sempre risulta scorrevole e priva di problematiche.

Infatti a far causa alla Sony fu Andreas Pavel che, precedentemente a Morita, aveva brevettato un apparecchio, “Stereobelt”, da allacciare alla cintura. Nonostante ciò non gli fu garantita l’esclusività pertanto possiamo dire che dalla loro genialità abbiamo avuto modo di vivere delle esperienze meravigliose, tutte segnate da una colonna sonora “portatile”. E a questo punto non possiamo fare a meno di chiederci e fantasticare su: Quale sarà la prossima invenzione in grado di cambiarci e regalarci magiche esperienze?

 

 

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