di Roberto Faraci
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Auto e moda non vanno sempre d’accordo, e a dimostrarlo ci pensano la casa di Maranello e il noto stilista tedesco Philipp Plein, ai ferri corti dalla fine di luglio a causa di una serie di battaglie social-legali di cui milioni di followers sono a conoscenza: il “campo di battaglia” è, per l’appunto, Instagram, il social più utilizzato di questi anni. Ma come si è arrivati a tanto? 

Sneakers/Ferrari: i post su Instagram

A scatenare il tutto è stata la foto pubblicata da Plein su Instagram in cui si possono notare un paio di MoneyBeast, sneakers dello stilista in edizione limitata dal modico prezzo di 5.000 euro. Le sneakers sono poggiate su una Ferrari verde, in pendant con le calzature.

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Ma non solo. La ciliegina sulla torta sarebbero stati alcuni video in cui vengono riprese due modelle in bikini impegnate a lavare il parco auto dello stilista (nel quale, accanto a numerose moto e ad una Lamborghini, è presente proprio la Ferrari verde); il tutto condito dalle sneakers poggiate sui vari cofani delle macchine.

La lettera di diffida della Ferrari

La reazione della casa di Maranello di fronte a questi post non si è fatta attendere di certo e, tramite i suoi avvocati, ha inviato una lettera di diffida a Plein. Ma grazie alla poca discrezione che caratterizza da sempre il noto stilista, la lettera è stata pubblicata per intero sui social, ancora una volta, ovviamente, su Instagram. “I simboli della Ferrari nelle immagini sono associate a uno stile di vita assolutamente non conforme a come il marchio è percepito dal pubblico, con performer (le suddette fanciulle) che si esibiscono in gesti sessualmente espliciti, usando l’auto come un accessorio in un modo che è di per sé di cattivo gustoQuesto atteggiamento danneggia il buon nome della Ferrari, e provoca anche danni materiali. Infatti, la non richiesta associazione tra il brand Ferrari e le scarpe di Philipp Plein (nonché il discutibile modo in cui queste vengono promosse) interferisce con i diritti della Ferrari e con le sue licenze, le uniche linee autorizzate a utilizzarne loghi e nome”. Infine, la lettera invita lo stilista tedesco ad eliminare i post incriminati entro 48 ore.

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La risposta di Philipp Plein

Che lo stilista non abbia apprezzato la lettera di diffida lo si poteva intuire dall’utilizzo delle gif dei pagliacci nel post di condivisione della lettera stessa, ma c’è molto di più. Plein si è detto amareggiato, scioccato e infuriato per un simile trattamento: Il ceo Louis C. Camilleri dovrebbe pensarci due volte prima di lasciare che i suoi avvocati mandino una lettera come questa a un prezioso cliente che ha acquistato 4 Ferrari nuove di zecca negli ultimi 10 anni! Sono ancora senza parole sul comportamento poco professionale e aggressivo dell’azienda Ferrari nei confronti dei suoi clienti. Anche io ho pagato di persona per la mia auto! Non rimuoverò le foto e inizierò un’azione legale contro la società Ferrari per questo comportamento non professionale. Mi aspetto delle scuse ufficiali da Louis C. Camilleri!”.

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Ad ultimatum scaduto, le foto delle sneakers sulla Ferrari verde sono state rimosse, anche se Philipp Plein non arretra di un metro per quanto riguarda la sua visione della situazione: “Nessuno ha bisogno di Ferrari ma Ferrari ha bisogno dei suoi clienti! Nessun marchio può acquistare i suoi clienti, ma i clienti possono scegliere quale prodotto e marchio acquistare!! I clienti sono sempre più potenti del marchio perché decidono sul futuro successo e le entrate del brand”. A conferma della linea dura tenuta dallo stilista, le parole del suo legale Carmine Rotondaro, che afferma: “Nella lettera si parla di danni materiali: e come si quantificherebbero?”, prosegue Rotondaro. “Noi non arretriamo. Anche perché, dovessimo finire davanti a un giudice, sarà interessante vedere come e con quali parametri si dovrà definire cosa sia o meno sconveniente per la società.

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