di Manuela Fiku

Tempo di lettura: 3 minuti

Riconoscimento facciale? Intelligenza artificiale.
Alexa? Intelligenza artificiale.
E-mail di risposta automatica? Intelligenza artificiale.
Suggerimenti Spotify? Intelligenza artificiale.
Colloqui di lavoro? Ebbene sì. Intelligenza artificiale.

L’introduzione dell’AI (artificial intelligence) in ambito HR non è in realtà una novità.
Soprattutto oltreoceano, l’AI è sempre più parte dei processi di recruiting, analizza il lavoro dei dipendenti e, grazie all’implementazione di chatbot, contribuisce a offrire un percorso di crescita personalizzato interno all’azienda.
Ultimamente però, per via del convegno “Agile Transformation: così si allenano le organizzazioni per il futuro” organizzato al Politecnico di Milano, se ne parla sempre di più anche in Italia.

Quest’anno infatti, il premio “HR Innovation Awards 2019” è stato consegnato ad Esselunga per via di un progetto che prevede la digitalizzazione della selezione dei candidati. 

Fonte: ilcittadinomb.it

Ma di cosa si tratta?
Per comprenderlo vediamo nel concreto come cambia il processo di selezione.
Fino a poco fa alla candidatura seguiva una convocazione telefonica, un colloquio di gruppo (circa 60 persone), micro-assessment di 1 ora in gruppi di 12 persone e, in caso di esito positivo, il colloquio individuale.
Con la digitalizzazione del processo, alla candidatura seguono un sms e un’e-mail per invitare i candidati a un video colloquio in differita di 10 minuti.
Operazione apparentemente banale, ma che permette al retailer di effettuare un primo screening passando da 50mila telefonate all’anno a 20mila contatti circa.
La novità non consiste nel passaggio dalla call all’sms, bensì nella video intervista che vede l’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale. Ad ogni candidato dunque, durante la videochiamata, sono riconosciute delle skill che gli permettono di rientrare in un ranking: solo quelli che si collocano in un determinato ranking vengono analizzati dal recruiter e invitati a un video colloquio fisico. Una volta superato questo secondo video colloquio si passa al colloquio finale nella sede aziendale. 

La digitalizzazione di Esselunga però non si ferma qui. L’azienda ha infatti annunciato che il prossimo step sarà l’implementazione di un chatbot – un’interfaccia conversazionale automatizzata – che indirizzerà i candidati verso la posizione che più si addice alle loro competenze e alle loro aspettative.
Il chatbot è uno strumento che si sta diffondendo sempre di più, sia sul lato del customer service sia per quel riguarda i processi di back office.
Sul sito di Esselunga è già possibile interagire con Luisa, un chatbot dedicato ai clienti che, per via delle risposte troppo prolisse che tendono per lo più a rimandare al sito, mostra ampi margini di miglioramento. 

Quindi, nell’attesa che questo processo di digitalizzazione nelle risorse umane si concluda, non resta altro che aspettare per vedere se altre aziende italiane intraprenderanno questa strada e se il nuovo chatbot di Esselunga risulterà essere utile in ambito HR (o per lo meno più utile di Luisa). 

 

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