di Asia Bonaldi

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Gran novità in casa Barilla! Il colosso parmense ha recentemente rivelato la prima linea di prodotti che sarà  totalmente prodotta a emissioni zero: i Gran Cereale.

Fonte: Barilla Group

Lo stabilimento coinvolto è quello di Wasa. E’ il più grande produttore svedese di pane croccante al mondo che è entrato a fare parte del Gruppo Barilla nel 1999.

E’ dal 2013 che questo stabilimento sta cercando di ridurre al minimo l’impatto nocivo che le fabbriche hanno sull’ambiente.

Ad oggi Wasa è riuscito a ridurre non solo l’82% delle emissioni nocive di CO2 ma anche il 15% dei consumi di acqua per tonnellata di prodotto e si è sempre più avvicinato a imballaggi riciclabili, cercando di abbandonare poco alla volta la tanto discussa plastica.

Fonte: Barilla Group

Lo stabilimento svedese inoltre è alimentato interamente con elettricità proveniente da fonti rinnovabili e ha deciso di abbandonare i camion e le strade, per quanto riguarda il trasporto dei prodotti finiti dalla Svezia alla Germania, preferendo invece i treni (meno inquinanti rispetto ai camion).

L’insieme di queste operazioni a riduzione dell’inquinamento e degli sprechi, hanno contribuito a ridurre di 1.612 tonnellate l’anidride carbonica emessa in un solo anno.

Per quella che invece non si riesce a ridurre l’azienda ha deciso di avviare dei progetti ambientali che hanno l’obiettivo di catturare, e di eliminare, le emissioni di CO2 che non si riescono a ridurre nella produzione dei prodotti finiti.

 

«Si stanno valutando altre modalità per ridurre ulteriormente il consumo d’acqua negli stabilimenti. Lavoriamo inoltre con i fornitori per la coltivazione sostenibile della segale e tra qualche mese prenderanno il via i test per capire come introdurre il nuovo modello nei campi in Svezia» afferma il Responsabile Ambiente di Barilla Luca Ruini.

 

Tutto ciò è reso possibile dall’ingente investimento di Barilla in sostenibilità e innovazione, che ammonta a circa 1 miliardo di euro.

A supporto della riduzione dell’impronta ambientale c’è in atto un piano di investimenti per l’ammodernamento degli impianti produttivi e l’adozione di tecnologie ad alta efficienza.

Barilla si è prefissata poi l’obiettivo di ridurre del 30% le emissioni di CO2 e acqua rispetto a quelle registrate nel 2010.

 

Il colosso Barilla sta cercando di creare una filiera sempre più sostenibile tavola e si sta cimentando su più fronti per far sì che tutto ciò diventi realtà: dal migliorare l’efficienza dei processi produttivi per ridurre le emissioni di gas serra e i consumi idrici fino a promuovere nell’agricoltura e nell’allevamento best practice più sostenibili per tutte le filiere strategiche.

 

Ancora non è stato annunciato quando questa linea a zero emissioni entrerà in commercio e noi consumatori potremmo finalmente vederla a scaffale.

Non so voi ma quando vedrò Gran Cereale non mi resterà che pensare a tutto lo studio, alle risorse e alle energie che Barilla ha deciso di dedicare alla salvaguardia del nostro ambiente e alla riduzione dell’inquinamento.

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